• 27 Settembre 2026 22:05

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

GP Baku, Ferrari sopravvive in Azerbaijan: stagione 2026 al capolinea

Set 26, 2026

Quarto e sesto posto, rispettivamente di Leclerc e Hamilton, a sigillare un weekend giocato interamente in difesa: è questoil bilancio più lucido del round numero 15 della Formula 1 2026. La Ferrari non ha più il passo per stare col gruppo di testa e può solamente limitare i danni, inseguendo. Ed è proprio questo il destino dell’ultimo terzo di campionato, la fotocopia esatta di quanto si è visto a Baku.

Ferrari si mostra subito per quello che è

Baku non fa sconti, non perdona le incertezze e, soprattutto, mette a nudo ogni singola debolezza meccanica. Sulle sponde del Mar Caspio, il Gran Premio dell’Azerbaijan si è trasformato per la Ferrari in una lunga e complessa domenica di trincea, una gara passata a difendere l’indifendibile contro avversari semplicemente fuori portata. Quelli che la Rossa vorrebbe sfidare.

Tutto si complica fin dallo spegnimento dei semafori. Charles Leclerc scatta dalla griglia con le mescole Soft, una scelta aggressiva volta a sfruttare l’extra grip iniziale. Eppure, un imperfetto stacco frizione vanifica ogni vantaggio: l’esitazione è fatale e alla curva 2 Oscar Piastri affonda il colpo, strappando al monegasco la seconda posizione.

Alle loro spalle, sulla seconda SF-26, Lewis Hamilton riesce in un primo momento a conservare la sesta piazza. Ma l’illusione dura lo spazio di un giro, perché già alla seconda tornata la furia di Max Verstappen rompe gli indugi e svernicia l’inglese senza troppi complimenti. Il vero calvario prestazionale, tuttavia, si materializza al giro numero 4.

La Red Bull di Hadjar punta i tubi di scarico della vettura numero 16. Leclerc ci mette il talento e si difende con i denti staccando profondissimo in curva 1, ma la resistenza della sua SF-26 si sbriciola inesorabilmente sul lungo rettifilo che conduce verso la 3. La mancanza di energia è palese. Mezzo giro più tardi la scena si ripete, con Verstappen che passa la Rossa.

La reazione dei piloti certifica i problemi

Eppure, il dato più freddo e riflessivo di questa prima fase non arriva dall’asfalto, ma dalle frequenze radio. Nessuna sfuriata, nessuna rabbia, nessuna apprensione. Solo la lucida e rassegnata consapevolezza di chi conosceva già il copione. Leclerc si chiude in una sorta di scena muta, limitandosi a recepire e applicare i consigli del muretto.

Mentre Hamilton certifica la mancanza di potenza con voce piatta e rassegnata. Un inizio forse ampiamente scontato nei briefing pre-gara del team, ma decisamente amaro per i tifosi del Cavallino. Al decimo passaggio, la classifica fissa le SF-26 in quinta e settima posizione. Dando una rapida occhiata ai cronologici, la differenza di passo con le Mercedes in testa è lapalissiana.

Eppure, nell’auricolare di Lewis Hamilton arriva un messaggio che suona quasi surreale: “il passo è buono”. Un ritmo che può dirsi buono tale, solo se lo si tara sull’enorme deficit di una power unit che non respira, e su una vettura che non ha saputo seguire gli aggiornamenti efficaci delle altre scuderie top. Scenario che certifica il fallimento dei due step sul motore e tutto il resto.

Lewis passa Lando: unico atto degni di nota della corsa

Dopo un terzo di gara Lewis ha uno scatto, potendo lottare con una McLaren, quella di Lando, ben lontana dallo stato di forma delle ultime gare. Così, orgoglio sotto braccio sfrutta l’occasione, si fa pressante negli specchietti della McLaren di Norris e passa il connazionale: Il talento di Stevenage si prende con forza la sesta posizione, proprio alle spalle del compagno di squadra.

La gara prosegue senza sussulti fino al giro 31, quando la Direzione Gara è costretta a mandare in pista la Safety Car. Entrambe le Rosse vengono richiamate ai box, omologandosi alla strategia delle vetture di vertice per montare gomme Pirelli Medium. Servono ben sei giri ai commissari per estrarre la Williams di Albon dalle barriere e ripristinare il tracciato.

Ma la ripartenza dura un battito di ciglia: nelle retrovie si innesca un incidente multiplo che coinvolge quattro vetture. La gara viene nuovamente neutralizzata e l’auto di sicurezza rientra in pista. I ferraristi, fiutando l’occasione, passano ancora una volta in pit lane per un pit-stop “gratis”, esattamente come fanno i quattro piloti davanti a loro.

Lewis cede, Charles si salva

Quando la corsa riparte per l’ultima volta, mancano 14 tornate alla bandiera a scacchi. Le Rosse, stabili in quinta e sesta posizione, scelgono la via della prudenza. Attaccare significherebbe prendersi rischi enormi in un momento in cui le insidie superano i benefici. Nel mentre Antonelli è risalito come una furia fino alla settima piazza, mettendo entrambe le SF-26 nel mirino.

A scompaginare le carte ci pensa però un errore clamoroso di Piastri: il giro seguente, l’australiano arriva lunghissimo in staccata a curva 1 ed è costretto a prendere la via di fuga. La Ferrari ringrazia e si ritrova, quasi per inerzia, in quarta e quinta posizione. Davanti, il terzetto composto da Russell, Verstappen e Hadjar cambia marcia, prendendo immediatamente margine. Charles e Lewis “restano soli”.

Dietro c’è l’ombra minacciosa di Kimi. È l’inizio di un finale difficile. Leclerc ha più ritmo del compagno e riesce a scavare un vitale cuscinetto di qualche secondo. Hamilton, invece, è costretto a una difesa disperata. L’inglese moltiplica la larghezza della sua monoposto, arginando la Mercedes numero 12 per qualche giro, ma alla fine deve alzare bandiera bianca contro la netta superiorità della Freccia d’Argento.

Inghiottito Lewis, Antonelli si lancia all’inseguimento dell’altra Rossa. Proprio in quel momento, il monegasco rompe il silenzio radio. Inizia una comunicazione fitta e serrata con il muretto: una serie di suggerimenti per gestire la SF-26, e proteggere il quarto posto. Kimi dà il massimo, ma il passo di Charles è sufficiente per resistere sino al termine della corsa.

L’amara verità è in fase di accettazione? Dovrebbe…

Sotto la bandiera a scacchi, Leclerc è quarto e Hamilton sesto. La Ferrari, semplicemente, non poteva estrarre un centesimo di secondo in più da questa domenica: il limite strutturale della power unit è troppo evidente per sperare nei miracoli. Senza contare che da un po’ non porta aggiornamenti, mentre il resto dei team continua a farlo e in maniera efficace.

Resta la consolazione di un bottino di punti, schiacciata però da un macigno psicologico ben più gravoso: la consapevolezza di un campionato mondiale scivolato via già da tempo. Mancano ancora un po’ di gare al termine della stagione, ma il verdetto di Baku suggerisce una sola strada: incamerare ciò che si può e spostare la quasi totalità delle risorse tecniche sulla monoposto del prossimo anno.

GP Baku, classifica finale:

POS.
NO.
PILOTA
TEAM
GIRI
TEMPO / RITIRO
PUNTI
1
63
George Russell
Mercedes
51
1:38:02.143
25
2
3
Max Verstappen
Red Bull Racing
51
+0.196s
18
3
6
Isack Hadjar
Red Bull Racing
51
+10.704s
15
4
16
Charles Leclerc
Ferrari
51
+14.136s
12
5
12
Kimi Antonelli
Mercedes
51
+14.512s
10
6
44
Lewis Hamilton
Ferrari
51
+22.382s
8
7
41
Arvid Lindblad
Racing Bulls
51
+31.159s
6
8
31
Esteban Ocon
Haas F1 Team
51
+31.189s
4
9
87
Oliver Bearman
Haas F1 Team
51
+31.929s
2
10
55
Carlos Sainz
Williams
51
+32.416s
1
11
27
Nico Hulkenberg
Audi
51
+33.231s
0
12
30
Liam Lawson
Racing Bulls
51
+34.013s
0
13
5
Gabriel Bortoleto
Audi
51
+34.230s
0
14
81
Oscar Piastri
McLaren
51
+36.401s
0
15
11
Sergio Perez
Cadillac
51
+41.400s
0
16
77
Valtteri Bottas
Cadillac
49
DNF
0
NC
43
Franco Colapinto
Alpine
36
DNF
0
NC
10
Pierre Gasly
Alpine
35
DNF
0
NC
1
Lando Norris
McLaren
35
DNF
0
NC
23
Alexander Albon
Williams
29
DNF
0
NC
14
Fernando Alonso
Aston Martin
20
DNF
0
NC
18
Lance Stroll
Aston Martin
7
DNF
0

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close