• 26 Settembre 2026 9:39

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Caro carburanti, prezzi record nell’Ue: rischio razionamento benzina

Set 26, 2026

Continua il periodo no per i proprietari di un’auto diesel. Il prezzo medio nell’Unione europea ha raggiunto i 2,23 euro al litro, stabilendo un nuovo record nelle rilevazioni disponibili dal 2005 e superando di gran slancio i 2,16 euro registrati appena una settimana prima. L’aumento interessa buona parte del continente e tra i Paesi alle prese con nuovi massimi c’è anche l’Italia.

Secondo un’analisi dell’agenzia France Presse, basata sui dati nazionali pubblicati dalla Commissione europea, in ben 19 Stati membri il diesel ha raggiunto livelli record, compresi Germania e Francia, mentre le tensioni internazionali vanno avanti a condizionare il mercato dell’energia.

La situazione rischia inoltre di complicarsi nei prossimi mesi. Alle conseguenze dei conflitti in Medio Oriente e Ucraina si intrecciano i timori legati alle forniture, proprio quando l’arrivo dell’autunno e poi dell’inverno porterà a un aumento della domanda.

Diesel da record anche in Italia

Gli automobilisti italiani stanno già pagando cifre molto elevate. Secondo i dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy relativi al 24 settembre, sulla rete stradale nazionale il diesel self costa in media 2,338 euro al litro, contro i 2,154 euro della benzina. In autostrada il gasolio sale ulteriormente, arrivando a 2,419 euro al litro  e la distanza dalla benzina risulta evidente anche sulla rete ordinaria, dove corre una differenza media superiore a 18 centesimi al litro.

Il confronto con lo scorso anno rende bene le dimensioni dell’aumento. Il Codacons calcola che il diesel costi il 43% in più rispetto a settembre 2025, nonostante il taglio delle accise ancora applicato: per un pieno da 50 litri comporta un aggravio di 35,2 euro, mentre sulla benzina l’incremento annuale indicato dall’associazione raggiunge il 26%.

Lo sconto sul gasolio, intanto, si riduce. Fino al 25 settembre ammonta a circa 12,2 centesimi al litro, ma dal giorno successivo al 5 ottobre scenderà a 6,1 centesimi, dopodiché dovrebbe entrare in vigore il sistema delle accise mobili previsto dal Governo.

I timori sulle forniture dagli Stati Uniti

Bruxelles teme ora una possibile stretta oltreoceano alle esportazioni di diesel, visto che, stando alle ultime indiscrezioni, l’amministrazione Trump starebbe preparando uno stop di 90 giorni per cercare di contenere i prezzi dell’energia negli Stati Uniti in vista delle elezioni di metà mandato.

Olof Gill, portavoce della Commissione europea, ha confermato le preoccupazioni relative alla possibile decisione americana e ricordato quanto siano stretti i rapporti tra Bruxelles e Washington sul fronte energetico. Un eventuale stop alle esportazioni, ha spiegato, danneggerebbe entrambe le parti e l’Unione ha già aperto un confronto con gli Stati Uniti ai massimi livelli.

Per il momento, comunque, il diesel non manca. A inizio settembre l’Oil Coordination Group aveva fatto il punto sulle scorte europee, comprese quelle dedicate alle emergenze, ritenendole sufficienti. Nel frattempo le raffinerie dell’Unione hanno aumentato la produzione e parte del carburante necessario arriva da altri fornitori.

Nelle prossime settimane peseranno sia l’andamento dei conflitti sia la crescita dei consumi legata ai mesi più freddi, due elementi sui quali la Commissione continua a mantenere alta l’attenzione. Finora resta il dato dei 2,23 euro al litro raggiunti dal diesel, mai registrato prima nella media dell’Unione europea.

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