• 25 Settembre 2026 20:30

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Vendite auto elettriche, cambia la città italiana che detiene il primato

Set 25, 2026

Per anni Milano è stata considerata la vera capitale italiana della mobilità elettrica, la città in cui questa tecnologia trovava terreno più fertile rispetto al resto del Paese.

Nel 2026, però, quel primato è passato di mano, e a sorprendere non è tanto il cambio in sé, quanto il nome della nuova capofila: Roma, città spesso associata più al traffico caotico che alle colonnine di ricarica, ha scavalcato sia Milano che Napoli, imponendosi come prima provincia italiana per immatricolazioni private di vetture elettriche e ibride plug-in.

Il 9,6% delle auto elettriche e plug-in è a Roma

I numeri, diffusi con riferimento ai primi sette mesi del 2026, parlano chiaro: nella Capitale sono state immatricolate 7.302 vetture ricaricabili da parte di privati, un dato che vale il 9,6% dell’intero mercato nazionale delle auto alla spina. 

Per avere un termine di paragone, il totale delle immatricolazioni private di veicoli elettrici e ibridi plug-in in Italia nello stesso periodo si è fermato a 76.118 unità, il che rende ancora più significativo il peso specifico conquistato dalla sola provincia romana. A trainare questa crescita, va detto, non sono tanto le elettriche pure quanto le ibride plug-in, cresciute a livello nazionale dell’85,1% e arrivate a coprire circa il 9% del mercato complessivo, superando di fatto le vetture a batteria pura, ferme intorno all’8%.

Milano perde il primato

Un ribaltamento che sorprende, considerando come per anni la geografia commerciale della mobilità elettrica italiana abbia seguito uno schema quasi scontato, con Milano e Torino saldamente ai vertici della classifica.

Le ragioni di questo sorpasso vanno cercate probabilmente in un mix di fattori: da un lato le dimensioni stesse di Roma, città più estesa e con un parco auto circolante enorme, stimato in circa 1,8 milioni di veicoli nella sola area urbana; dall’altro una crescente propensione dei romani verso le ibride plug-in, formula che si adatta particolarmente bene a una città dove la rete di ricarica pubblica non è ancora capillare come altrove, permettendo comunque di percorrere buona parte degli spostamenti quotidiani in modalità elettrica.

A questo si aggiunge il tema delle zone a traffico limitato: l’amministrazione capitolina guidata da Roberto Gualtieri ha infatti deciso di introdurre un accesso a pagamento alla ZTL anche per le auto elettriche, circa 1.000 euro l’anno, la metà rispetto alla tariffa ordinaria applicata ai veicoli tradizionali, un vantaggio economico che continua comunque a incentivare l’acquisto di mezzi ricaricabili nonostante il nuovo balzello.

La rete di ricarica cresce lentamente

Il vero nodo da sciogliere per Roma, però, riguarda le infrastrutture, che al momento non tengono affatto il passo della domanda privata in costante crescita. Sul fronte dei punti di ricarica pubblici per provincia, è ancora Milano a guidare la classifica nazionale, con 7.423 colonnine attive, mentre Roma si ferma a 6.109, seguita da Torino, Napoli e Brescia.

Allargando lo sguardo all’intero Lazio, il conteggio sale a 7.864 punti di ricarica complessivi, un numero che dovrà necessariamente crescere in modo più deciso per sostenere non solo l’attuale ondata di immatricolazioni, ma anche quella attesa nei prossimi trimestri.

La gestione della mobilità cittadina, affidata a Roma Servizi per la Mobilità, si trova quindi a dover fare i conti con un paradosso tutt’altro che semplice da gestire: una domanda privata che corre veloce, spinta anche dalle nuove regole di accesso alle zone a traffico limitato, e una rete pubblica di ricarica che fatica a stare al passo con la stessa velocità. 

Un divario, quello tra crescita delle immatricolazioni e sviluppo delle infrastrutture, che non riguarda soltanto la Capitale ma l’intero Paese, e che nel caso di Roma assume un peso particolare proprio alla luce del nuovo primato conquistato: se la domanda continua a crescere a questo ritmo, la rete di ricarica dovrà necessariamente accelerare, pena il rischio di trasformare un successo commerciale in una fonte quotidiana di frustrazione per chi ha scelto di passare all’elettrico proprio nella città eterna.

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