• 25 Settembre 2026 14:58

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Guinzagli e lettiere al posto di biberon e pannolini: perché sempre più giovani scelgono u…

Set 25, 2026

AGI – La tendenza è ormai globale e va oltre la semplice passione per gli animali domestici. Per Millennial e Gen Z, infatti, cani e gatti stanno diventando a tutti gli effetti un’alternativa alla maternità e alla paternità.

Un fenomeno spinto da ragioni economiche, di stile di vita e di stabilità personale, che sta ridefinendo il concetto stesso di famiglia, ma che porta con sé anche un lato d’ombra poco esplorato: il rischio dell’eccessiva umanizzazione.

Perché le nuove famiglie preferiscono gli animali ai bambini?

Secondo le rilevazioni dello State of Pets 2026 condotto da The Harris Poll, il 40% delle persone sceglierebbe un animale domestico al posto di un figlio, a fronte di un 21% che preferirebbe una gravidanza. La percentuale sale drasticamente tra le generazioni più giovani: il 55% di Millennial e Gen Z dichiara di aver valutato l’idea di costruire la propria vita attorno a un pet piuttosto che a un bambino, e l’83% considera il proprio cane o gatto un membro della famiglia a tutti gli effetti.

A spingere verso questa scelta sono soprattutto la sensazione di non trovarsi nella fase di vita adatta per avere un figlio, indicata dal 45% degli intervistati, la maggiore semplicità di gestione quotidiana e il minor impatto economico, che pesano rispettivamente per il 35% e il 32%, oltre a un minore carico generale di responsabilità. L’impatto di questa visione si riflette direttamente sulle decisioni personali: oltre metà dei giovani proprietari valuterebbe di lasciare un’eredità al proprio animale, mentre quasi la metà dei single dichiara di aver rinunciato alla ricerca di un partner appoggiandosi esclusivamente alla compagnia del proprio pet.

La situazione in Italia

Il fenomeno trova ampie conferme anche nel nostro Paese. I dati Ipsos per Changes Unipol indicano infatti che quasi quattro giovani italiani su dieci – il 37% dei Millennial e il 36% della Gen Z – ritengono che un animale domestico possa sostituire la presenza di un figlio. Si tratta di un dato fortemente generazionale, specialmente se confrontato con la fascia dei Baby Boomer, dove la percentuale crolla al 13%, a fronte di una media nazionale che si attesta al 28%.

La trappola dell’umanizzazione

Trattare un cane o un gatto come un bambino rischia però di trasformarsi in una proiezione fuorviante. Una recente review scientifica pubblicata sulla rivista Animals, condotta da un team di veterinari delle università UNAM e di Pisa, mette in guardia dai rischi del “pet parenting” esasperato: l’eccessiva umanizzazione porta con frequenza a disturbi comportamentali come ansia da separazione, aggressività e forme di stress cronico.

“Cani e gatti non sono bambini e non vanno trattati come tali. Hanno tempi, linguaggi e bisogni etologici che vanno conosciuti e rispettati”, spiega il veterinario Vittorio Saettone. “Il rischio non è amare troppo il proprio animale, ma proiettargli addosso aspettative umane. Condividere il cibo di casa, isolarli dai loro simili o non lasciarli liberi di esplorare e annusare genera frustrazione e patologie“.

Come rispettare la natura di cani e gatti?

Per evitare di trasformare l’affetto in una fonte di stress, i veterinari e gli esperti di antropozoologia suggeriscono alcune indicazioni fondamentali. In primo luogo occorre imparare a interpretare il reale linguaggio del corpo dell’animale, evitando di proiettarvi emozioni umane come vendetta o dispetto che rischiano di far passare inosservati veri segnali di disagio. È poi indispensabile garantire la socializzazione con i propri simili, evitando di isolare il pet in una dimensione esclusivamente familiare che può provocare ansia e comportamenti compulsivi.

Sul piano pratico, la salute nel lungo periodo passa dal seguire una nutrizione specifica di specie, senza condividere i pasti di casa o dolci pensati per gli umani. Di fronte a cambiamenti repentini di umore o appetito, la regola è rivolgersi sempre a un veterinario o a un educatore specializzato invece di affidarsi a un’interpretazione personale.

Infine, gli esperti raccomandano di rispettare la libertà di movimento dell’animale: trasportarlo continuamente in braccio o in passeggino e imporgli manifestazioni d’affetto prolungate finisce per limitarne gli istinti naturali, venendo percepito come un’invasione di campo fortemente stressante.

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