• 22 Settembre 2026 14:58

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Istat, nel 2025 deficit/Pil al 3,1%. L’Italia resta ancora nella procedura Ue. Il “rammari…

Set 22, 2026

AGI – L’Istat conferma che nel 2025 il rapporto deficit/Pil si è attestato al 3,1%, mancando per un solo decimale la soglia critica del 3% che avrebbe permesso all’Italia di chiudere anticipatamente la procedura Ue per deficit eccessivo, aperta nel 2024.

“Prendiamo atto, non senza rammarico, dei dati definitivi espressi dall’Istat”, ha commentato a caldo il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Che ha spiegato: “Purtroppo l’Italia non uscirà anticipatamente già quest’anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, come avevamo sperato ma, coerentemente con i dati già espressi nel Dfp, questo potrà accadere nel 2027”.

Pil rivisto al rialzo nel 2025

Secondo i numeri definitivi rilasciati dall’istituto di statistica, nel 2025 il Pil ai prezzi di mercato è risultato pari a oltre 2.265 miliardi di euro correnti, con una revisione al rialzo di 6,954 miliardi rispetto alla stima di marzo scorso. Per il 2024 il livello del Pil è stato rivisto al rialzo di 8,564 miliardi.  Nel 2025 il tasso di variazione del Pil in volume è stato pari a 0,6%, 0,1 punti percentuali in più rispetto alla stima del marzo scorso. 

La domanda interna sostiene la crescita

Allo sviluppo ha contribuito nel 2025 la domanda nazionale al netto delle scorte (per +1,6 punti percentuali) mentre la domanda estera netta ha presentato un apporto negativo (per -0,7 punti), così come la variazione delle scorte (per -0,3 punti). Nel 2025 gli investimenti fissi lordi sono aumentati in volume del 3,9%, i consumi finali nazionali dell’1%, le esportazioni di beni e servizi dell’1,7% e le importazioni del 4,2%.

Crescono tutti i settori produttivi

Il valore aggiunto ha registrato una crescita in tutti i settori: +0,8% per l’agricoltura, +0,4% per l’industria in senso stretto, +2,6% per le costruzioni e +0,3% per i servizi. Contestualmente si è osservata un’espansione anche dell’input di lavoro e dei redditi da lavoro dipendente

Conti pubblici e saldo primario

L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari al -3,1% nel 2025 (era al -3,4% nel 2024),  invariato rispetto alle stime di aprile scorso. Il saldo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) è risultato pari +0,8% del Pil (era +0,5% l’anno precedente). La pressione fiscale si è portata al 42,9% del Pil, in crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al 2024. La spesa per interessi è cresciuta del 2%, in rallentamento rispetto all’anno precedente.

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