• 22 Settembre 2026 14:09

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Auto aziendali, riforma fiscale da 515 milioni per rilanciare le flotte

Set 22, 2026

Le auto aziendali pesano meno del 30% sulle nuove immatricolazioni italiane, senz’altro poco se confrontate con una media europea vicina al 60%. Anfia, Aniasa, Motus-E e Unrae vorrebbero ridurre questo divario intervenendo sulla fiscalità e hanno inviato una proposta al Ministero dell’Economia e delle Finanze e alla Presidenza del Consiglio, con al centro soprattutto le vetture elettriche e quelle a basse emissioni. Il punto di partenza scelto dalle associazioni è il ritardo accumulato dall’Italia rispetto agli altri Paesi europei, dove le aziende hanno un peso decisamente maggiore negli acquisti di auto nuove.

La richiesta vale 515 milioni di euro nel triennio 2027-2029 e le associazioni stimano circa 400.000 immatricolazioni legate alla misura nello stesso periodo. La proposta arriva nella fase finale degli incentivi all’acquisto e punta a dare alle flotte aziendali un sostegno diverso dai bonus utilizzati finora.

Perché si punta decisi sulle flotte

Buona parte della proposta è giustificata dal confronto impari con il resto d’Europa. La quota del mercato aziendale italiano, inferiore al 30%, pesa circa la metà rispetto alla media continentale e, secondo gli operatori di settore, il gap penalizza soprattutto la diffusione delle vetture elettriche e ibride plug-in.

Al termine del periodo di utilizzo dell’impresa o del contratto di noleggio, le vetture vivono una sorta di seconda giovinezza passando sul mercato dell’usato. Aumentare la presenza delle nuove tecnologie nelle flotte avrebbe effetti negli anni successivi, quando quelle stesse auto diventerebbero accessibili a una platea diversa di automobilisti, allargando di fatto l’offerta di elettriche disponibili sul mercato dell’usato. È uno dei motivi per i quali il settore chiede da tempo una revisione di un sistema fiscale ritenuto meno favorevole rispetto a quello di altri mercati europei.

La ricarica a casa entra nel pacchetto

Nella proposta compare un problema concreto per i fruitori di un’elettrica aziendale: la ricarica domestica. Anfia, Aniasa, Motus-E e Unrae chiedono di eliminare l’attuale penalizzazione fiscale relativa all’energia ricaricata a casa, stimando per questo intervento un impatto sulle finanze pubbliche inferiore a 2,5 milioni di euro.

Il tema era già emerso nei mesi scorsi tra le difficoltà segnalate nella gestione delle flotte elettrificate, insieme alla fiscalità dei fringe benefit e alla riassegnazione delle vetture. La ricarica effettuata nell’abitazione del dipendente introduce infatti questioni fiscali che quella eseguita attraverso una colonnina aziendale non presenta nello stesso modo.

La proposta guarda alla prossima Legge di Bilancio

Per ora non è stata approvata alcuna modifica e le regole attuali rimangono valide. Le quattro associazioni hanno però esortato il Governo ad aprire il confronto in tempo per inserire l’intervento già nella prossima Legge di Bilancio.

A rendere percorribile questa ipotesi, secondo i promotori, sarebbe lo spazio fiscale derivante dalla clausola europea di flessibilità per gli investimenti legati alla riduzione delle emissioni e alla transizione energetica. Il settore crede sia il caso di utilizzare una parte delle risorse per i 515 milioni necessari nel triennio 2027-2029.

I numeri indicati dalle associazioni sono già definiti, compreso l’obiettivo di circa 400.000 immatricolazioni. Ora la questione passa al Governo, chiamato a decidere se inserire la revisione della fiscalità delle flotte nella prossima Legge di Bilancio.

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