Il tema delle targhe delle auto è sempre molto attuale. Da tempo, l’Ue ha chiesto ai Paesi membri di seguire una direttiva mirata a uniformare le targhe, ma le differenze a livello locale sono ancora significative, tanto che è facile riconoscere una targa straniera che circola in Italia.
In Francia, c’è un ulteriore elemento da considerare per quanto riguarda quest’argomento. Si tratta delle targhe rosa che sono previste dalla normativa in casi ben precisi. Chi si trova sulle strade francesi, quindi, potrebbe imbattersi in una vettura con una targa di questo tipo.
Di cosa si tratta
La targa rosa in Francia ha caratteristiche ben precise ed è prevista dalle leggi locali. Non si tratta, quindi, di un vezzo di alcuni automobilisti o di un elemento posticcio aggiunto a puro scopo estetico. La colorazione rosa, infatti, serve a indicare in modo immediato una particolare caratteristica della vettura che la utilizza.
A partire dal 2026, le auto francesi possono avere una targa rosa, con numeri neri. Questa soluzione è riservata alle vetture che hanno una targa provvisoria. In questa categoria rientrano:
auto importate dall’estero, nuove o usate, in attesa dell’immatricolazione definitiva;
veicoli acquistati da esportare fuori dalla Francia;
auto dimostrative delle concessionarie e delle aziende del settore.
Le vetture che non hanno ancora una documentazione definitiva e ufficiale, quindi, possono circolare, entro le limitazioni previste dalle regole del Paese, ricorrendo a questa particolare targa, facilmente riconoscibile rispetto alle targhe tradizionali.
Un colpo d’occhio per i controlli stradali
Si tratta di una soluzione che consente alle Forze dell’Ordine di riconoscere con un colpo d’occhio un’auto con documentazione non ancora completa (per qualsiasi motivo) e, eventualmente, effettuare i controlli del caso per assicurarsi che tutto sia corretto e che la vettura abbia effettivamente l’autorizzazione a circolare.
Le targhe rosa possono essere assegnate anche alle auto destinate all’esportazione, per agevolare le pratiche e rendere più veloce il completamento di tutti i passaggi necessari all’ottenimento delle autorizzazioni.
Naturalmente, gli automobilisti non hanno la possibilità di installare in autonomia una targa rosa. La procedura da seguire è codificata dalla normativa e bisogna ottenere l’approvazione dell’Agence Nationale des Titres Sécurisés (ANTS), che dopo le verifiche rilascia un certificato della durata di un anno.
Se da un lato il colore rosa può sembrare un banale ritocco estetico, dall’altro rappresenta una vera e propria svolta per semplificare i controlli della viabilità transalpina. In un panorama europeo dove il monitoraggio dei veicoli e la chiarezza delle immatricolazioni sono diventati elementi prioritari, non sorprenderebbe affatto vedere altri Paesi “copiare” questa misura così intuitiva.
Anche in Italia, dove il sistema delle targhe provvisorie utilizza da tempo delle soluzioni a fondo bianco, ci potrebbe essere spazio per l’adozione di un meccanismo di questo tipo che, sfruttando il colore, permette di rendere facilmente identificabili le vetture di prova o con documentazione ancora provvisoria ma che sono autorizzate a circolare su strade pubbliche.