• 6 Settembre 2026 19:24

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GP Monza, Ferrari in difficoltà: Leclerc si ritira, Hamilton limitato dalla SF-26

Set 6, 2026

Il Gran Premio di Monza si chiude con un sesto posto per Lewis Hamilton, al termine di una gara compromessa già al via per il contatto fratricida con l’altra SF-26 di Leclerc, che si ritira per incidenza due passaggi più tardi. Costretto a una difficile rimonta, l’inglese ha pagato il deficit della power unit e una strategia non utile alla causa, sancendo le oggettive difficoltà della Rossa sul tracciato brianzolo.

Avvio da incubo per le Rosse

Monza non perdona, e la partenza del Gran Premio d’Italia ne è la dimostrazione immediata. Al semaforo verde, il box Ferrari vive subito un brivido fratricida. Lewis Hamilton si lancia all’interno di Charles Leclerc, ma il monegasco fa muro alla prima chicane. Nessuno spazio, nessuna pietà: l’inglese è costretto ad allargare sulla ghiaia, perdendo subito terreno prezioso.

Leclerc sembra volare, scavalca l’Alpine di Gasly, ma l’illusione dura appena mezza tornata. Il francese e Max Verstappen lo risucchiano. La foga tradisce il numero 16: alla Parabolica anticipa l’apertura del gas, perde il posteriore della sua SF-26 e si schianta contro le barriere. Gara finita, bandiera rossa. Forse l’atteggiamento verso Lewis era troppo duro.

Tutti in pit-lane. Hamilton si ritrova in ottava piazza: un avvio disastroso. Dopo mezz’ora di interruzione, l’inglese decide di ricostruire la sua corsa scartando le gomme Soft per montare le Medium. Quando si spegne di nuovo il semaforo, lo stacco frizione di Lewis è ottimo, e in una sola tornata, si divora quattro posizioni approfittando della bagarre.

Tre giri più tardi si mette negli scarichi di Gasly, lo studia per due passaggi e lo fulmina, agguantando il terzo posto dietro al duo Russell-Verstappen. Eppure, la SF-26 non è affatto docile. Come emerso in qualifica, il retrotreno soffre le uscite dalle curve lente, innescando un sovrasterzo cronico. Lewis stringe i denti, ma cede il passo a Oscar Piastri e a un dirompente Kimi Antonelli.

Hamilton ci prova ma non ci riesce

Dal muretto, l’ingegnere Carlos Santi interviene per calmarlo: l’ordine è di concentrarsi, restare agganciati al gruppo e sfruttare l’overtake mode. L’inglese obbedisce. Alla Roggia sferra l’attacco su Piastri, passa, ma va lungo e restituisce subito la posizione, limitato da una netta inferiorità motoristica rispetto ai propulsori Mercedes.

Le comunicazioni radio si fanno fitte sul tema deployment. Il muretto modifica i parametri della power unit per scaricare a terra l’energia in modo più efficiente. Inizia un duello di nervi, però: il sette volte campione del mondo passa Piastri, l’australiano risponde al giro successivo. Entrambi, però, girano più lenti di due o tre decimi rispetto alle Mercedes là davanti.

La Ferrari chiede a Lewis di staccare la McLaren di oltre un secondo per toglierle il DRS. La risposta del sette volte iridato è tesa: sta spingendo al massimo, prendendo rischi enormi pur ostacolato da fastidiose vibrazioni all’anteriore sinistra. E nel frattempo, Piastri lo svernicia ancora. La cruda verità è che Max Verstappen veleggia al terzo posto con 4 secondi di margine e la frustrazione è palpabile.

Una strategia non funzionale alla causa

La svolta tattica arriva con la Virtual Safety Car. Santi è chiaro in radio: “Se facciamo la sosta perderai 5 posizioni, stiamo considerando di restare fuori“. Lewis avalla la scelta. Tre giri dopo, alla ripartenza, si ritrova virtualmente ad aver guadagnato due piazze grazie ai pit-stop di Antonelli e Verstappen. Ma l’illusione svanisce in fretta.

A 1,7 secondi da Piastri e a secco di overtake mode, Hamilton ha gli specchietti pieni della vettura di Antonelli. Al giro 35 l’epilogo della rincorsa: Lewis esagera alla prima staccata, arriva a ruote bloccate e deve tagliare nella via di fuga. La McLaren scappa, Antonelli ringrazia e passa. Via radio, l’inglese si scusa accusando il crollo verticale delle gomme. Due giri dopo, anche Max si sbarazza della Rossa.

Non fermarsi si rivela una strategia incorretta. La Ferrari confidava in un degrado ridotto della mescola Medium, un’ipotesi smentita dai tempi sul giro. Al passaggio 42, anche l’altra McLaren di Norris per poi passarlo in curva 1. La gara di Hamilton si congela in una malinconica sesta posizione e Monza si conferma la tappa peggiore per questa SF-26.

GP Monza: classifica finale

Pos
N.
Pilota
Team
Giri
Tempo/Distacco
Punti
1
12
Kimi Antonelli
Mercedes
53
1:51:15.281
25
2
63
George Russell
Mercedes
53
+3.857s
18
3
33
Max Verstappen
Red Bull Racing
53
+14.718s
15
4
1
Lando Norris
McLaren
53
+19.056s
12
5
81
Oscar Piastri
McLaren
53
+19.253s
10
6
44
Lewis Hamilton
Ferrari
53
+24.655s
8
7
10
Pierre Gasly
Alpine
53
+27.351s
6
8
41
Arvid Lindblad
Racing Bulls
53
+45.136s
4
9
43
Franco Colapinto
Alpine
53
+47.353s
2
10
22
Yuki Tsunoda
Racing Bulls
53
+58.187s
1
11
5
Gabriel Bortoleto
Audi
53
+65.187s
0
12
27
Nico Hulkenberg
Audi
53
+66.187s
0
13
55
Carlos Sainz
Williams
53
+74.117s
0
14
30
Liam Lawson
Red Bull Racing
53
+75.609s
0
15
87
Oliver Bearman
Haas F1 Team
53
+78.958s
0
16
31
Esteban Ocon
Haas F1 Team
52
+1 lap
0
17
23
Alexander Albon
Williams
52
+1 lap
0
18
11
Sergio Perez
Cadillac
52
+1 lap
0
19
77
Valtteri Bottas
Cadillac
51
+2 laps
0
NC
18
Lance Stroll
Aston Martin
26
DNF
0
NC
14
Fernando Alonso
Aston Martin
23
DNF
0
NC
16
Charles Leclerc
Ferrari
1
DNF
0
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