• 23 Agosto 2026 22:57

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GP Olanda, Ferrari vola e sfiora il podio: peccato la brutta qualifica

Ago 23, 2026

Ferrari mette assieme un Gran Premio d’Olanda davvero solido. Gara dove sfiora un podio che avrebbe pure meritato Lewis, dovendosi accontentare della quarta piazza. Dietro di lui Leclerc, a dire il vero non fortunato per via delle dinamiche di gara. La Rossa abbandona Zandvoort con rammarico perché, con una qualifica in linea con il rendimento, oggi poteva giocarsi qualcosa di più.

Charles parte a fionda

Il Mare del Nord non fa sconti e, come da copione, a Zandvoort è il meteo a dettare le regole d’ingaggio. Fin dai primissimi istanti, l’aria è carica di un’elettricità palpabile: la pioggia è una minaccia imminente. Ferrari parte con le Soft, in contrasto con le scelte conservative di Mercedes e McLaren, è una dichiarazione d’intenti. L’obiettivo è capitalizzare il grip extra nei primissimi chilometri.

Allo spegnimento dei semafori, l’esecuzione di Charles Leclerc è da manuale. Il monegasco gestisce lo stacco frizione in modo chirurgico, catapultando la sua SF-26 dalla sesta alla quarta posizione, sbarazzandosi in un colpo solo del compagno di squadra e della McLaren di Oscar Piastri. Ma la F1 moderna è spietata e non concede tempo per consolidare il ritmo.

Un violento acquazzone si abbatte sul tracciato olandese e stravolge i piani di tutte le scuderie. Il caos culmina con il violento impatto a muro di Max Verstappen. La bandiera rossa è inevitabile. La pit-lane si trasforma in un parcheggio surreale, mentre i commissari lavorano freneticamente per rimuovere i detriti e la vettura del campione del mondo.

Il tracciato si asciuga subito, ma la tensione resta altissima. Al restart, la Rossa decide di non alterare il proprio piano, confermando le coperture Soft, così come la Mercedes. In casa McLaren, invece, si diversifica: Soft per Norris, Hard per Piastri. L’attesa viene prolungata da un ulteriore giro di formazione, causato dal contatto a muro di Bearman, che costringe gli steward agli straordinari.

Quando la gara riprende vita, Leclerc subisce l’aggressività di Piastri, che sfrutta la trazione in uscita da curva 2 per soffiargli la quarta piazza. Hamilton, sesto, si apre via radio denunciando un fastidioso sottosterzo che compromette la fase di inserimento. Il GP Premio entra in una fase di stasi tattica, un’attesa armata in cui i piloti gestiscono le mescole in attesa della prima vera mossa strategica.

Lewis sceglie una precisa tattica di gara

Il valzer dei pit-stop si innesca intorno al passaggio numero 18. Charles inizia a mettere pressione a Russell, costringendo l’inglese della Mercedes a rientrare. Nel mentre per Lewis Hamilton allunga sensibilmente il primo stint. Quando Leclerc effettua la sua sosta al giro 21, monta le Medium e richiede un ritocco aerodinamico: due click di carico in più sull’ala anteriore per bilanciare la vettura.

Rientra nel traffico e scivola nuovamente alle spalle di Piastri e di un Hamilton ancora impegnato nel suo primo lunghissimo run. Sir Lewis attende il giro 23 per passare alle Hard. Rientra in sesta posizione, ma con un vantaggio cruciale: una gomma molto più fresca rispetto a Leclerc e, soprattutto, a Russell. La mossa si rivela azzeccata. Il muretto Rosso analizza i dati e conferma che il passo c’è.

L’handling della SF-26 è eccellente, come in qualifica ma senza problemi di gomme. Leclerc bracca Piastri per cinque tornate, prima di infilarlo in uscita di curva 1 con un incrocio di traiettorie magistrale. Pochi istanti dopo, è Lewis a sverniciare l’australiano sul rettilineo principale. Le Rosse sono in quarta e quinta posizione, con il mirino puntato su George Russell.

L’occasione che la Ferrari di Hamilton non riesce a sfruttare

Ma la gara si accende anche sul fronte interno. Russell si ferma per la sua seconda sosta, mentre Leclerc decide di prolungare il suo stint. La scelta manda su tutte le furie Hamilton, che con gomme più performanti si ritrova bloccato negli scarichi del compagno di squadra per due giri, perdendo prezioso race time. La frustrazione dell’inglese esplode via radio.

Lewis decide di spingersi al limite, allungando lo stint al punto da ritrovarsi leader temporaneo della corsa. La strategia è estrema ma chiara: sfruttare una vettura scarica di carburante e montare gomma fresca nel finale. Tuttavia Norris e Antonelli lo raggiungono e lo superano. Proprio quando Lewis è pronto per il suo ultimo pit-stop, una Virtual Safety Car cambia nuovamente le carte in tavola.

È un’occasione d’oro per Lewis, che entra per montare le Soft. La Ferrari opta per il double stack, chiamando anche Leclerc, ma la mossa penalizza il monegasco, che rientra in pista a cinque secondi dal compagno, di fatto estromesso dalla lotta per le posizioni di vertice. A 13 giri dal termine, lo scenario è elettrizzante. Norris guida su gomma Hard usata, inseguito da Russell in sofferenza.

Antonelli si scatena e si sbarazza rapidamente del compagno. Dietro di loro, c’è un Hamilton affamato. Con gomme Soft nuove, Lewis fiuta il podio e si lancia all’attacco di Russell. Le distanze si annullano, il duello è imminente, ma il destino ci mette ancora lo zampino: una seconda Virtual Safety Car congela la gara proprio sul più bello. L’ultimo giro non basta all’inglese per passare il connazionale

La gara si chiude con l’inglese ai piedi del podio, seguito da un deluso Leclerc. Resta il rammarico per una prestazione solida la domenica, macchiata però da una qualifica del sabato non ottimizzata, che ha impedito alla scuderia di Maranello di lottare per il gradino più alto. Zandvoort va in archivio con molte conferme sul passo gara, ma anche con qualche riflessione necessaria sul futuro.

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