• 16 Agosto 2026 17:03

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Auto parcheggiata con climatizzatore acceso, quando scatta la sanzione

Ago 16, 2026

Il Codice della Strada vieta di mantenere in funzione il motore durante la sosta allo scopo di alimentare l’impianto di condizionamento dell’aria e fissa una sanzione da 223 a 444 euro. La parola che decide tutto è sosta. Un semaforo rosso non lo è, una coda nemmeno. La discesa del passeggero rientra nella fermata.

Al contrario, l’attesa prolungata dentro uno stallo è sosta anche se il conducente non abbandona il posto di guida. C’è poi un secondo dettaglio da tenere bene presente: la norma non punisce il climatizzatore acceso con il propulsore spento, ma il motore tenuto in moto per farlo funzionare.

Che cosa prevede l’articolo 157 del Codice della Strada

La disciplina si trova nell’articolo 157 del Codice della Strada che proibisce di tenere acceso il motore, durante la sosta, per mantenere operativo l’impianto di condizionamento dell’aria. La forbice edittale va da 223 a 444 euro.

La formulazione individua quattro elementi: il veicolo non sta marciando, l’interruzione ha assunto i caratteri della sosta, il motore è acceso e lo scopo consiste nel far lavorare il climatizzatore. Se manca uno di questi tasselli, la sanzione richiede una valutazione diversa.

Un ventilatore che gira con il quadro inserito non equivale per esempio a un motore in funzione. Lo stesso vale per un sistema ausiliario che raffresca l’abitacolo senza avviare il propulsore. Il comma 2 dello stesso articolo aggiunge una regola più ampia: durante la sosta il veicolo deve avere il motore spento. Ne deriva che chi lascia il propulsore al minimo per ricaricare il telefono, aspettare qualcuno o scaldare genericamente la meccanica non integra lo specifico illecito del climatizzatore, ma può violare ugualmente l’obbligo generale. In questo caso la multa varia da 42 a 173 euro.

Non c’è una soglia nazionale di cinque o dieci minuti

Il Codice della Strada non assegna alla fermata un tempo ben preciso. Conta la brevissima durata, letta insieme alla ragione dell’interruzione, alla condotta del guidatore e al contesto stradale. Due minuti impiegati per far salire una persona possono avere una natura diversa da due minuti trascorsi in un posteggio perché il negozio non ha ancora aperto.

Più l’attesa si allunga, più l’auto appare stabilmente collocata in un’area di parcheggio e più diventa difficile sostenere che si trattasse di una semplice fermata. Il conducente a bordo costituisce un requisito della fermata, ma da solo non basta a dimostrarla.

L’arresto coincide con l’interruzione imposta dalle esigenze della circolazione. Rientrano in questa categoria il rosso semaforico, l’incolonnamento, la precedenza da concedere, un passaggio a livello chiuso oppure l’ordine impartito da un agente. In circostanze simili l’automobilista non ha scelto di parcheggiare.

La fermata consiste in una sospensione temporanea destinata alla salita o alla discesa delle persone oppure ad altre esigenze di brevissima durata. Durante quei momenti il conducente deve rimanere presente, pronto a riprendere la marcia e senza intralciare il traffico. Far scendere un passeggero con il bagaglio, se l’operazione si conclude rapidamente, è l’esempio più lineare.

Con la sosta la pausa si prolunga e il guidatore può allontanarsi. La definizione parla di possibilità, non di obbligo: rimanere seduti al volante non trasforma un’attesa lunga in fermata. Chi occupa uno stallo per dieci o quindici minuti aspettando un amico si trova in sosta, anche se tiene le mani sul volante.

Quanto si paga, sconto entro cinque giorni e punti patente

Il caso tipico è quello dell’auto termica sistemata in un parcheggio con propulsore al minimo e climatizzatore operativo mentre il conducente aspetta. La vettura è in sosta e lo scopo dell’accensione consiste nel mantenere fresco l’abitacolo: tutti gli elementi del comma 7-bis risultano presenti.

Il minimo edittale è 223 euro. In base all’articolo 202 del Codice della Strada, il pagamento eseguito entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notifica beneficia della riduzione del 30%, quando non sono previste confisca del veicolo o sospensione della patente. Per questa violazione lo sconto porta la somma a 156,10 euro, fatte salve le eventuali spese riportate nel verbale.

Dal sesto al sessantesimo giorno si versa il minimo, 223 euro. Lasciare scadere sia il pagamento sia i termini di ricorso espone alla riscossione della somma e delle spese secondo le regole del Codice della Strada. Non è prevista la decurtazione di punti. Il comma 7-bis non contempla la sospensione della patente o la confisca del mezzo.

Aria fredda d’estate e riscaldamento d’inverno

La disposizione cita l’impianto di condizionamento d’aria. Nei sistemi moderni il climatizzatore gestisce spesso temperatura, deumidificazione e riscaldamento attraverso un’unica centralina, ragione per cui la regola non andrebbe letta come un lasciapassare invernale.

Se il motore resta acceso in sosta per produrre calore, l’obbligo generale del comma 2 impone comunque di spegnerlo. L’applicazione della sanzione speciale da 223 a 444 euro, anziché di quella generale da 42 a 173 euro, dipende dal modo in cui impianto e condotta vengono descritti nel caso concreto.

Un riscaldatore autonomo da parcheggio apre un’altra ipotesi. Se funziona senza tenere acceso il motore del veicolo, manca il presupposto letterale del comma 7-bis. Restano però da rispettare istruzioni del costruttore, regole locali e prescrizioni di sicurezza del luogo.

Cosa succede con auto ibride, elettriche e start and stop

Sulle vetture ibride il motore termico può spegnersi e riavviarsi da solo per sostenere la climatizzazione o ricaricare la batteria. Quando l’auto è in sosta e il propulsore a combustione entra in funzione proprio per garantire il comfort termico, il rischio di contestazione si avvicina a quello di una normale benzina o diesel. Se l’impianto lavora soltanto con energia elettrica e il termico resta spento, viene meno almeno uno dei fatti richiesti dalla norma speciale.

Le elettriche meritano una lettura più cauta. Il compressore del climatizzatore attinge alla batteria di trazione mentre il motore elettrico che muove le ruote non gira. Il comma 7-bis non contiene un’esenzione espressa per le BEV, ma lega la multa a un motore acceso. Bisogna allora guardare al funzionamento reale del veicolo e alla formulazione del verbale.

Nel caso di attivazione dello start and stop, durante una fermata al semaforo il problema non si pone perché siamo nell’arresto. All’interno di un parcheggio un motore che riparte ciclicamente per alimentare il climatizzatore può invece rendere visibile la condotta vietata.

La preclimatizzazione da smartphone va separata in due scenari. Se raffresca un’elettrica o un’ibrida plug-in usando la batteria, senza accendere il termico, la fattispecie del comma 7-bis non è sovrapponibile. Quando un sistema di avviamento remoto mette in moto un benzina o un diesel parcheggiato per portare l’abitacolo alla temperatura desiderata, la situazione coincide quasi alla lettera con quella vietata, aggravata dall’assenza del conducente.

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