• 10 Agosto 2026 12:10

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Clima, in Europa il periodo giugno-luglio 2026 tra i più caldi mai registrati

Ago 10, 2026

AGI – L’Europa occidentale ha attraversato a luglio la terza e la quarta ondata di caldo da maggio. E la temperatura media combinata di giugno e luglio nella regione è stata la più alta mai osservata, pari a 21,62 gradi, 2,79 gradi sopra la media, superando il precedente record del 2022. Lo riferisce il Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus, C3S, implementato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, ECMWF.

Luglio 2026 tra i più caldi a livello globale

A livello globale, luglio 2026 è stato il secondo luglio più caldo nel set di dati ERA5, sostanzialmente a pari livello con luglio 2024 e dietro soltanto al record stabilito nel 2023. La temperatura media dell’aria superficiale è stata di 16,90 gradi, 0,67 gradi superiore alla media 1991-2020 per luglio e 1,47 gradi sopra la media stimata del periodo preindustriale 1850-1900.

Temperature in Europa

In Europa la temperatura media sul territorio è stata di 20,49 gradi, 0,66 gradi sopra la media 1991-2020 e l’undicesima più elevata mai registrata per un mese di luglio. Il dato continentale nasconde però un forte contrasto: temperature molto superiori alla media hanno interessato l’Europa occidentale, in particolare Francia, Spagna, Inghilterra e Irlanda, mentre valori inferiori alla media sono stati registrati in gran parte dell’Europa orientale e della Scandinavia.

Le dichiarazioni dell’ECMWF

“Luglio 2026 è stato il terzo mese consecutivo di caldo eccezionale nell’Europa occidentale, avendo portato la temperatura combinata di giugno e luglio a un nuovo record per la regione”, ha dichiarato Samantha Burgess, responsabile strategica per il clima presso l’ECMWF. “I sistemi persistenti di alta pressione hanno intrappolato il calore sull’Europa occidentale e le temperature estreme hanno inoltre intensificato la siccità diffusa”.

Oceani bollenti

La temperatura superficiale media degli oceani extrapolari nel luglio 2026 ha raggiunto il valore più alto mai registrato per questo mese, mentre nell’Europa occidentale caldo e siccità eccezionali hanno favorito una intensa attività di incendi. La temperatura superficiale media del mare, SST, tra 60 gradi sud e 60 gradi nord è stata di 20,96 gradi, superando il precedente record di luglio, pari a 20,89 gradi, stabilito nel 2023.

Temperature eccezionalmente elevate sono state osservate in gran parte del Pacifico tropicale, dove sono presenti condizioni di El Niño che, secondo le previsioni riportate da Copernicus, dovrebbero rafforzarsi ulteriormente nei prossimi mesi. In Europa, le temperature superficiali del mare hanno raggiunto valori record per luglio lungo la costa atlantica e nel Mediterraneo occidentale, in concomitanza con diffuse ondate di calore marine di intensità forte o grave.

Cambiamenti climatici e suoli aridi

Secondo Burgess, quando i suoli si inaridiscono perdono parte della loro capacità di fornire un raffreddamento naturale, permettendo al calore di accumularsi più facilmente. “Questo è un chiaro esempio di come i cambiamenti climatici stiano intensificando gli eventi di calore estremo, con il caldo e la siccità che si rafforzano sempre più a vicenda”, ha aggiunto.

Siccità diffusa in Europa

Le condizioni di siccità già osservate a maggio e giugno si sono protratte e intensificate in luglio in gran parte dell’Europa occidentale e in vaste aree dell’Europa centrale. Condizioni particolarmente secche hanno interessato alcune zone della Penisola Iberica, Francia, Germania, Austria e Ungheria, oltre a Regno Unito, Irlanda, parte dell’Islanda e Benelux. Le agenzie nazionali hanno segnalato deficit eccezionali o record di precipitazioni e/o umidità del suolo in Francia, Spagna, alcune zone della Germania e Regno Unito.

Umidità del suolo e portata dei fiumi

Nell’Europa occidentale, i livelli di umidità superficiale del suolo sono risultati significativamente inferiori a quelli registrati nel luglio 2022, l’ultima estate caratterizzata da una grave siccità diffusa nella regione. Le portate dei fiumi sono state molto inferiori alla media e in alcune aree eccezionalmente basse, con Senna, Reno e Danubio particolarmente colpiti. Le basse portate hanno aumentato la pressione sull’approvvigionamento idrico, sull’irrigazione, sugli ecosistemi acquatici, sul trasporto fluviale e sulla produzione di energia.

Attività eccezionale degli incendi

Caldo e siccità hanno inoltre favorito un’attività eccezionale degli incendi nell’Europa occidentale, sia per superficie bruciata sia per emissioni. “Nel mese scorso si è registrata un’attività eccezionale di incendi in tutta l’Europa occidentale”, ha dichiarato Laurence Rouil, direttrice del Servizio di monitoraggio atmosferico di Copernicus, CAMS, presso l’ECMWF. Secondo Rouil, i cambiamenti climatici stanno creando più frequentemente condizioni di caldo e siccità favorevoli a incendi di grandi dimensioni e alta intensità nell’Europa meridionale, estendendo nello stesso tempo la stagione degli incendi verso nord.

Effetti del fumo sulla qualità dell’aria

Gli incendi più estesi, ha aggiunto Rouil, producono maggiori quantità di fumo e possono immetterlo a quote più elevate nell’atmosfera, permettendogli di propagarsi su distanze maggiori e incidere sulla qualità dell’aria anche lontano dalle aree colpite direttamente dalle fiamme.

Aree con precipitazioni superiori alla media

Non tutta l’Europa ha sperimentato condizioni secche. Precipitazioni superiori alla media sono state osservate negli Stati baltici e in Finlandia, nell’entroterra della Turchia, in Grecia, nell’Ucraina orientale e in ampie zone della Russia occidentale, con inondazioni localizzate e danni.

Ghiaccio marino ai minimi

Copernicus segnala infine valori particolarmente bassi per il ghiaccio marino. Nel luglio 2026 l’estensione del ghiaccio artico è stata la sesta più bassa mai registrata per il mese, con una copertura particolarmente ridotta nel Mare di Barents settentrionale, intorno alle Svalbard e alla Terra di Francesco Giuseppe. L’estensione del ghiaccio marino antartico si è invece classificata al quinto posto tra le più basse per un mese di luglio.

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