AGI – Un pezzo di un razzo Falcon 9 di SpaceX, del peso di circa quattro tonnellate e grande quanto uno scuolabus, è destinato a schiantarsi sulla Luna a una velocità di circa 8.690 chilometri orari. L’impatto non rappresenta alcun pericolo per la Terra, ma dovrebbe lasciare un nuovo cratere sulla superficie lunare e offrire alla Nasa un’occasione di studio.
L’oggetto è il secondo stadio di un Falcon 9 utilizzato nel gennaio 2025 per lanciare verso la Luna un lander della società Firefly Aerospace. Il frammento dovrebbe colpire la superficie lunare intorno alle 6:35 Gmt di mercoledì 5 agosto, le 8:35 in Italia, nella zona del cratere Einstein, sul margine occidentale della Luna.
Un cratere sulla Luna largo 18 metri
Secondo la Nasa, l’impatto dovrebbe creare un cratere largo circa 18 metri e profondo quattro e sollevare una nube di polvere e frammenti di roccia. La nube potrebbe essere illuminata dal Sole, anche se dovrebbe risultare difficile da osservare a occhio nudo dalla Terra.
L’agenzia spaziale americana cercherà di fotografare il sito prima e dopo l’impatto. I dati raccolti potrebbero aiutare gli scienziati a comprendere meglio gli effetti degli impatti artificiali sulla superficie lunare e a perfezionare le tecniche utilizzate per seguire gli oggetti nello spazio.
“L’impatto non rappresenta alcun pericolo per la Terra e gli scienziati della Nasa prevedono di raccogliere dati lunari dall’evento e affinare le tecniche per il tracciamento degli oggetti nello spazio”, ha spiegato Jimi Russell della Nasa.
Heads up, a #rocket will hit the #moon tonight!
The upper stage of a #SpaceX Falcon 9 rocket is going to hit the moon at 1:35 a.m. CDT (6:35 UTC). Who can see the strike? Find out more here: https://t.co/p329FJa9pE
Image via Bill Gray. Used with permission. pic.twitter.com/DR64ZcL1uJ
— EarthSky (@earthskyscience) August 4, 2026
Perché il razzo di SpaceX è rimasto nello spazio
Normalmente gli stadi dei razzi rientrano nell’atmosfera terrestre e bruciano oppure vengono indirizzati verso zone sicure dell’oceano dopo aver completato la propria missione. In questo caso, però, il lancio verso la Luna richiedeva una spinta superiore rispetto alle missioni in orbita terrestre e il secondo stadio è rimasto nello spazio.
Il pezzo del Falcon 9 aveva scaricato il carburante residuo e non poteva più essere controllato. Solo all’inizio di quest’anno gli astronomi hanno stabilito che la sua traiettoria avrebbe portato a una collisione con la Luna. “Quello che è successo è essenzialmente il risultato di una combinazione tra attività solare e forze gravitazionali che lo hanno portato su una traiettoria verso la Luna”, ha spiegato Julianna Scheiman, direttrice di SpaceX per i programmi scientifici Nasa e Dragon.
Il problema dei detriti spaziali
La collisione non presenta rischi, ma riporta l’attenzione sulla gestione dei detriti prodotti dalle missioni spaziali. Bill Gray, autore di un software astronomico molto utilizzato e tra i primi a segnalare la traiettoria del frammento, ha osservato che l’evento potrebbe avere un interesse scientifico limitato ma evidenzia anche il problema dello smaltimento dell’hardware rimasto nello spazio dopo le missioni.
Gli impatti di detriti spaziali sulla Luna sono comunque rari. Nel marzo 2022 uno stadio di un razzo cinese si schiantò sulla superficie lunare dopo una missione di prova. Nel 2009, invece, la Nasa fece precipitare intenzionalmente uno stadio di razzo sulla Luna per analizzare la nube di materiale sollevata dalla collisione.
Negli ultimi anni anche diversi veicoli progettati per effettuare un allunaggio morbido sono finiti per schiantarsi sulla superficie, tra cui la missione russa Luna-25 nel 2023, il lander indiano Chandrayaan-2 nel 2019 e quello israeliano Beresheet nello stesso anno. Nasa e SpaceX stanno discutendo possibili soluzioni per ridurre il rischio che eventi simili si ripetano nelle future missioni lunari.