• 26 Luglio 2026 19:19

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Nuovo sconto accise sui carburanti, ad agosto un provvedimento tampone

Lug 26, 2026

C’è un limite psicologico che il governo vuole evitare di oltrepassare con i prezzi alla pompa, ed è quello dei due euro al litro. Ci siamo pericolosamente vicini, il gasolio ha già superato quella soglia mentre la benzina ci si sta avvicinando a ogni aggiornamento, e la risposta politica è arrivata direttamente da Palazzo Chigi. Giorgia Meloni ha chiamato il ministro Giorgetti per fare il punto e ha impresso un’accelerazione decisa: non si può aspettare il Consiglio dei Ministri del 4 agosto. Il decreto tampone arriverà già la prossima settimana.

Carburanti alle stelle

Il prezzo medio del gasolio ha raggiunto 2,161 euro al litro, superando il record di marzo 2022 registrato dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, mentre la benzina è salita a 1,968 euro al litro. Non è un picco isolato: sono settimane che i prezzi salgono di uno o due centesimi al giorno, alimentati dalla crisi dello Stretto di Hormuz e dall’escalation con l’Iran.

Il governo ha già calmierato tre volte i prezzi dei carburanti con tagli secchi delle accise da quando è scoppiata la crisi. Ogni intervento ha richiesto coperture significative, e le risorse non sono infinite. Il totale della spesa pubblica per frenare la corsa dei carburanti si avvicina ai 2 miliardi di euro. Intervenire ancora ha un costo e tenere i prezzi sopra i due euro ha un costo diverso, quello politico e quello economico per le famiglie e le imprese.

Vale la pena ricordare che l’Italia è il Paese dell’Unione Europea con le accise più alte sul gasolio e il secondo per quelle sulla benzina, dopo i Paesi Bassi. Il peso fiscale sul carburante è strutturalmente elevato, e ogni intervento di riduzione è di natura temporanea, finanziato con i proventi dell’IVA generata dagli stessi rincari, un meccanismo che non risolve il problema alla radice ma che permette di tamponare le situazioni più acute.

Provvedimento tampone per l’estate

Con il primo grande esodo delle vacanze alle porte, il governo ha scelto di accelerare. La premier Meloni è stata netta: il Consiglio dei Ministri del 4 agosto è “un’era geologica” rispetto alla necessità di intervenire prima. L’obiettivo dichiarato è uno solo: tenere il prezzo della benzina e del gasolio al di sotto della soglia dei due euro al litro durante le settimane clou degli spostamenti estivi. La struttura dell’intervento prevede due passaggi distinti. La prossima settimana è atteso un primo decreto tampone della durata di circa dieci giorni, seguito sette giorni dopo da un secondo provvedimento che congelerà una parte della tassazione per tutto il mese di agosto.

La copertura finanziaria arriva principalmente dall’extragettito IVA generato dagli stessi prezzi alti: più la benzina sale, più lo Stato incassa sull’IVA, e quella differenza rispetto alle previsioni di bilancio può essere girata in taglio alle accise. Per l’intervento di agosto si guarda all’extragettito IVA di luglio senza escludere di attingere a una parte dei 9,1 miliardi recuperati nei primi sei mesi dell’anno grazie all’allineamento tra Pos e registratori di cassa.

Mini sconto

La cifra che circola per lo sconto è quella dei 7-8 centesimi al litro, con un massimo stimato intorno ai 10 centesimi in scenari più favorevoli. Secondo alcune stime, nel 2026 il risparmio ottenibile attraverso le accise mobili si aggira tra i 7 e i 10 centesimi al litro, calcolato su uno scenario di prezzi elevati con il Brent intorno ai 105 dollari al barile.

Per tradurlo in termini pratici: il primo decreto dovrebbe ridurre le accise sul gasolio di 24,4 centesimi e quelle sulla benzina di sei centesimi per il periodo di emergenza immediata. Un risparmio reale per chi fa rifornimento, ma anche per il trasporto merci,  ma non sufficiente da solo a riportare i prezzi sui livelli di qualche mese fa.

C’è però un limite strutturale nel meccanismo delle accise mobili: lo sconto arriva con settimane di ritardo rispetto all’aumento dei prezzi, perché prima il rialzo deve consolidarsi nella media di due mesi, poi lo Stato deve incassare il maggior gettito IVA e solo a quel punto può trasferirlo sul taglio delle accise. In un momento in cui i prezzi cambiano di due centesimi al giorno, questa latenza strutturale è il vero tallone d’Achille dello strumento. Il decreto anticipato che il governo sta preparando serve esattamente a bypassare questo ritardo, usando le coperture disponibili adesso per uno sconto che arrivi prima del picco degli spostamenti, non dopo.

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