• 6 Luglio 2026 0:10

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Neymar, la Ferrari personalizzata che rompe ogni tabù

Lug 5, 2026

Neymar non ha mai avuto un rapporto discreto con il lusso. In campo vive di giocate improvvise, fuori dal campo il gusto resta altrettanto appariscente. Nel suo garage è finita anche una Ferrari Purosangue personalizzata, una delle auto più discusse di Maranello perché rompe parecchi tabù della Casa italiana.

Il tabù infranto del Cavallino

La vettura è il primo modello di serie del Cavallino dotato di quattro porte e quattro posti veri. Per quanto a Maranello respingano l’etichetta SUV, nella sostanza l’assetto rialzato e l’abitacolo generoso spingono in quella direzione, pur offrendo prestazioni degne di una sportiva. Un compromesso che, nel caso di Neymar, calza bene con l’immagine del campione abituato a unire scena pubblica e vita familiare.

Secondo quanto riportato dalla stampa estera, l’esemplare dell’attaccante sarebbe stato personalizzato anche negli interni, con dettagli dedicati al suo nome. Del resto, quando ti chiami Neymar, l’auto rischia di diventare una specie di firma mobile. In un filmato circolato su Instagram, inoltre, il brasiliano viene mostrato al volante della vettura.

In un’epoca ormai orientata all’elettrificazione e ai motori ridotti, la Purosangue monta il V12 aspirato da 6.5 litri, in grado di erogare 725 CV e assicurare uno 0-100 in circa 3,3 secondi. La velocità massima superiore ai 310 km/h ribadisce il carattere aggressivo di un modello emozionante da guidare che, pur cambiando proporzioni, non rinuncia alle prestazioni tipiche di Maranello.

A differenza di una coupé estrema, la Purosangue può comodamente ospitare più persone con meno rinunce. Non per questo perde il DNA di una Ferrari: il V12 e la presenza scenica lasciano tranquilli. Mentre Neymar dispensava magie in campo, la stampa gli ha attribuito bolidi come Rolls-Royce Ghost, Bentley Continental GT, Lamborghini Huracan, Mercedes Classe G e Aston Martin DBX.

La Purosangue, però, ha qualcosa di diverso: segna il tentativo di Ferrari di entrare in un territorio dove fino a pochi anni fa sembrava impensabile vederla. In fondo, è una Ferrari pensata per coniugare alla consueta appariscenza una certa praticità: una combinazione ottimale per un giocatore abituato alla ribalta continua, dentro e fuori dal campo.

Reduce dal ritorno al Santos dopo gli anni europei e la parentesi in Arabia Saudita, O’Ney sembra aver trovato una nuova maturità. Il talento resta enorme, l’immagine globale pure, ma il tempo passa e il contesto è evoluto. Non più soltanto il ragazzo esplosivo del Barcellona o del PSG, ma un fuoriclasse arrivato all’ultimo grande valzer in maglia brasiliana.

Brasile-Norvegia: il momento della verità

Messosi a completa disposizione di Ancelotti, potrà essere utile negli ottavi del Mondiale 2026 contro la Norvegia, in programma al Metlife Stadium. Le difficoltà palesate al cospetto del Giappone suonano come un campanello d’allarme per la Seleçao, che dovrà saper reggere l’onda d’urto della nazionale scandinava, trascinata da un Erling Haaland in grande spolvero.

Neymar cercherà di mantenersi lucido in vista magari di un ingresso a gara in corso, pronto a estrarre dal cilindro qualche colpo capace di rompere gli equilibri. Mentre la Purosangue resta in garage, per lui l’unica accelerazione davvero importante sarà quella dentro il Mondiale.

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