• 14 Giugno 2026 9:24

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Estate al volante: guidare in costume, infradito e altri comportamenti a rischio

Giu 14, 2026

L’estate porta con sé una serie di rischi supplementari per gli automobilisti per via della combinazione di una serie di fattori tra caldo, stanchezza, traffico intenso, lunghi viaggi, distrazioni, fretta di arrivare, auto carica oltre misura, passeggeri meno disciplinati del solito. Molti incidenti e infrazioni nascono nei percorsi considerati banali: dal residence alla spiaggia, dal parcheggio al ristorante, dalla casa in affitto al supermercato più vicino.

Guidare con le infradito può diventare un problema

Partiamo dal caso più discusso: le infradito. In Italia non c’è una norma che dica testualmente che è vietato guidare con ciabatte, sandali aperti o a piedi nudi. La legge non entra nel dettaglio della calzatura, ma pretende che il conducente mantenga sempre il pieno controllo del veicolo. Se una ciabatta scivola, si incastra sotto il pedale, rallenta la frenata o compromette la sensibilità sull’acceleratore, la guida diventa non sicura.

Chi ha provato almeno una volta a frenare bruscamente con una calzatura larga sa di cosa si parla. Il piede non resta saldo, la suola può piegarsi, il tallone perde appoggio, il movimento diventa meno preciso. Il consiglio più sensato è tenere in auto un paio di scarpe leggere, chiuse o comunque ben aderenti al piede, da usare solo per guidare.

Costume da bagno e torso nudo

Anche guidare in costume non è automaticamente vietato. C’è però più di un potenziale problema pratico: un costume bagnato può far scivolare sul sedile, sporcare l’abitacolo, rendere meno confortevole la postura e distrarre il conducente durante la marcia. Un asciugamano appoggiato male sul sedile può ridurre l’aderenza del corpo allo schienale e modificare la posizione rispetto alla cintura di sicurezza.

Guidare a torso nudo aggiunge altri inconvenienti. In caso di frenata o urto la cintura è a contatto diretto con la pelle. Se l’abitacolo è rimasto sotto al sole, superfici calde, fibbie metalliche e sedili possono causare fastidio immediato. Se la pelle è scottata o sudata, ogni movimento diventa più irritante.

In parallelo, in estate capita più di frequente la richiesta di un passaggio. Qualcuno si siede sulle gambe di un altro, un bambino viene tenuto in braccio, il quinto posto diventa sesto, il bagagliaio resta pieno e la cintura viene considerata un dettaglio.

Eppure il numero dei passeggeri non si decide in base alla fretta o alla distanza, ma ai posti omologati e alle cinture disponibili. Ogni persona deve avere un sedile e un sistema di ritenuta utilizzabile. Chi viaggia senza cintura rischia solo una multa e riduce il livello di sicurezza. Nel caso dei bambini, se non hanno raggiunto 1,50 metri di altezza, devono usare un sistema di ritenuta adeguato e omologato.

Tra bagagli, borse frigo e ombrelloni

La partenza estiva mette alla prova il bagagliaio più di qualunque trasloco. Valigie schiacciate, zaini infilati sotto i piedi, borse sul lunotto, ombrelloni messi di traverso, giochi da spiaggia lasciati liberi nell’abitacolo: tutto è accettabile finché l’auto è ferma. In marcia il carico deve essere invece sistemato in modo da non cadere, non limitare la visibilità, non ostacolare i movimenti del conducente e non compromettere la stabilità dell’auto.

Le posture estive sono poi un catalogo di cattive idee. Il conducente con il gomito fuori dal finestrino, la mano appoggiata distrattamente sul volante, lo schienale troppo reclinato, il sedile lontano dai pedali. Il passeggero con i piedi sul cruscotto, la cintura messa sotto il braccio, il corpo girato verso i sedili posteriori. Tutto appare vacanziero.

In realtà tenere i piedi sul cruscotto è una delle abitudini pericolose più sottovalutate. In caso di attivazione dell’airbag, le gambe possono essere spinte verso il volto e il busto. Anche una frenata improvvisa può causare traumi, perché il corpo non è nella posizione prevista dai sistemi di sicurezza. Cinture, sedili, poggiatesta e airbag funzionano bene quando gli occupanti stanno seduti in modo corretto. Se il corpo è fuori posizione si riduce la protezione.

Caldo, sonno e disidratazione

Durante i viaggi estivi si parla molto di traffico e poco di fisiologia. Eppure il conducente è il primo sistema di sicurezza dell’auto. Se è stanco, disidratato, appesantito da un pranzo o reduce da poche ore di sonno, anche la vettura più moderna parte svantaggiata. Gli Adas aiutano, ma non sostituiscono lucidità e capacità di leggere la strada.

La disidratazione è un nemico subdolo perché non arriva sempre con segnali clamorosi. Prima della sete intensa possono comparire calo dell’attenzione, mal di testa, irritabilità, lentezza nei riflessi, difficoltà di concentrazione. In autostrada, dove la guida può diventare monotona, questi effetti pesano ancora di più. Bere acqua prima di partire, tenere una bottiglia a disposizione e programmare soste regolari non è un consiglio da manuale scolastico: è una misura di sicurezza.

Attenzione però all’altra faccia della medaglia. Bere mentre si guida o mangiare uno snack al volante può creare distrazione. La soluzione migliore resta fermarsi. Una sosta breve permette di bere, muoversi, rinfrescarsi, controllare i passeggeri e riprendere la marcia con più lucidità.

Smartphone, navigatore e accessori

Il Codice della Strada vieta l’uso durante la marcia di smartphone, tablet, notebook e dispositivi analoghi quando comportano anche solo temporaneamente l’allontanamento delle mani dal volante. Non serve una telefonata lunga per creare pericolo. Basta abbassare gli occhi per leggere una notifica o correggere la destinazione. Su una strada litoranea affollata, con pedoni, biciclette, scooter, attraversamenti improvvisati e auto in cerca di parcheggio, quella distrazione può bastare.

Nel caos della partenza si ricordano spesso crema solare, caricabatterie e teli mare, ma si dimenticano documenti e dotazioni. Patente, carta di circolazione, assicurazione, triangolo e giubbotto retroriflettente vanno tenuti sempre a bordo.

La patente digitale nell’app IO ha semplificato la vita agli automobilisti italiani perché può essere usata in Italia per dimostrare l’abilitazione alla guida durante i controlli. Fuori dall’Italia la prudenza suggerisce di portare con sé il documento fisico, insieme agli altri documenti del veicolo.

Prima di partire conviene verificare anche la scadenza della patente, la revisione, la copertura assicurativa, il numero di assistenza stradale, la presenza del kit per la ruota o del sistema di riparazione, lo stato delle luci, il liquido lavavetri, l’efficienza dei tergicristalli e il funzionamento del climatizzatore.

Animali in auto, il cane libero nell’abitacolo

Ci sono alcune scene molte frequenti e a forte rischio: un cane libero sul sedile posteriore, un muso fuori dal finestrino, un animale in braccio al passeggero o vicino al conducente. Gli animali vanno trasportati in modo da non limitare i movimenti del guidatore e da non ostacolare la visibilità. Trasportino, cintura dedicata, rete divisoria o vano posteriore attrezzato servono a evitare che l’animale si muova all’improvviso e distragga chi guida.

Durante l’estate bisogna aggiungere un’altra regola, ancora più seria: mai lasciare un animale chiuso in auto al caldo, nemmeno per pochi minuti. L’abitacolo può diventare pericoloso. Le soste vanno programmate anche per loro.

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