AGI – Spunta anche l’ipotesi di un rapimento nella vicenda di Alisya e Sarah Di Giacinto, le due sorelle di Minturno di 16 e 12 anni di cui non si hanno più notizie da sei giorni. Le due minori erano ospiti dal 2024 della comunità educativa Ofh Hope di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila e nel Parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise. Una struttura priva di sistemi di videosorveglianza interni e di impianti di allarme. Secondo le prime ricostruzioni, le ragazzine si sono allontanate dalla comunità nella notte tra sabato e domenica, tra le 2 e le 6 del mattino. Le due sono scomparse due giorni prima della fine della scuola, chiusa da mercoledì.
Chi sono le sorelline
Alisya, la maggiore, frequenta l’istituto commerciale a indirizzo turistico di Castel di Sangro. E’ descritta come una ragazza riservata, profondamente sensibile, con un mondo interiore ricco ma spesso difficile da esprimere, che ama il ballo e pratica atletica leggera, sognando di diventare criminologa. Negli ultimi tempi, secondo quanto riferito agli inquirenti dal fidanzato coetaneo Joseph, qualcosa in lei sembrava cambiato: “Era come se avesse qualcosa dentro che voleva dirmi, ma non riusciva a farlo. Hanno paura del buio”.
Sarah, la più piccola, frequenta invece la scuola media di Barrea (L’Aquila). Anche lei è discreta, silenziosa e molto legata alla sorella maggiore, punto di riferimento costante nella sua quotidianità; ha un carattere dolce e sogna di diventare estetista. Condivide con Alisya una sensibilità marcata e una certa fragilità emotiva. Un episodio che ha segnato profondamente le due ragazzine è stato il distacco dai loro due cagnolini Jack Russell, ai quali sono molto affezionate. Avevano chiesto agli assistenti sociali di poterli portare nella struttura, anche solo per rivederli e abbracciarli, ma la richiesta non era stata accolta.
Sempre composte, educate e ordinate nei comportamenti quotidiani, le due sorelle non avrebbero mai dato segnali evidenti di voler fuggire o allontanarsi volontariamente. Proprio per questo, la scomparsa appare ancora più inspiegabile. Alisya tende ad assumere un ruolo di guida, mentre Sarah si affida a lei nei momenti di difficoltà. Il loro rapporto è quasi simbiotico. Proseguono le ricerche dei vigili del fuoco, con droni e cani da mantrailing, nelle aree boschive e intorno al lago di Barrea.
Le indagini
Le indagini sono affidate ai carabinieri di Castel di Sangro, (L’Aquila) su delega della Procura di Sulmona, (L’Aquila) che ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori. Sequestrati i cellulari lasciati in camera dalle sorelle. Si valutano tutte le ipotesi. Perquisita senza esito l’abitazione della madre, a cui era stata revocata la potestà genitoriale. Da maggio il padre aveva riottenuto la responsabilità e avviato un percorso di riavvicinamento. Lui, sette anni fa, era stato allontanato da casa dopo un procedimento per maltrattamenti in famiglia, ma alla fine del processo era stato assolto. Le sorelle pero’ non volevano tornare con lui: lo dimostrerebbero anche da alcune lettere scritte dalle due minori. Anche nel Sud Pontino nessuno sa dove siano finite.
L’appello della mamma
Il padre che lavora in una struttura commerciale si è messo in ferie. La madre, casalinga, è chiusa in casa. Le sorelle sarebbero uscite da una porta e non dalla finestra. Infine dopo il padre ora è la madre a lanciare un accorato appello alle due figlie: “Alisya, Sarah, se state ascoltando queste parole, la cosa più importante per me è sapere che state bene. La mamma vi aspetta, siete la mia vita. Da quando non ho più vostre notizie, ogni giorno che passa è pieno di preoccupazione, ma anche di speranza di potervi riabbracciare al più presto. Qualunque sia stato il motivo che vi ha portato ad allontanarvi, vi chiedo di mettervi in contatto con noi. La mamma non è arrabbiata. Ricordatevi che tutto si puo’ sistemare, ma dobbiamo farlo insieme. La mamma vi aspetta. Ricordatevi che vi voglio un mondo di bene e che siete la mia vita. Vi prego, tornate. Fateci sapere che state bene”.