• 10 Giugno 2026 1:31

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Che auto guida Julia Roberts, il lusso passa in secondo piano

Giu 9, 2026

Il fascino della normalità a Hollywood è qualcosa di più unico che raro. Nel firmamento cinematografico Julia Roberts ha mantenuto un fascino da ragazza prima e poi donna della porta accanto, nonostante i tantissimi riconoscimenti ottenuti in carriera. Non ha mai permesso al sistema di fagocitarla, non si è mai omologata alle regole implicite dello star system, come se avesse vissuto il “circo” restando sempre un passo indietro. Con la stessa sobrietà ha provato auto poco appariscenti, anche se di indubbia qualità.

Un garage non banale né appariscente

Guardando le immagini circolate negli anni possiamo notare quanto Julia Roberts abbia preferito automobili pratiche. I paparazzi l’hanno più volte pizzicata al volante o nelle vicinanze di una Toyota Prius, una scelta quasi spiazzante per una celebrità internazionale perché la vettura giapponese rappresenta l’esatto opposto della macchina da diva: parca nei consumi, semplice nell’aspetto e mossa da tecnologia ibrida.

Eppure, nel caso di Julia Roberts, la Prius ha senso. Approdata sul mercato quando l’ibrido veniva ancora percepito come qualcosa di alternativo, denotava una sensibilità nei confronti dell’ambiente. Essere tra le attrici più pagate al mondo induce, nel suo caso, a puntare sulla discrezione, a sposare la normalità, anziché ostentare il successo.

Accanto alla Toyota Prius, però, nel piccolo romanzo a quattro ruote di Julia Roberts compare anche una Mercedes-Benz GL 320 CDI. Qui il tono cambia, ma neppure troppo: grande e comodo, il SUV tedesco vanta una tenuta straordinaria sulle lunghe percorrenze e mette a disposizione spazio in abbondanza. Poi, chiaro, chiamarla minimalista sarebbe eccessivo, tuttavia non può nemmeno dirsi teatrale nell’ingresso in scena. È una Mercedes importante, con motore diesel, impostazione da grande familiare e una presenza robusta, quasi pragmatica.

La parte curiosa sta proprio qui: persino quando viene il momento di alzare il livello, Julia Roberts si affida a macchine solide. Sulla GL 320 CDI l’hanno pizzicata mentre si recava in palestra o a sbrigare le commissioni giornaliere, da sola o in compagnia dei figli. Alla fine, per una come lei che vive sotto i riflettori ventiquattr’ore al giorno, il lusso vero è proprio quello di non dover dimostrare un bel niente a nessuno.

Il matrimonio del mio migliore amico: un classico anni Novanta

Il nome e il talento di Julia Roberts invadono le frequenze di Rai Uno questa sera con Il matrimonio del mio migliore amico, uno dei film in grado di consacrarla nella commedia romantica degli anni Novanta. Uscito nel 1997 e diretto da P.J. Hogan, il film la vede nei panni di Julianne Potter, critica gastronomica che scopre di essere ancora innamorata del suo migliore amico Michael proprio quando lui le annuncia il matrimonio con la giovane Kimberly.

Non aspettatevi la solita eroina romantica, adorabile e “giusta”. In questa storia, Julianne fugge dai cliché, pronta a sabotare gli altri mossa da un desiderio che non guarda in faccia a nessuno. Per una volta la commedia sentimentale ribalta le aspettative e mette al centro una donna reale, spesso fastidiosa, decisa a riprendersi l’uomo che crede di amare a tutti i costi.

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