• 28 Maggio 2026 9:08

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Vetro auto scheggiato, perché è pericoloso e quali multe rischiano i trasgressori

Mag 28, 2026

Capita di non notare subito una piccola scheggiatura sul parabrezza oppure di vederla appena e sottovalutarla. Il vetro potrebbe subire questi piccoli danneggiamenti a causa del classico sassolino che salta in autostrada, oppure viaggiando su strade dissestate o ancora a seguito di un urto apparentemente irrilevante.

Molti automobilisti continuano a guidare pensando che la scheggiatura sia cosa da niente e che sia possibile procedere finché il vetro non si rompe completamente. Ma non è così, dal primo micro danneggiamento infatti inizia il rischio di conseguenze reali e anche potenzialmente gravi.

Continuare a guidare con il vetro dell’auto scheggiato può essere molto pericoloso per la sicurezza stradale e può anche esporre l’automobilista al rischio di prendere sanzioni amministrative rilevanti. Non si tratta chiaramente di motivazioni riguardanti l’estetica del mezzo e nemmeno la manutenzione: secondo il legislatore il parabrezza deve essere considerato come un dispositivo essenziale per garantire visibilità, controllo del veicolo e protezione degli occupanti. Ed è realmente così.

Vediamo quindi che cosa dice la legge in Italia e perché ignorare una scheggiatura può costare caro.

Un problema di sicurezza

Il parabrezza deve essere considerato come una componente strutturale dell’auto, parte integrante dei sistemi di sicurezza passiva. Nel momento in cui il vetro quindi presenta una crepa, una lesione o una scheggiatura di qualsiasi tipo o entità, allora si verificano almeno tre criticità:

prima di tutto si riduce la piena visibilità sulla strada da parte del conducente: il campo visivo di chi sta al volante può essere alterato anche da un danno minimo e quasi impercettibile. I fari delle altre auto, la pioggia, la luce del sole o ancora la guida nelle ore notturne potrebbero amplificare i riflessi ed eventuali distorsioni ottiche. Se poi la scheggiatura si trova nella parte centrale del parabrezza, allora il conducente potrebbe far fatica a percepire correttamente ostacoli, pedoni, ciclisti o variazioni della carreggiata. La visibilità di chi si trova al volante deve restare sempre piena ed efficiente, questo è il principio su cui si basa il Codice della Strada;
la crepa può propagarsi rapidamente durante la marcia, non resta invariata nel tempo, come ancora alcuni pensano. Le vibrazioni dell’auto, gli sbalzi di temperatura, le buche, qualsiasi sollecitazione della carrozzeria e addirittura l’azione dei tergicristalli possono trasformare una micro-lesione in una crepa anche molto grande. Quindi un danno che all’inizio sembra essere molto limitato, può diventare rapidamente enorme, andando a compromettere tutta la superficie vetrata;
il danno può compromettere e limitare la funzione protettiva del parabrezza, che contribuisce alla rigidità strutturale dell’auto e al corretto funzionamento di diversi sistemi di sicurezza. Se il cristallo si indebolisce a causa di crepe e danni simili, allora può smettere di garantire le prestazioni previste in caso di urto o collisione. La normativa quindi non si può limitare a valutare che il vetro sia ancora presente, ma pretende che sia integro.

Cosa dice il Codice della Strada

Non esiste nel Codice della Strada una norma dedicata esclusivamente al parabrezza scheggiato, ma il divieto deriva da una lettura corretta e coordinata del CdS e del relativo regolamento di esecuzione.

Partiamo dall’articolo 79 del Codice della Strada: “Efficienza dei veicoli a motore e loro rimorchi in circolazione”, secondo il quale I veicoli a motore e i loro rimorchi durante la circolazione devono essere tenuti in condizioni di massima efficienza, comunque tale da garantire la sicurezza e da contenere il rumore e l’inquinamento entro i limiti prescritti. Nel regolamento sono stabilite le prescrizioni tecniche relative alle caratteristiche funzionali e a quelle dei dispositivi di equipaggiamento cui devono corrispondere i veicoli, particolarmente per quanto riguarda i pneumatici e i sistemi equivalenti, la frenatura, i dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione, la limitazione della rumorosità e delle emissioni inquinanti. Qualora le norme si riferiscano a disposizioni oggetto di direttive comunitarie, le prescrizioni tecniche sono quelle contenute nelle direttive stesse”.

Passiamo poi all’articolo 237 del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada (D.P.R. 495/1992), con rinvio all’Appendice VIII. Il legislatore qui parla proprio delle superfici vetrate e indica alla lettera G “Visibilità: tutti i vetri interessanti la visibilità del conducente non devono presentare rotture, anche se localizzate”.

Le multe per chi viaggia con il vetro scheggiato

Oltre ai danni e ai problemi di sicurezza, l’automobilista negligente rischia di subire anche delle conseguenze economiche. Infatti se agenti e forze dell’ordine accertano che il danno compromette l’efficienza del veicolo o la visibilità, può essere contestata la violazione dell’articolo 79 del Codice della Strada, che dice: “Chiunque circola con un veicolo che presenti alterazioni nelle caratteristiche costruttive e funzionali prescritte, ovvero circola con i dispositivi di cui all’art. 72 non funzionanti o non regolarmente installati, ovvero circola con i dispositivi di cui all’articolo 80, comma 1 del presente codice e all’articolo 238 del regolamento non funzionanti, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 87 a euro 344. La misura della sanzione è da euro 1.208 a euro 12.084 se il veicolo è utilizzato nelle competizioni previste dagli articoli 9-bis e 9-ter”.

La valutazione dipende anche dall’entità della lesione e dalla sua posizione sul cristallo, oltre che dal luogo, perché per esempio in autostrada le conseguenze possono essere potenzialmente più pesanti. E infatti chi viaggia in autostrada con il vetro scheggiato potrebbe essere esposto a un profilo sanzionatorio ulteriore, perché dobbiamo ricordare che l’articolo 175 del Codice della Strada vieta la circolazione di veicoli che possano costituire pericolo per la circolazione, per condizioni di uso o equipaggiamento.

In autostrada il vetro danneggiato è considerato più pericoloso e critico a causa delle velocità elevate, che aumentano il rischio di propagazione della crepa e riducono i tempi di reazione del conducente.

Revisione auto e parabrezza danneggiato

Attenzione anche a un altro aspetto che spesso non viene per nulla considerato, fino al momento in cui si pone realmente il problema. L’auto con vetri danneggiati non può superare la revisione auto che – come sappiamo – per legge è obbligatoria ogni due anni.

Come abbiamo detto infatti la presenza di qualsiasi tipo di alterazione sul vetro che possa incidere sulla visibilità del conducente viene valutata tra gli elementi di sicurezza. Se il difetto viene rilevato, l’auto deve essere sistemata e poi riportata nuovamente al centro per la sua revisione.

Dal punto di vista prudenziale e normativo, l’intervento di sistemazione del vetro rotto o scheggiato non andrebbe mai rimandato. Quando si può riparare la crepa e quando invece è necessaria la sostituzione dell’intero parabrezza? Dipende dall’estensione del danno e dalla posizione sul vetro, il veicolo deve mantenere condizioni di efficienza e piena visibilità, saranno i professionisti esperti del settore a valutare la soluzione migliore, caso per caso.

Detto ciò, non è possibile guidare con il vetro auto scheggiato, si tratta infatti di un difetto non trascurabile. Il parabrezza è un componente essenziale della sicurezza auto e la normativa italiana impone che resti integro.

Il Codice della Strada, per questi motivi, prevede multe anche pesanti: la legge cerca di impedire che una riduzione della visibilità o una perdita di efficienza dell’auto possano causare sinistri stradali, già troppo frequenti. Il consiglio quindi è quello di non trascurare mai eventuali scheggiature sui vetri.

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