• 27 Maggio 2026 16:54

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Motore Mercedes F1 illegale, perché la nuova regola FIA cambia tutto dal 1° giugno

Mag 27, 2026

Da ieri sera nel mondo della Formula 1 si è riaccesa la polemica sul presunto “motore Mercedes illegale”. Dove? Sui social, ovviamente, e la voce che gira è che la power unit di Brackley sfrutti una zona grigia del regolamento 2026 per ottenere più potenza rispetto ai rivali. In realtà, però, non si tratta di una scoperta improvvisa né di una vera irregolarità accertata

Cosa dicono Ferrari, Honda e Audi

Il tema riguarda il nuovo regolamento tecnico delle power unit 2026, che ha abbassato il rapporto di compressione massimo del motore da 18:1 a 16:1. Secondo Ferrari, Honda, Audi e altri rivali, Mercedes avrebbe trovato un modo per rispettare il limite “a freddo” durante i controlli FIA, ma ottenere un valore più elevato quando il motore raggiunge le temperature operative in pista.

La teoria si basa sull’espansione termica dei componenti interni del motore. In pratica, il propulsore sarebbe perfettamente conforme nei test statici previsti dal regolamento, ma potrebbe modificare il proprio comportamento una volta in esercizio, generando un vantaggio prestazionale. Alcune stime circolate parlavano addirittura di due o tre decimi al giro.

Il parere della FIA sul motore Mercedes

Ovviamente un giudice che fa i giochi c’è, ed è la FIA. Infatti, la Federazione non ha mai dichiarato illegale il motore Mercedes. Anzi, già a febbraio Toto Wolff aveva spiegato che tutte le comunicazioni con la Federazione erano state “trasparenti e positive”, accusando i rivali di cercare pressione politica più che tecnica.

La Federazione stessa ha ammesso che il regolamento presentava un’area poco chiara e per questo ha deciso di intervenire modificando i criteri di controllo. A fine febbraio il World Motor Sport Council ha approvato un compromesso: dal 1° giugno 2026 il rapporto di compressione verrà verificato sia a freddo sia a temperatura operativa, mentre dal 2027 i controlli saranno effettuati direttamente in condizioni di utilizzo reale.

Questo significa che il tema era noto da tempo all’interno della Formula 1 e che non esiste alcuna “bomba” scoperta nelle ultime ore. Semplicemente, il 1° giugno è quasi arrivato.

Le polemiche dopo il cambio Regolamento: la Brawn Gp e ancora Mercedes

Bisogna dire che le polemiche tecniche in F1 sono tipiche all’inizio di ogni nuova era regolamentare. Mercedes, storicamente, è spesso riuscita a interpretare meglio i cambiamenti tecnici (come avvenne nel 2014 con l’introduzione delle power unit ibride).

Due esempi perfetti sono il “double diffuser” del 2009 e il sistema DAS Mercedes del 2020. Entrambi nacquero subito dopo grandi cambi regolamentari e in entrambi i casi i rivali parlarono di soluzioni “illegali”, salvo poi vedere la FIA dichiararle regolari almeno per una stagione.

Il “double diffuser” fu introdotto da Brawn GP, insieme a Toyota e Williams, nel 2009. Quell’anno la FIA aveva rivoluzionato l’aerodinamica per ridurre il carico e facilitare i sorpassi. Alcuni team interpretarono il regolamento in modo letterale, mentre Brawn trovò una zona grigia creando un diffusore posteriore “a doppio piano” che generava molto più carico aerodinamico. Ferrari, Renault e Red Bull protestarono immediatamente sostenendo che la soluzione violasse lo spirito delle regole.

La FIA però respinse i reclami e successivamente il Tribunale d’Appello confermò la legalità del sistema. Quella scelta cambiò completamente la stagione. Brawn dominò l’inizio del campionato e Jenson Button vinse il titolo mondiale. Solo mesi dopo tutti gli altri team riuscirono a copiare il concetto.

Il secondo esempio è il DAS (“Dual Axis Steering”) sviluppato da Mercedes-AMG Petronas Formula One Team nel 2020. Con il volante il pilota poteva modificare la convergenza delle ruote anteriori tirando o spingendo il piantone dello sterzo. Il sistema migliorava gestione gomme e velocità sui rettilinei. Quando comparve nei test invernali, Red Bull parlò subito di possibili irregolarità e presentò protesta ufficiale al GP d’Austria.

Anche in questo caso, però, la FIA stabilì che il sistema fosse conforme al regolamento 2020. La Federazione decise comunque di vietarlo dall’anno successivo modificando le norme tecniche.

È una dinamica tipica della Formula 1. Una soluzione nasce in una zona grigia, viene considerata legale perché non esplicitamente vietata, e solo dopo il regolamento viene riscritto per impedirla.

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