C’erano tutti gli ingredienti per un tranquillo mercoledì pomeriggio nel Canton Giura: il cielo grigio quanto basta, il traffico regolare dei pendolari sull’autostrada A16 e il solito, rassicurante ronzio dei motori che attraversano le montagne svizzere. Ma la normalità, si sa, ha la spiacevole abitudine di andare in frantumi nei modi più bizzarri. E così, tra Courgenay e St-Ursanne, il destino ha deciso di mettere in scena uno degli avvistamenti più assurdi della storia recente della viabilità elvetica: un uomo che avanzava impavido all’interno di una galleria autostradale a bordo della sua sedia a rotelle elettrica.
Un’immagine strana
Immaginate per un istante di essere un camionista abituato a macinare chilometri tra tunnel e viadotti. State guidando nel ventre del Mont-Terri, concentrati sulle luci rosse della vettura che vi precede, quando improvvisamente i vostri fari illuminano qualcosa che il Codice della Strada non aveva previsto. Non è un’auto in panne, non è un animale randagio. È un signore che, con la flemma di chi sta andando a prendere il giornale in piazza, procede a passo d’uomo sulla corsia d’emergenza (o forse direttamente in quella di marcia), sfidando il boato dei tir e lo spostamento d’aria dei SUV.
Le chiamate giunte alla centrale della polizia cantonale giurassiana devono essere state un capolavoro di incredulità. “Pronto, polizia? C’è un uomo nel tunnel del Mont-Terri… No, non è a piedi. No, non è in macchina. È seduto su una sedia. Sì, una sedia a rotelle. E va verso St-Ursanne“. Probabilmente, per un attimo, gli operatori hanno pensato a uno scherzo, ma la raffica di segnalazioni non lasciava spazio a dubbi: il “veicolo” elettrico meno aerodinamico del mondo stava effettivamente sfidando i giganti dell’asfalto.
I soccorsi repentini
A quel punto, la macchina dei soccorsi è scattata con un’efficienza degna di un’emergenza internazionale. La polizia, preoccupata per l’incolumità dell’audace pilota, ha immediatamente ordinato la chiusura totale della galleria. Per dieci minuti, il Mont-Terri è diventato un luogo silenzioso, una cattedrale di cemento dove l’unico suono era il tenue ronzio della batteria della carrozzina. Gli agenti si sono precipitati all’interno, riuscendo a rintracciare e mettere in salvo l’uomo prima che la situazione potesse trasformarsi in tragedia.
La scena del “salvataggio” deve aver avuto un sapore decisamente surreale. Da una parte gli agenti in divisa, pronti a gestire un incidente, dall’altra un uomo che, con il suo mezzo a motore, aveva semplicemente deciso che l’autostrada fosse la via più breve per arrivare a destinazione. Dopo i necessari accertamenti, le autorità hanno stabilito che l’uomo non poteva certo ripartire con il suo bolide da pochi chilometri orari: è stato quindi riaccompagnato a casa a bordo di un veicolo decisamente più “adeguato” agli standard autostradali.
Traffico bloccato
Nonostante il tunnel sia rimasto chiuso solo per dieci minuti, l’onda d’urto della stranezza ha perturbato il traffico per circa un’ora. Centinaia di automobilisti sono rimasti bloccati, probabilmente chiedendosi quale catastrofe avesse colpito il Giura, per poi scoprire che il colpevole era un uomo su una sedia a rotelle che aveva preso un po’ troppo alla lettera il concetto di “libertà di movimento”.
L’episodio rimarrà negli annali come uno dei momenti più bizzarri della cronaca svizzera, un promemoria del fatto che, a volte, la realtà supera di gran lunga la fantasia. E chissà se, tornando a casa nel comfort del furgone della polizia, il protagonista di questa odissea non abbia guardato con un pizzico di nostalgia quel tunnel, pensando che, dopotutto, la sua sedia elettrica quel pomeriggio si era sentita un po’ meno sedia e un po’ più Ferrari.