• 21 Maggio 2026 14:05

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“Mio fratello ha distrutto quelle vite”: parla la sorella di El Koudri

Mag 21, 2026

AGI – “È difficile, è impossibile trovare delle parole giuste. ‘Ci dispiace’, non è neanche la frase giusta, non esiste una parola giusta che possa descrivere quanto ci dispiace. Ogni pensiero, ogni pensiero è rivolto ai feriti, alle loro famiglie e a chiunque abbia vissuto e assistito all’incubo di sabato e pensare che l’abbia causato mio fratello…”.

A parlare, tra le lacrime, è Carmen El Koudri, la sorella di Salim, che sabato scorso a Modena ha falciato con l’auto, sette persone, alcune ferite gravemente. “Non riesco a capire – prosegue disperata -, non facciamo altro che pensare, veramente, alla signora che non potrà piu’ camminare. Alle famiglie distrutte, ma anche alle persone che hanno assistito. È orribile, è orribile”. “Io non riesco ad immaginare quanto possa essere doloroso – prosegue, interrompendosi spesso a causa dei singhiozzi -. Cosa si può dire? Mi dispiace non sarà mai abbastanza. Mai, mai, mai”.

Il messaggio della famiglia e la smentita sulla fuga

La donna parla in un audio affidato all’avvocato di Salim El Koudri, Fausto Gianelli. “È un messaggio della sorella, a nome anche dei genitori – spiega Gianelli -, per esprimere il loro dolore, amarezza e vicinanza alle vittime, alle loro famiglie e alla citta’ tutta di Modena”.

I due coniugi – aggiunge Gianelli – “sono stati accusati di essere scappati ma erano semplicemente andati per due notti a casa della figlia e ora sono rientrati nella loro abitazione”.

“Non so neanche se riuscirò a guardare negli occhi mio fratello, ma non possiamo neanche smettere di volergli bene. Lo andremo a trovare, sì ma non sappiamo quando”.  “Mai in vita mia avrei immaginato un qualcosa del genere – dice Carmen -. Nessuno, me, i miei genitori, nessuno. Perché Salim è sempre stato bravo, oserei dire anche il primo della classe”.

“Studioso preciso, ordinato – prosegue tracciando il ritratto del fratello -, sempre pulito, anche in camera sua: era sia lo studente che il figlio perfetto“. “È che non lo non abbiamo visto – si rammarica – non abbiamo captato, non abbiamo visto che qualcosa è cambiato in lui. Sì, nell’ultimo periodo abbiamo notato che era combattuto, era diverso, ma pensavo fosse il dispiacere di non trovare lavoro a 30 anni”.

“Mai avrei pensato a una cosa del genere – assicura -. Siamo cresciuti insieme, abbiamo vissuto insieme, non abbiamo mai avuto problemi con i vicini, in generale con tutti, con qualunque persona che abbiamo incontrato nella nostra vita”. “Stavamo bene – dice incredula -, non capisco cosa sia successo, non riesco a capire”.

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