• 8 Maggio 2026 18:24

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Auto Union Lucca, Audi fa rinascere un mito delle velocità

Mag 8, 2026

Le strade di Lucca hanno una memoria antica, fatta di pietre e di storia, ma il 15 febbraio 1935 diventarono il palcoscenico di un evento che avrebbe cambiato per sempre la percezione della velocità. Quel giorno, il rombo di un motore V16 da 5,0 litri squarciò la quiete della piana del Serchio, mentre una sagoma d’argento sfrecciava verso l’orizzonte. Al volante c’era Hans Stuck, uno specialista delle sfide impossibili, che spinse la sua Auto Union Lucca fino alla straordinaria punta massima di 326,975 km/h, stabilendo il primato mondiale per le auto da corsa stradali. Oggi, a distanza di novant’anni, quel mito torna a vivere grazie a un meticoloso lavoro di ricostruzione che riporta la celebre “streamliner” nel cuore della città dove l’impresa fu siglata oltre ottant’anni fa.

Una sfida tra titani

Negli anni Trenta, l’automobilismo non era solo uno sport, ma una vera e propria ossessione per il progresso e il primato. La competizione tra i marchi tedeschi era serrata: era la sfida tra la Mercedes-Benz di Stoccarda e i quattro anelli, tra il motore anteriore e il rivoluzionario propulsore a collocazione centrale di Auto Union, il marchio alle origini dell’odierna Audi.

Dopo che la Stella a tre punte ebbe stabilito nuovi record in Ungheria alla fine del 1934, gli ingegneri di Zwickau trascorsero un inverno frenetico per rispondere colpo su colpo. Nacque così la Type B, un capolavoro di aerodinamica avveniristica sviluppato nelle gallerie del vento dell’Istituto di Ricerca Aeronautica di Berlino-Adlershof, un processo all’epoca totalmente inedito per lo sviluppo di un’auto da corsa.

L’architettura della velocità

La vettura era un trionfo di tecnica e bellezza funzionale. La sua carrozzeria in lega leggera di alluminio, levigata e rivestita con vernice trasparente, avvolgeva un possente V16 sovralimentato capace di sprigionare inizialmente 343 CV.

Ogni dettaglio era votato alla penetrazione dell’aria: dalle cover lenticolari per le ruote a raggi alla coda allungata a forma di pinna, fino ai passaruota a goccia che la rendevano un oggetto unico nel panorama automobilistico mondiale. Persino il sistema di aspirazione era stato ottimizzato con inedite aperture circolari nella sezione posteriore per alimentare i carburatori.

Il giorno del primato

La scelta di Lucca come sede del record fu dettata dal caso e dal clima. Dopo tentativi falliti in Ungheria a causa del maltempo e in Lombardia per via della neve, il team individuò un tratto autostradale perfettamente livellato tra Lucca e Altopascio. Il 15 febbraio 1935, davanti a migliaia di spettatori entusiasti, Hans Stuck portò l’auto in pista alle ore 09:00. Con la griglia del radiatore quasi completamente chiusa per ridurre l’attrito, la Type B registrò una media di 320,267 km/h sul miglio con partenza lanciata, consacrandosi come l’auto più veloce del mondo.

La rinascita del 2026

Oggi, quella stessa emozione viene restituita al pubblico da Audi Tradition, la divisione incaricata di tutelare il patrimonio storico del brand. Per realizzare questa replica fedele, completata a inizio 2026, sono stati necessari oltre tre anni di lavoro manuale condotti dallo specialista Crosthwaite & Gardiner sulla base di documenti d’archivio e fotografie storiche. La nuova Auto Union Lucca ha persino affrontato la galleria del vento moderna, facendo registrare un coefficiente di resistenza aerodinamica (CX) di 0,43.

Questo progetto non è solo un omaggio al passato, ma un manifesto del DNA Audi, sintetizzato nel celebre motto “Vorsprung durch Technik” (all’avanguardia della tecnica). Mentre il marchio sta disputando la prima stagione di F1 della sua storia, la Type B rimane l’emblema di quella flessibilità e capacità di adattamento che, quasi un secolo fa, permise a un gruppo di ingegneri di riscrivere le leggi della fisica sulle strade italiane. Dopo la presentazione a Lucca, questo capolavoro di ingegneria ed eleganza sarà protagonista al prestigioso Festival of Speed di Goodwood, continuando a raccontare una storia di velocità che non conosce tramonto.

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