• 2 Maggio 2026 8:02

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Seconda auto in famiglia, come funziona l’assicurazione e quali requisiti servono

Mag 2, 2026

Gli ultimi dati IVASS confermano che il costo della RC Auto resta sotto pressione. Nel quarto trimestre 2025 il prezzo medio effettivo della garanzia RC Auto si è attestato a 432 euro, con un aumento annuo del 3,5% in termini nominali, anche se la crescita risulta più lenta rispetto agli anni precedenti. Il dato è importante perché fotografa il contesto in cui si muovono le famiglie: assicurare un secondo veicolo significa aggiungere una spesa ricorrente a un capitolo sempre più sensibile del budget domestico.

La buona notizia è che chi compra una seconda auto non deve ripartire dalla classe di merito peggiore. Grazie alla Legge Bersani e alla più ampia RC familiare è possibile utilizzare una classe di merito già maturata dal proprietario stesso o da un familiare convivente. La cattiva notizia è che nonostante l’eredità di una classe favorevole, le compagnie assicurative possono valutare età, residenza, storia, tipo di veicolo, alimentazione, uso dichiarato, percorrenza, formula di guida e altre variabili commerciali.

Classe di merito, il punto da cui parte tutto

Per capire come funziona l’assicurazione della seconda auto bisogna partire dalla classe di merito universale. È il sistema che consente di ricostruire la storia assicurativa del proprietario del veicolo e di collocarlo in una scala bonus-malus. La classe migliore è la 1, quella peggiore è la 18. In assenza di agevolazioni chi assicura per la prima volta un veicolo partirebbe da una classe alta e quindi più costosa.

La classe di merito non coincide con il premio finale. Due automobilisti in classe 1 possono pagare cifre differenti. Un neopatentato residente in una provincia ad alta sinistrosità, alla guida di un’auto potente e con formula guida libera può ricevere un preventivo più alto rispetto a un cinquantenne con lunga storia assicurativa, vettura compatta e nessun sinistro negli ultimi anni. L’attestato di rischio, che fotografa la storia assicurativa del veicolo e del proprietario, resta il documento centrale. Il Codice delle assicurazioni disciplina l’attestazione sullo stato del rischio all’articolo 134 e prevede anche l’obbligo per le imprese di comunicare tempestivamente eventuali variazioni peggiorative della classe di merito.

Legge Bersani, come aiuta chi compra una seconda auto

La legge Bersani introdotta nel 2007 ha modificato il mercato assicurativo perché ha permesso di non partire dalla classe di merito più penalizzante quando si assicura un veicolo appena acquistato. Il meccanismo consente al proprietario di un’auto nuova o usata appena entrata nel nucleo familiare di acquisire la classe di merito già maturata su un altro veicolo della stessa tipologia, proprio o di un familiare convivente.

Il caso classico è quello del figlio neopatentato che compra la sua prima auto e può utilizzare la classe di merito del padre o della madre purché faccia parte dello stesso stato di famiglia e siano rispettate le altre condizioni richieste. Senza questa possibilità, il giovane conducente partirebbe da una classe più sfavorevole. Con la legge Bersani può entrare nel sistema assicurativo con una classe migliore, pur restando soggetto a una tariffazione spesso elevata per via dell’età, dell’inesperienza e del profilo di rischio.

La legge Bersani si rivela utile quando la seconda auto viene acquistata ex novo, anche usata, e deve essere assicurata per la prima volta da quel proprietario. Non funziona invece come uno strumento per trasferire liberamente classi tra veicoli già assicurati da tempo, perché su quel terreno è intervenuta la Rc familiare con regole più ampie ma anche con condizioni aggiuntive.

RC familiare, l’evoluzione che ha allargato il beneficio

La RC familiare ha ampliato la logica della Bersani. Dal 2020, la migliore classe di merito maturata all’interno del nucleo familiare può essere utilizzata per un nuovo contratto su un veicolo appena acquistato, ma anche in sede di rinnovo di una polizza già esistente e può essere trasferita anche tra veicoli di tipologia diversa, per esempio da auto a moto o da moto ad auto. Questa estensione è legata alla modifica dell’articolo 134, comma 4-bis, del Codice delle assicurazioni private.

Con la legge Bersani tradizionale, il beneficio riguarda soprattutto il veicolo appena acquistato e mezzi della stessa categoria. Con la RC familiare la classe può circolare all’interno della famiglia anche in situazioni prima escluse, purché siano rispettati i requisiti previsti. C’è però un vincolo: per applicare la RC familiare a un veicolo già assicurato, l’attestato di rischio non deve riportare sinistri con responsabilità esclusiva, principale o paritaria negli ultimi cinque anni.

Seconda auto in famiglia, i requisiti

Il primo requisito riguarda la persona fisica. Le agevolazioni non si applicano liberamente alle società, alle auto aziendali o ai veicoli intestati a persone giuridiche. La logica della norma è familiare e personale, non commerciale. Se la seconda auto è intestata a una società, a una ditta o a un soggetto giuridico, il meccanismo Bersani o RC familiare non opera nello stesso modo. Il secondo requisito è la convivenza stabile. Il familiare da cui si eredita la classe deve risultare nello stesso stato di famiglia del proprietario del veicolo da assicurare. Non basta essere parenti, non basta avere lo stesso cognome, non basta vivere di fatto in modo saltuario se anagraficamente si risulta altrove. La prova più utilizzata è lo stato di famiglia o una dichiarazione sostitutiva.

Il terzo requisito è l’esistenza di una polizza attiva sul veicolo da cui si prende la classe. Non si può ereditare la classe da un’auto non assicurata, da una polizza scaduta, sospesa o non più in corso. Il quarto requisito riguarda il veicolo da assicurare. Nel caso della Bersani, deve trattarsi di un mezzo appena acquistato, nuovo o usato che sia, e mai assicurato in precedenza dallo stesso proprietario. Nel caso della RC familiare, il beneficio può entrare anche al rinnovo, ma solo se l’attestato di rischio del veicolo interessato è pulito negli ultimi cinque anni.

Il caso del neopatentato e della seconda auto

Una famiglia acquista una city car usata per il figlio appena patentato. Senza agevolazioni, il ragazzo partirebbe da una classe di ingresso molto sfavorevole. Se vive ancora con i genitori e uno dei due ha una classe di merito migliore, la nuova polizza può acquisire quella classe. Il risparmio può essere reale, ma una classe 1 ereditata non equivale a una classe 1 maturata in vent’anni senza incidenti. Le compagnie sanno distinguere tra classe naturale e classe acquisita tramite agevolazione. Il premio del neopatentato può quindi restare alto perché l’età, la minore esperienza di guida e il profilo statistico incidono comunque sul prezzo.

Qui entra in gioco anche la formula di guida. Una polizza con guida libera, aperta a qualunque conducente, costa spesso più di una con guida esperta o esclusiva. Se l’auto sarà utilizzata da un giovane, dichiarare una formula non coerente può esporre a problemi seri in caso di sinistro, comprese rivalse o limitazioni previste dal contratto.

Seconda auto intestata al genitore o al figlio, cosa cambia

Molte famiglie si chiedono se convenga intestare la seconda auto al genitore con classe migliore o al figlio. La risposta non è uguale per tutti. Intestare la vettura al genitore può produrre preventivi più bassi, perché il profilo dell’intestatario è più favorevole, ma se il conducente abituale è il figlio, la compagnia deve saperlo e la formula di guida deve essere coerente. Intestare l’auto al figlio, consente di costruire una storia assicurativa personale. È una scelta che può costare di più all’inizio, ma può essere più trasparente e utile nel lungo periodo. Se il figlio resta nel nucleo familiare, può comunque accedere alla classe del genitore attraverso la Bersani. Se però cambia residenza prima della stipula o non risulta più nello stato di famiglia, il beneficio può saltare.

C’è poi un aspetto patrimoniale da non ignorare. Il proprietario del veicolo è il soggetto a cui si collega la classe di merito e l’attestato di rischio. Spostare intestazioni solo per inseguire il premio più basso può creare complicazioni in caso di vendita, successione, separazione familiare, trasferimento di residenza o cambio compagnia.

Auto e moto: quando la classe può passare da un veicolo all’altro

Una delle novità della RC familiare è la possibilità di utilizzare la migliore classe di merito anche tra veicoli di diversa tipologia, per esempio da auto a moto. Prima dell’estensione, il beneficio era più rigido. Oggi se i requisiti sono rispettati, una famiglia può valorizzare la migliore classe presente nel nucleo anche per assicurare un mezzo differente. Questo non significa che il premio della moto diventi simile a quello dell’auto. Le statistiche di rischio, la cilindrata, l’età del conducente, il luogo di residenza, la stagionalità d’uso e le garanzie accessorie possono cambiare radicalmente il costo. La classe è un punto di partenza.

La stessa cautela vale per autocarri, ciclomotori e altri veicoli. In linea generale il meccanismo può riguardare più categorie, ma l’applicazione dipende dal tipo di veicolo, dal contratto, dalla documentazione e dal rispetto dei requisiti normativi. Prima di firmare, conviene chiedere alla compagnia un preventivo dettagliato e verificare la classe CU assegnata, non solo l’importo complessivo. Legge Bersani e RC familiare riguardano la responsabilità civile obbligatoria. Non trasferiscono condizioni favorevoli su furto e incendio, kasko, atti vandalici, eventi atmosferici, cristalli, assistenza stradale, infortuni del conducente o tutela legale. Queste coperture seguono regole commerciali proprie.

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