AGI – Gli arbitri e il “pugno, carta, forbice” davanti alla vetrata dalla sala Var di Lissone. Una sorta di ‘codice Rocchi’ ripreso dalla morra cinese, popolare gioco nato in Asia, per pilotare le decisioni degli addetti Var.
“Erano gesti decisi nei raduni riservati degli arbitri che venivano stabiliti ogni settimana. Per esempio, uno era quello del ‘pugno-carta-forbice’”. L’ex arbitro Pasquale De Meo racconta all’AGI quello che nell’ambiente “tutti sapevano e vivevano con malumore”, cioè che ci sarebbe stato un ‘codice’ che il designatore auto-sospeso Gianluca Rocchi, il supervisore Var Andrea Gervasoni e altri avrebbero utilizzato dalla vetrata della Sala Var di Lissone per comunicare con gli addetti al Var e correggere le loro decisioni ritenute sbagliate.
“Gli arbitri sapevano del codice per la sala Var”
“Quella di fare dei gesti dalle vetrate era una consuetudine” aggiunge De Meo che non era tra gli assistenti al Var ma riporta quello che sarebbe stato conosciuto da tutti.
“Così veniva falsato il campionato”
“Naturalmente era una cosa vietata dal protocollo. I Var e gli Avar erano designati e nessuno sarebbe potuto intervenire da fuori. E poi: perché in alcune partite scattava il ‘pugno-mano-forbice’ e in altre no? Così veniva falsato il campionato”.
“L’obiettivo non era favorire un determinato club”
Secondo De Meo, ma siamo nel campo delle ipotesi, non sarebbe avvenuto per favorire una squadra o un’altra ma per tutelare le carriere di alcuni più di altri tra gli arbitri dal momento che un errore non corretto costava un punteggio più basso. Pasquale De Meo da due anni non è più un arbitro.
L’esposto archiviato e le somiglianze con la vicenda di Domenico Rocca
“La mia storia assomiglia a quella di Domenico Rocca, anche a me venne archiviato un esposto dal procuratore federale Giuseppe Chiné, anche io presentai un esposto che è stato archiviato. La sua denuncia era nei confronti di Gianluca Rocchi, Daniele Orsato e degli arbitri Valeri e Orsato e venne archiviata.
“Oggi non ho niente da festeggiare ma sono contento che sia intervenuta una Procura ordinaria e che ci sarà un giudizio imparziale da parte di un organo super partes su quello che succedeva”.