• 26 Aprile 2026 1:26

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La procura federale chiede gli atti ai magistrati di Milano

Apr 25, 2026

AGI – La procura federale già sabato mattina ha chiesto alla procura della Repubblica di Milano gli atti dell’inchiesta che riguardano il designatore arbitrale Gianluca Rocchi.

Secondo quanto si apprende da ambienti federali, una richiesta già avanzata dal procuratore della Figc, Giuseppe Chinè, prima ancora che il capo della Procura generale dello Sport, Ugo Taucer, si informasse con lo stesso Chinè sull’eventuale ed effettivamente già avvenuta richiesta degli atti al tribunale.

In particolare si chiedono le carte sui nuovi sviluppi sui quali sta indagando Milano, dal momento che la procura federale, con la condivisione della procura generale dello sport presso il Coni, si era già espressa sull’esposto relativo ad Udinese-Parma, archiviando l’inchiesta.

Abodi, “mi aspetto di ricevere informazioni prima possibile”

“C’è solo un modo per tutelare il sistema sportivo in tutte le sue articolazioni e rispettare i tifosi, gli appassionati e gli innamorati dello sport, a partire dal calcio: trasparenza, tempestività e parità di trattamento quando si affrontano ipotesi di inosservanza delle norme sportive, tanto più quando hanno possibili risvolti penali. E farlo sempre e con chiunque! Leggo, come tutti voi, i risvolti che stanno emergendo sull’indagine della Procura di Milano, partita dalla denuncia di un ex tesserato dell’Associazione Italiana Arbitri“. Così il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, sui social in merito all’inchiesta riguardante il designatore arbitrale, Gianluca Rocchi.

“Lasciando all’autorità giudiziaria il compito di svolgere il proprio lavoro e senza voler entrare nel merito dell’operato del designatore della Can Rocchi, l’aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all’interno del sistema calcistico – prosegue Abodi -. Finora, nessun riscontro pubblico, così come non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia e quale organo sia stato investito della questione per verificarne la sussistenza. Mi aspetto, quindi, di ricevere formalmente dal Coni, prima possibile, informazioni in merito alla vicenda. Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze“.

AGI – La procura federale già sabato mattina ha chiesto alla procura della Repubblica di Milano gli atti dell’inchiesta che riguardano il designatore arbitrale Gianluca Rocchi.
Secondo quanto si apprende da ambienti federali, una richiesta già avanzata dal procuratore della Figc, Giuseppe Chinè, prima ancora che il capo della Procura generale dello Sport, Ugo Taucer, si informasse con lo stesso Chinè sull’eventuale ed effettivamente già avvenuta richiesta degli atti al tribunale.
In particolare si chiedono le carte sui nuovi sviluppi sui quali sta indagando Milano, dal momento che la procura federale, con la condivisione della procura generale dello sport presso il Coni, si era già espressa sull’esposto relativo ad Udinese-Parma, archiviando l’inchiesta.
Abodi, “mi aspetto di ricevere informazioni prima possibile”
“C’è solo un modo per tutelare il sistema sportivo in tutte le sue articolazioni e rispettare i tifosi, gli appassionati e gli innamorati dello sport, a partire dal calcio: trasparenza, tempestività e parità di trattamento quando si affrontano ipotesi di inosservanza delle norme sportive, tanto più quando hanno possibili risvolti penali. E farlo sempre e con chiunque! Leggo, come tutti voi, i risvolti che stanno emergendo sull’indagine della Procura di Milano, partita dalla denuncia di un ex tesserato dell’Associazione Italiana Arbitri”. Così il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, sui social in merito all’inchiesta riguardante il designatore arbitrale, Gianluca Rocchi.
“Lasciando all’autorità giudiziaria il compito di svolgere il proprio lavoro e senza voler entrare nel merito dell’operato del designatore della Can Rocchi, l’aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all’interno del sistema calcistico – prosegue Abodi -. Finora, nessun riscontro pubblico, così come non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia e quale organo sia stato investito della questione per verificarne la sussistenza. Mi aspetto, quindi, di ricevere formalmente dal Coni, prima possibile, informazioni in merito alla vicenda. Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze”.

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