• 12 Aprile 2026 9:52

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Incidente stradale, cosa fare subito se si assiste alla scena

Apr 12, 2026

Ci sono alcune azioni da fare quando ci trova davanti a un incidente stradale. Con la premesse dell’indispensabilità di conservare la lucidità, gli step corretti da seguire sono la protezione della scena, l’attivazione dei soccorsi, la valutazione dei feriti senza aggravare il quadro e la disponibilità fino all’arrivo di chi è formato per intervenire. In realtà è il Codice della Strada a imporre alcuni obblighi in caso di incidente, a partire dal dovere di fermarsi e di prestare assistenza alle persone che abbiano subito danno. In parallelo il Codice penale punisce l’omissione di soccorso quando una persona ferita o in pericolo viene lasciata senza l’assistenza necessaria o senza immediato avviso all’autorità.

Impedire che il primo incidente ne provochi un secondo

La sicurezza della scena viene prima di tutto il resto. Una vettura ferma in carreggiata, un motociclista a terra non visibile da lontano, lamiere sparse, traffico in arrivo, buio, pioggia o una curva cieca possono trasformare un urto già grave in una sequenza di collisioni. L’articolo 189 del Codice della Strada stabilisce che le persone coinvolte in un incidente devono porre in atto ogni misura idonea a salvaguardare la sicurezza della circolazione e adoperarsi affinché non venga modificato lo stato dei luoghi e non siano disperse le tracce utili all’accertamento delle responsabilità. In caso di incidente, guasto o discesa dal veicolo fuori dai centri abitati, di notte o in condizioni di scarsa visibilità è poi obbligatorio indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti prima di esporsi sulla strada. Nei casi di danni alle sole cose i veicoli vanno collocati fuori dalla carreggiata o in modo da ridurre l’intralcio.

In termini pratici prima di avvicinarsi bisogna capire se ci si può fermare senza generare altro rischio, se il traffico sopraggiunge veloce, se ci si trova in autostrada, su una statale, in curva, su una strada urbana stretta o in un tratto scarsamente illuminato. Fermarsi male, anche con l’intenzione di aiutare può infatti peggiorare la situazione. Immaginiamo un’auto lasciata in posizione sbagliata, una portiera aperta verso la corsia, una persona scesa senza visibilità o senza giubbotto ad alta visibilità sono errori che possono pesare quasi quanto l’incidente iniziale. Oltre a chiamare il soccorso bisogna segnalare il pericolo e presidiare il sito dell’incidente proprio per valutare il rischio di altre collisioni.

Chiamare il 112 subito

Se si provoca o si assiste a un incidente in cui rimangono ferite persone occorre fermarsi e prestare soccorso, telefonando se necessario al numero unico di emergenza 112, ferma restando l’indicazione dei numeri tradizionali nei territori. All’operatore vanno riferiti la posizione e l’indirizzo dell’incidente, il numero dei feriti e le loro condizioni.

Chi telefona dovrebbe cercare di dare informazioni verificabili. In ambito urbano contano via, incrocio, numero civico approssimativo, punti di riferimento. Sulle arterie veloci direzione di marcia, uscita, chilometro, tipo di veicoli coinvolti e presenza di rischi aggiuntivi, come fumo, perdite o persone intrappolate. L’errore da evitare è riempire la chiamata di agitazione, supposizioni o dettagli irrilevanti.

Arrivando sul luogo di un incidente, la cosa più importante è mantenere la calma, chiamare il soccorso e descrivere la situazione. Prestare il primo soccorso non vuol dire per forza praticare massaggio cardiaco o respirazione bocca a bocca, ma ci si deve limitare a mettere in sicurezza il ferito e a muoverlo solo in presenza di un imminente rischio d’incendio della vettura o di altre condizioni estreme.

La valutazione del ferito

Dopo aver messo in sicurezza l’area e aver chiamato i soccorsi, il passo successivo è capire in quali condizioni si trovino le persone coinvolte. Bisogna distinguere tra chi risponde e chi non lo fa. Se la persona è cosciente, il comportamento corretto è parlarle e invitarla a non muoversi. Se non risponde bisogna controllare il respiro ovvero osservare se il torace si alza e si abbassa, avvicinare l’orecchio a bocca e naso e cercare rumori respiratori.

Il semplice stato di incoscienza non autorizza a manovre scomposte. Un ferito va considerato grave se non respira, se presenta una copiosa emorragia o se non si sente il battito cardiaco mentre la sola mancanza di coscienza non va considerata una situazione gravissima se il ferito respira in autonomia. Una persona priva di sensi ma che respira ha bisogno di protezione, immobilità relativa e attesa vigilata. Una persona che non respira richiede un salto di livello nell’intervento nei limiti delle competenze possedute e secondo le istruzioni dell’operatore di emergenza.

Dopo aver chiamato i soccorsi, bisogna presidiare il sito dell’incidente e impedire che i curiosi mettano mano ai feriti. Capitolo uso dei telefoni per filmare: riprendere la scena, cercare immagini, fare dirette o condividere contenuti non aiuta né i feriti né i soccorritori.

Quando si può spostare una persona

Nella generalità dei casi non bisogna muovere il ferito dall’auto. Va mosso solo se c’è il rischio d’incendio della vettura o una situazione grave che non consente di attendere i soccorsi. Lo stesso vale per motociclisti e scooteristi: il principio generale è di non eseguire manovre non necessarie e di limitare gli interventi ai casi di vera emergenza, quando i soccorsi sono lontani o il rischio vitale è immediato.

Autostrade, superstrade e statali ad alto scorrimento cambiano il contesto del soccorso. Su questi tratti la velocità dei veicoli in arrivo rende la scena più instabile e il margine di errore più basso. Fuori dai centri abitati, di notte o in condizioni di scarsa visibilità è obbligatorio indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità

La differenza tra un testimone utile e uno dannoso

L’articolo 189 del Codice della strada prevede che in caso di incidente collegabile al suo comportamento, l’utente della strada ha l’obbligo di fermarsi e di prestare l’assistenza occorrente a coloro che abbiano subito danno alla persona. E punisce la mancata assistenza alle persone ferite. In parallelo l’articolo 593 del Codice penale sanziona chi, trovando una persona ferita o altrimenti in pericolo, omette di prestare l’assistenza occorrente o di darne immediato avviso all’autorità.

L’omissione non coincide solo con la fuga, ma può assumere la forma dell’indifferenza, della minimizzazione o del rifiuto di attivare l’aiuto. In presenza di persone ferite, il cittadino non è libero di trattare l’evento come un disturbo al proprio tragitto. Può non sapere praticare un massaggio cardiaco, può non essere in grado di estrarre una persona da un abitacolo, ma non può ignorare la necessità di segnalare il fatto e di attivare i soccorsi.

In questo contesto il testimone utile è quello che mantiene il controllo. È la persona che non urla ordini a caso, che non muove i feriti se non esiste un pericolo imminente, che chiama il 112 in modo preciso e resta a disposizione.

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