• 6 Aprile 2026 19:56

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Allarme di Jp Morgan, rischio di perdite sui crediti ai privati

Apr 6, 2026

AGI – Le perdite sui crediti al settore privato potrebbero essere più consistenti del previsto. È l’allarme lanciato dal ceo di Jp Morgan Jamie Dimon nella lettera annuale agli azionisti e riportata dal Financial Times. Il manager, una delle voci più influenti a Wall Street, chiama in causa un indebolimento dei criteri di concessione dei prestiti mentre crescono le preoccupazioni sulla salute del settore del credito privato. Per Dimon, il ‘rosso’ a carico dei finanziatori delle società fortemente indebitate sarà superiore alle stime. “Questo perché gli standard di credito si sono leggermente indeboliti praticamente su tutta la linea”, ha scritto Dimon, alla guida di JPMorgan dal 2006. Ha citato, tra le cause all’origine di questa tendenza, “ipotesi aggressive e positive sulle performance future” nella valutazione dei mutuatari, clausole contrattuali più deboli e un maggiore ricorso al pagamento in natura (PIK), in cui i mutuatari ritardano il rimborso dei prestiti.

Lo scorso anno fu proprio Dimon a introdurre nell’uso comune a Wall Street il termine “scarafaggi” per indicare i fallimenti che hanno scosso il mondo della finanza. Nella lettera agli azionisti, Dimon ha sottolineato che il settore “non ha avuto una recessione creditizia da molto tempo, e sembra che alcune persone diano per scontato che non accadrà mai”. Ma questo potrebbe accadere.

L’economia statunitense e gli stimoli

Riferendosi all’economia statunitense in generale, Dimon ha affermato che “continua a essere resiliente, con i consumatori che continuano a guadagnare e a spendere” nonostante un “panorama inquietante” e “un recente indebolimento”. Ma, ha sottolineato, esiste il potenziale per “significativi shock continui dei prezzi del petrolio e delle materie prime” a causa della guerra in Iran. Come stimoli all’economia, il manager ha indicato il One Big Beautiful Bill Act del presidente Donald Trump, l’agenda di deregolamentazione della Casa Bianca, il programma di acquisto di obbligazioni della Federal Reserve e la spesa per le infrastrutture di IA.

La politica estera e l’Europa

Quanto alla politica estera, Dimon ha citato il Vecchio Continente osservando che gli Stati Uniti “hanno bisogno che l’Europa abbia successo”, ma che allo stesso tempo “l’Europa sta entrando in un decennio decisivo e non è in grado di agire”. “L’Europa non ha mai completato l’unione economica“, ha sottolineato, “il che ha fatto sì che i paesi europei registrassero costantemente risultati economici inferiori alle aspettative”.

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