Audi RS 5 Avant si diverte a sfidare le leggi della fisica con uno stile di guida che la porta oltre oceano, nel tempio del drift. La super station wagon, presentata a febbraio, ha alzato l’asticella delle prestazioni con l’adozione di un powertrain ibrido plug-in da 639 CV. Una scelta che per molti ha significato l’abbandono alla purezza di guida e al vero divertimento, suggerito dall’aumento di peso evidente, che ora raggiunge le 2,375 tonnellate. Ma la RS 5 dimostra che le cose non stanno propriamente così.
Il Torque Vectoring elettromeccanico
Il cuore della rivoluzione si chiama Dynamic Torque Control, un sistema che rappresenta uno degli sviluppi più avanzati nel campo della dinamica di guida. Non si tratta del classico torque vectoring, ma di una soluzione completamente nuova, elettromeccanica, progettata per agire con una rapidità e una precisione difficili da immaginare su un’auto di serie.
Per la precisione si tratta di un differenziale elettromeccanico posizionato al posteriore e basato su un piccolo motore elettrico collegato a due ingranaggi epicicloidali. Questo permette di spostare fino a 2.000 Nm di coppia fra le due ruote posteriori, in appena 15 millisecondi.
Numeri che, più che impressionare sulla carta, si fanno sentire nella guida reale. In ingresso curva, la RS 5 diventa più precisa, mentre in uscita può letteralmente “spingere” la traiettoria, aiutando il retrotreno a chiudere la curva o, se si esagera con il gas, a scivolare in modo progressivo e controllabile.
A completare il quadro c’è il nuovo differenziale centrale a slittamento limitato, che gestisce la ripartizione tra anteriore e posteriore partendo da un classico 40:60, ma che può arrivare fino all’85% al posteriore quando serve, o a piacimento del pilota. Il risultato è una vettura che, pur restando integrale, riesce a offrire quell’irrequietezza tipica delle trazioni posteriori, in grado di divertire in curva e far fumare le gomme senza timore.
Evoluzione della RS 4
La nuova RS 5 Avant rappresenta di fatto l’evoluzione diretta RS 4, ma trasformata attraverso una nuova filosofia e “obbligata” dalle normative a compiere un passo in avanti verso l’elettrificazione. Il powertrain ibrido plug-in è basato su un V6 2.9 TFSI biturbo, abbinato a un’unità elettrica che non si limita a migliorare l’efficienza, ma contribuisce attivamente alla dinamica di guida.
Il peso, inevitabilmente, cresce. Con i suoi 2.375 kg, la RS 5 non è certo una piuma. Ma è proprio qui che entra in gioco il lavoro fatto sull’elettronica e sulla gestione della trazione. Il nuovo sistema di torque vectoring elettromeccanico riesce a mascherare la massa, rendendo la vettura sorprendentemente agile e attaccata all’asfalto. Non solo: aumenta la confidenza del conducente, che può contare su una gestione millimetrica e un comportamento sempre prevedibile, anche quando si spinge oltre il limite.
È questo il vero punto di forza della nuova RS 5. Non tanto la potenza, che resta impressionante, ma la capacità di trasformarla in controllo puro. Una qualità che si percepisce soprattutto nelle situazioni più impegnative, come nei cambi di direzione rapidi o nelle percorrenze veloci in curva.
Il risultato è una vettura che riesce a fare tutto: veloce sul dritto, stabile nei curvoni e persino divertente quando si decide di giocare con il gas. E il fatto che riesca a driftare con oltre due tonnellate di massa, è forse il dettaglio più sorprendente. Non tanto per lo spettacolo in sé, quanto per ciò che rappresenta: un leggero compromesso per un nuovo modo di intendere la sportività.