• 30 Marzo 2026 16:54

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Milano, Palazzo Marino conferma l’annullamento delle migliaia di multe ai motociclisti

Mar 30, 2026

Milano si sveglia con una notizia che sa di sollievo per migliaia di motociclisti: il sindaco Giuseppe Sala ha ufficialmente annunciato l’annullamento di tutte le sanzioni elevate lungo la corsia preferenziale della filoviaria 90/91 tra il 2 febbraio e il 18 marzo.

Un colpo di spugna necessario, arrivato dopo settimane di proteste e ricorsi, con il primo cittadino che ha ammesso apertamente l’errore dell’amministrazione, invitando chi non ha ancora pagato a ignorare i verbali e chi lo ha già fatto a richiedere un rimborso tempestivo. Ma per capire come si sia arrivati a questo paradosso burocratico da milioni di euro, bisogna riavvolgere il nastro a quando le luci delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 hanno iniziato a proiettare ombre inaspettate sulla viabilità cittadina.

Le modifiche della mobilità: l’oggetto del contendere

Tutto ha avuto inizio con un impegno preso con gli organizzatori dei Giochi Olimpici invernali: garantire corsie veloci e sicure per il transito degli atleti e dei mezzi diretti alle sedi delle gare. La circonvallazione esterna, nel tratto di 9 chilometri compreso tra viale Serra e piazzale Lodi, è diventata così il terreno di una sperimentazione viabilistica che, nelle intenzioni di Palazzo Marino, doveva incrementare la sicurezza e fluidificare i flussi. Tuttavia, quella che doveva essere una misura di ordine pubblico si è trasformata in una trappola invisibile per i pendolari delle due ruote.

Il centro del problema non è stato il divieto in sé, ma il modo in cui è stato comunicato. Invece di installare una nuova segnaletica chiara e inequivocabile, l’amministrazione ha optato per una soluzione tanto artigianale quanto discutibile: una semplice “X” di nastro adesivo rosso applicata sopra i simboli dei ciclomotori e motocicli sui cartelli già esistenti.

Per migliaia di guidatori, abituati da anni a percorrere quel tratto in totale legittimità, quel piccolo pezzo di scotch è risultato quasi invisibile, portandoli a violare la norma in assoluta buona fede e per consolidata consuetudine.

Circa 90.000 verbali emessi

Le telecamere, implacabili, non hanno perdonato la distrazione. In meno di due mesi, il sistema ha generato numeri da capogiro: circa 90.000 verbali pronti a colpire l’utenza, con un potenziale incasso per il Comune stimato tra i 5,2 e i 7 milioni di euro. È scoppiata così la rivolta dei cosiddetti “multati seriali”: lavoratori e studenti che, percorrendo lo stesso tragitto quotidianamente, si sono visti recapitare decine di notifiche nel giro di pochi giorni.

Il dilemma legale è finito rapidamente davanti agli uffici della Polizia Locale e ai Giudici di Pace. La domanda che circolava tra i varchi di via Friuli era semplice quanto ficcante: può un pezzo di nastro adesivo rosso sospendere i diritti acquisiti dal Codice della Strada? Molti cittadini si sono ritrovati di fronte alla prospettiva di dover sborsare cifre a tre o quattro zeri per sanzioni accumulate a poche centinaia di metri l’una dall’altra.

Adesso, con la conferma del Sindaco che l’operazione è stata “fatta male”, la battaglia legale sembra destinata a spegnersi a favore dei cittadini. La decisione di annullare i verbali in autotutela mira non solo a rimediare a un errore di forma, ma anche a evitare una valanga di contenziosi che avrebbe intasato gli uffici comunali per anni.

Resta l’immagine di una Milano che, nel tentativo di farsi trovare pronta per la vetrina olimpica, ha dimenticato per un attimo la chiarezza dovuta ai suoi stessi abitanti, lasciando dietro di sé un’eredità di “scotch” e polemiche ormai prossima al rimborso.

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