Sui saliscendi texani è andato in scena un duello avvincente tra i piloti dell’Aprilia. Nelle prove libere i fan si aspettavano subito una lotta cronometrica tra Marc Marquez e Marco Bezzecchi, ma davanti a tutti si è fiondato Pedro Acosta. Lo Squalo di Mazarrón nella FP1 ha chiuso con un 2’01”715. Il re di Austin in sella alla Desmosedici GP26 ha iniziato la sessione con una caduta, rimediando alcune abrasioni agli avambracci. Il 9 volte iridato ha concluso quarto con un distacco di 378 millesimi, alle spalle anche di Fabio Di Giannantonio e Jorge Martin. Nono tempo per il leader iridato Marco Bezzecchi, undicesimo Francesco Bagnaia.
Nel Pre-qualifica condito da numerose cadute il miglior crono lo ha siglato Marc Marquez, che in 2’00”927 è andato vicinissimo al record della pista, dimenticandosi della scivolata rimedita in FP1. Il vincitore di 7 edizioni della tappa americana non è ancora al 100% sul piano fisico. In Q2 senza nemmeno troppi patemi si sono qualificate 3 Aprilia in top 10 con Ogura, secondo con la RS-GP26 del team satellite Trackhouse, e con Bezzecchi al quarto posto, alle spalle di Diggia. Alex Marquez e Pedro Acosta hanno anticipato Martin (7°), Bagnaia (8°), Marini (9°) e Bastianini (10°).
Com’è andata la Sprint Race
In qualifica le prime tre caselle sono state occupate da Fabio Di Giannantonio, alla seconda pole consecutiva, davanti all’Aprilia di Marco Bezzecchi e alla KTM di Pedro Acosta. Il romano ha siglato un tempo record, rifilando quasi due decimi al rider romagnolo. Solo quarto Marc Marquez, davanti a Joan Mir su Honda e Pecco Bagnaia. Terza fila aperta dall’Aprilia RS-GP26 di Jorge Martin, che al via è stato affiancato dalla Ducati Gresini di Alex Marquez e dalla seconda Honda ufficiale di Luca Marini.
Alla partenza della SR è stato fenomenale Bagnaia a prendersi la leadership davanti ad Acosta, mentre Marc Marquez ha commesso un errore. Con troppa veemenza e con mescole ancora non in perfetta temperatura ha provato il sorpasso interno a Di Giannantonio per la terza posizione, perdendo il controllo della sua Ducati e trascinando a terra anche il rider del team VR46. Marco Bezzecchi è retrocesso alle spalle anche di Mir e Martin a causa di un brutto stacco di frizione.
Al quarto dei dieci giri della SR Jorge Martin ha cominciato la sua rimonta liberandosi dello spagnolo della Honda e strappando poco dopo la seconda piazza a Pedro Acosta della KTM. Bez ha provato a replicare la rimonta del suo teammate, liberandosi in rapida successione di Mir e dello Squalo di Mazarrón. Il leader del Mondiale ha lottato con il teammate, ma una volta in seconda posizione è scivolato. All’ultimo giro Martinator ha scavalcato Bagnaia con una manovra aggressiva e ha festeggiato il suo primo successo in Aprilia, davanti a Pecco e Pedro. Medaglia di legno per un redivivo Enea Bastianini su KTM.
Come è andato il GP
Allo spegnimento dei semafori è scattato a fionda Pedro Acosta che ha anticipato tutti in Curva-1. Alle spalle del rider della KTM sono saliti in cattedra Bezzecchi e Martin. Al primo giro il romagnolo ha superato il giovane spagnolo con un sorpasso deciso, tentando di impostare una gara di fuga. Di Giannantonio ha scavalcato Marc Marquez che ha dovuto scontare anche un long lap penalty proprio per l’errore nella Sprint Race sul romano, scivolando in decima posizione.
Jorge Martin si è messo alle spalle Acosta per non far scappare via il compagno di squadra, ma al settimo giro ha rischiato anche di cadere. Bez ha aperto un gap di un secondo alla decima tornata sugli inseguitori. Bagnaia non è riuscito a minacciare Di Giannantonio e si è fatto anche sorprendere al dodicesimo giro da Ogura. Marc Marquez ha lottato con la KTM di Enea Bastianini e le Ducati di Alex e Pecco con evidenti difficoltà fisiche.
Al quattordicesimo giro Acosta ha commesso un errore alla prima curva ed è stato sverniciato da Martin. Si è ritirato, invece, per un problema tecnico Ogura sul più bello. Il riminese dell’Aprilia ha vinto per la quinta volta consecutiva un GP in top class, davanti a Martin e Acosta. Solo quinto Marc Marquez e decimo un pessimo Bagnaia.
I top 3
Marco Bezzecchi: 9 – Ballare tra le curve del Texas in questo modo non lo avrebbe immaginato nemmeno in una pellicola hollywoodiana. Tre GP e tre vittorie nel 2026 e se Marc Marquez non cambierà passo in Europa ha tutte le possibilità di stravincere questo mondiale. L’Aprilia ha dimostrato di essere la moto migliore del lotto e nessuno ha la sua condizione fisica e mentale. Non merita il 10 per la caduta nella Sprint Race in questo weekend.
Jorge Martin: 8 – Su questa magnifica RS-GP26 il madrileno è rinato. La vittoria nella Sprint Race e il secondo posto nel GP delle Americhe sono due segnali forti anche al compagno di squadra. Il campione del mondo 2024 vuole tornare a lottare per il riconoscimento iridato.
Fabio Di Giannantonio: 7 – Dopo la pole è stato scaraventato via con tanta sfortuna da Marc Marquez nella SR. Non ha chiuso sul podio, ma è la prima Desmosedici al traguardo nella sfida domenicale di Austin. La reazione è stata da pilota di carattere. Deve continuare il suo percorso di crescita non ponendosi limiti.
I flop 3
Ducati: 5,5 – Le due Ducati factory ufficiali hanno lottato con il coltello tra i denti per una quinta posizione. Nel 2025 aveva vinto Pecco e in ben 7 edizioni Marc è salito sul gradino più alto del podio. Austin era una delle piste in cui Ducati aveva detto legge in passato, anche con Enea Bastianini. Bagnaia è l’ombra di sé stesso e ha chiuso anche alle spalle di Luca Marini, ma il campione in carica, attaccato in ogni curva dalla KTM del team Tech3 di Bastianini, è un campanello d’allarme. A fare le Ducati ci hanno pensato per ora le due Aprilia.
Fermin Aldeguer: 4,5 – L’infortunio lo ha condizionato in questo start di stagione, ma nessuno si sarebbe immaginato tutta questa fatica ad Austin. Ha chiuso fuori dalla top 10. Il futuro pilota del team VR46 dovrà cambiare passo dalla prossima tappa a casa sua.
Franco Morbidelli: 2 – Quattordicesimo al traguardo, mentre il teammate è arrivato ai piedi del podio. Il pilota italobrasiliano sembra aver staccato la spina. Soltanto le pessima Yamaha ha limitato la brutta figura ad Austin del veterano dell’Academy di Valentino Rossi.