Lo step necessario per bilanciare il carico era necessario. Nelle terze e ultime prove libere è arrivato, fattore poi confermato in qualifica. Il problema relativo all’energia ibrida sofferto nelle Fp3 non si ripresenta in qualifica, malgrado il gap sulla Mercedes sotto questo aspetto continua fare la differenza. Al termine delle qualifiche Leclerc prende la quarta piazza, mentre Hamilton si accontenta della posizione numero sei.
GP Giappone FP3: Ferrari in difficoltà con le batterie
La sessione della Ferrari si è divisa in due fasi: una prima parte molto incoraggiante sul fronte dell’assetto e un finale compromesso dall’affidabilità. La terza sessione di libere della Rossa a Suzuka si apre con estrema cautela per poi chiudersi con l’amaro in bocca. Il primo a tastare l’asfalto ancora “verde” è Lewis Hamilton su gomme Soft: un tentativo esplorativo, utile più a prendere le misure che a cercare il limite.
Poco dopo tocca a Charles Leclerc, che spinge da subito con maggiore decisione mostrando un feeling nettamente superiore rispetto al venerdì. La SF-26 del monegasco appare parecchio stabile e pulita nelle traiettorie. Una conferma che il lavoro dei tecnici, sviluppato al simulatore della nottata di Maranello, portano il team sulla corretta strada di messa a punto.
Alfieri della Rossa che hanno trovato la chiave per sbloccare il carico aerodinamico e sistemare il bilanciamento. Hamilton deve fare i conti con una vettura ancora un po’ nervosa, ritrovandosi a rincorrere i tempi del compagno di squadra. Un feeling ancora incerto il suo. Ma il colpo di scena, ovviamente in negativo, arriva nel momento clou della sessione.
Quando entrambi i piloti rientrano per montare l’ultimo treno di Soft nuove e tentare la vera simulazione di qualifica, il sistema ibrido li tradisce. Leclerc si accorge subito che le batterie non sono cariche, mentre via radio Hamilton lancia un inequivocabile “I have no power”. Nonostante i tentativi di Bozzi e Santi di risolvere l’intoppo in corsa, il problema al pacco batterie persiste.
Tra i cali di energia sul più bello, il traffico in pista e le gomme che perdono rapidamente la finestra di utilizzo ottimale, la frustrazione sale, specialmente per Leclerc. Il potenziale sul giro secco per sfidare la Mercedes resta così un’incognita mascherata da queste noie tecniche, ma in vista delle qualifiche il Cavallino può sorridere per un assetto finalmente all’altezza. Resta da capire la fase di deployment.
La sintesi delle Qualifiche: Ferrari l della Ferrari a Suzuka
Le qualifiche si aprono con segnali incoraggianti: nel Q1, sfruttando gomme Soft nuove e un warm-up più aggressivo, la SF-26 mostra un bilanciamento ritrovato. Charles Leclerc si impone agilmente in prima posizione nonostante il traffico, mentre Lewis Hamilton, costantemente supportato dall’ingegnere Carlo Santi, fatica maggiormente a trovare il feeling ottimale.
Nel Q2, apparentemente archiviato lo spauracchio dei problemi ibridi emersi nelle libere, il copione si ripete. Leclerc stampa tempi solidi seppur con qualche sbavatura, come un brusco sovrasterzo alla curva Degner. Hamilton, pur rallentato da un rapido controllo alle bilance FIA, usa un tentativo extra per blindare il passaggio del turno chiudendo quarto. Inizia però a suonare un campanello d’allarme.
Nel secondo settore, la Rossa paga un dazio pesantissimo rispetto all’erogazione di potenza della Mercedes. La veradoccia fredda arriva nel Q3. Nonostante le speranze riposte nel primo settore (vero punto di forza della Ferrari), la superiorità del motore tedesco risulta incolmabile. Charles sfodera un giro magistrale siglando il miglior tempo nel T1.
Tuttavia deve accontentarsi del quarto posto, in seconda fila, staccato di ben sei decimi dalla pole position di Kimi Antonelli su Mercedes. Hamilton si piazza sesto, appena dietro alla McLaren di Norris. Il verdetto finale scatena la frustrazione in radio del monegasco: senza un salto di qualità netto nella gestione del sistema ibrido, la Ferrari attualmente non ha la potenza per lottare al vertice.