AGI – A differenza del petrolio, da quando è iniziato il conflitto in Iran, l‘oro ha interrotto il suo rally e il prezzo è rimasto sostanzialmente invariato. Quando è stato annunciato il raid, il 28 febbraio scorso, le sue quotazioni erano salite da 5.296 a 5.423 dollari per oncia. Un andamento che aveva confermato la tesi economica secondo cui le turbolenze geopolitiche spingono gli investitori verso i tradizionali beni rifugio.
Il calo
Ma subito dopo qualche giorno è stata registrata una forte ondata di vendite che ha fatto calare i prezzi di oltre il 6% a 5.085 dollari. E da lunedì scorso, nonostante l’escalation, è stato scambiato tra i 5.050 e i 5.200 dollari. Secondo gli analisti diversi fattori possono spiegare la mancanza di slancio, tra cui soprattutto la prospettiva di tassi più alti (come conseguenza della fiammata dell’inflazione) in quanto tendono ad aumentare l’attrattiva relativa degli asset redditizi come i titoli di Stato rispetto ai metalli preziosi non redditizi come appunto l’oro.
Secondo altri analisti, interpellati da Cnbc, tradizionalmente quando c’è uno shock, anche l’oro viene venduto ma poi riprenderà quota. Nonostante quest’alto tasso di volatilità, le previsioni restano comunque buone: J.P. Morgan prevede che i prezzi raggiungeranno i 6.300 dollari l’oncia entro la fine del 2026, mentre Deutsche Bank ritiene che si fermeranno a 6.000 dollari.
La tesi del Financial Times
C’è anche un’altra spiegazione: secondo il Financial Times, l’andamento dipende dalla posizione delicata di Dubai, uno dei principali hub per la spedizione di lingotti, rappresentando circa il 20% dei flussi globali di oro dello scorso anno. Gli operatori e gli analisti sostengono che se i trasporti di oro e argento subissero interruzioni prolungate, ciò potrebbe far salire i prezzi nei mercati asiatici così come registrato ad esempio in India e aumentare la volatilità dei metalli.
Nonostante non abbiano registrato un’impennata, i prezzi dell’oro restano comunque ancora quasi il 20% più alti rispetto all’inizio dell’anno.