• 3 Marzo 2026 23:47

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Dal congedo per gli animali domestici alla pausa per stress, le 10 novità del mercato del lavoro

Mar 3, 2026

AGI – Prendersi una pausa dall’ufficio in un momento di stress psicologico o un congedo per prendersi cura del proprio amico a quattro zampe: oggi non è più fantascienza. Il mondo del lavoro sta cambiando rapidamente: intelligenza artificiale, Generazione Z, fattori culturali e smart working stanno trasformando le consuetudini in ufficio a ritmi sempre più serrati. Così, tra nuovi ruoli professionali, nuovi atteggiamenti e applicazioni tecnologiche, anche le imprese devono stare al passo con i tempi. Lo stesso vale per i lavoratori e le lavoratrici: il mercato con il quale si devono confrontare non è mai stato così volatile. Siamo, insomma, ormai ben oltre la retorica del “grande ritorno in ufficio” dopo l’onda lunga della pandemia Covid-19, e dentro una nuova stagione di invenzioni lessicali, fenomeni sociali e abitudini professionali che rischiano di stravolgere culture organizzative e metodi di gestione.

Dal task pausing alla naked resignation, passando per la new collar workforce e le nuove leave policies, diverse sono le novità che, in tutto il mondo e secondo le più importanti testate internazionali, segneranno il 2026.

Il cambio profondo nel rapporto tra persone e lavoro

“Queste nuove tendenze raccontano un cambio profondo nel rapporto tra persone e lavoro: non è più solo una questione di flessibilità, della quale si discute ormai da anni, ma di significato, trasparenza, autonomia e fiducia. I modelli organizzativi tradizionali non funzionano più per tutti. Le aziende che sapranno rivedere cultura, leadership e sistemi di gestione avranno un vantaggio competitivo concreto. Non si tratta di inseguire le mode, ma di ripensare il lavoro in modo strutturale”, commenta Debora Moretti, Co-CEO di Zeta Service, realtà italiana specializzata in payroll e HR admin, consulenza e HR e sviluppo organizzativo, head hunting e che, insieme a Zeta Service Lumina, supporta le aziende anche nella consulenza giuslavoristica.

Fenomeni di un mercato in trasformazione accelerata

Si tratta, dunque, di fenomeni che non sono solo una moda passeggera. Sono sintomi di un mercato in trasformazione accelerata, dove tecnologie, valori generazionali e nuove aspettative di senso stanno riscrivendo le regole della produzione, della presenza e dell’identità professionale. Chi saprà interpretare questi segnali crescerà. Anche e soprattutto nelle funzioni aziendali dedicate alla gestione del personale.

Dinamiche del lavoro complesse e risposte strategiche

“Nel 2026 le dinamiche del lavoro sono sempre più complesse e richiedono risposte strategiche da parte delle imprese – prosegue Debora Moretti, Co-CEO di Zeta Service –. In questo contesto, servizi integrati di HR e payroll diventano fondamentali per accompagnare le organizzazioni nella costruzione di modelli sostenibili ed equi. Pensiamo alla trasparenza retributiva: non è un semplice adeguamento normativo, ma un intervento che impatta cultura, sistemi di valutazione, politiche di carriera e fiducia interna. La capacità di semplificare i processi, garantire compliance e allo stesso tempo valorizzare le persone non è più un plus: è una leva competitiva per attrarre talenti e guidare la trasformazione del lavoro”. Proprio per affrontare le tematiche del cambiamento nel mondo del lavoro, Zeta Service ha dato vita all’HR Executive Club, un network riservato a chi in Italia ricopre ruoli direttivi nell’ambito HR e orientato a consolidare, grazie al confronto con HR Director delle principali aziende italiane, una cultura italiana delle Risorse Umane aggiornata ai temi più attuali.

I 10 trend globali per il 2026

Se modi e tempi dell’attività lavorativa stanno cambiando giorno per giorno, secondo l’esperta Francesca Verderio, Training & Development Practice Leader dell’area di Consulenza HR e Sviluppo organizzativo di Zeta Service, ecco i 10 trend globali per il 2026 che stanno già trasformando le imprese e le giornate lavorative, rilevati anche dalle principali testate internazionali:

Progressive leave policies

Progressive leave policies: lasciare l’ufficio non solo per malattia o se in attesa di un figlio o una figlia, ma, per fare alcuni esempi, la cura di un animale domestico o un appuntamento. Le aziende sperimentano politiche leave innovative e che puntano dritte al benessere e all’ingaggio delle persone, mettendone al centro i bisogni specifici, ascoltandole. “Le politiche di congedo stanno evolvendo perché stanno evolvendo le vite delle persone – commenta ancora Francesca Verderio. Quando abbiamo introdotto il congedo mestruale in Zeta Service, ad esempio, avevamo in mente proprio questo: tenere conto dei bisogni reali, non solo di quelli previsti dalla normativa”.

New-collar workforce

New-collar workforce: come crolla il mito del “pezzo di carta” come unica chiave di ingresso. Come ha spiegato anche l’Harvard Business Review, i new-collar worker conquistano posizioni di rilievo basandosi sulle competenze concrete, non sui titoli. È un cambio di paradigma che rivendica merito e abilità, non pedigree.

Hushed hybrid

Hushed hybrid: nonostante la grande corsa alla riapertura degli uffici, non sono poche le figure manageriali e le imprese che agevolano il modello ibrido, soprattutto a fronte di necessità particolari dei lavoratori e delle lavoratrici. Una modalità che può mettere davvero al centro il benessere delle persone, secondo Fortune. Racconta Francesca Verderio: “La flessibilità non può essere una concessione occasionale, deve essere parte della cultura. In Zeta Service promuoviamo da anni un modello basato su fiducia e responsabilità: non timbriamo cartellini e lavoriamo per obiettivi. Se hai bisogno di lavorare da casa, anche senza una motivazione sanitaria, puoi farlo. Per noi conta la fiducia nelle progettualità e nel risultato da parte delle persone, o che tu creda nel progetto e nel risultato”.

Trasparenza retributiva

Trasparenza retributiva: entro il 7 giugno 2026 anche l’Italia darà attuazione alla Direttiva UE 2023/970, introducendo importanti novità in materia di trasparenza retributiva. Negli annunci di lavoro e durante i colloqui diventerà obbligatorio indicare la fascia salariale prevista; non sarà più consentito chiedere ai candidati informazioni sulla retribuzione percepita in precedenza e verrà meno il vincolo di segretezza sugli stipendi. Inoltre, i lavoratori e le lavoratrici avranno il diritto di ottenere dati sulle retribuzioni medie, suddivisi per genere. “La trasparenza retributiva – dichiara Francesca Verderio – non è solo un obbligo normativo, è un cambio culturale. Noi accompagniamo le aziende nella lettura dei dati, nella costruzione di sistemi equi e nella preparazione della cultura organizzativa. La compliance è il punto di partenza: l’obiettivo è rafforzare fiducia e credibilità interna.”

AI use hiding

AI use hiding: in tutto il globo, secondo Globenewswire, il 50% di chi lavora utilizza (senza rivelarlo a chi supervisiona) strumenti di intelligenza artificiale – spesso non ufficiali – per svolgere attività quotidiane. L’AI non è più un optional strategico: è il supporto invisibile che potenzia produttività e creatività.

Task pausing

Task pausing: la produttività (ormai dovrebbe essere un dato acquisito) non si misura in ore dedicate a un singolo compito, ma in sequenze perfette. Il task pausing è l’opposto della frenesia: significa saper fermarsi, riorganizzare le priorità, scegliere il momento giusto per agire. Non è rimandare per evitare: è decidere con consapevolezza quando intervenire per essere più efficaci.

Calling-in-sick

Calling-in-sick: la Gen Z non considera più la salute mentale un tema privato o un segnale di debolezza. Prendersi un giorno per un momento di forte stress non è più un tabù: è una richiesta implicita di riconoscimento del benessere psicologico come parte integrante del lavoro. Non è “fragilità”. È un cambio di paradigma. Per le aziende è un segnale forte: non basta parlare di wellbeing. Servono policy chiare, figure manageriali formate e una cultura che legittimi la vulnerabilità senza stigmatizzarla. Chi ignora questo trend rischia assenteismo silenzioso e disengagement strutturale.

Alone working

Alone working: dopo anni di lavoro da remoto, per molte persone il rientro in ufficio non è solo logistico: è cognitivo ed emotivo. Rumore, open space, interruzioni continue: ciò che prima era “normalità” oggi può essere sovraccarico. Per questo sempre più aziende stanno ripensando gli spazi: aree di concentrazione, zone silenziose, possibilità di isolamento temporaneo. Il punto non è scegliere tra presenza e remoto, ma disegnare ambienti che permettano alle persone di alternare collaborazione e deep work. La produttività oggi passa anche dalla qualità dell’attenzione.

Remote spouse

Remote spouse: il lavoro flessibile sta ridisegnando non solo le organizzazioni, ma le famiglie. Sempre più coppie riorganizzano carriere e geografie grazie al lavoro remoto: uno dei due sceglie di lavorare a distanza per sostenere la crescita professionale dell’altro. “La flessibilità – aggiunge Francesca Verderio – incide ormai sulle scelte familiari e di carriera. Le aziende che offrono modelli realmente adattabili diventano più attrattive per talenti con percorsi dual career. Non è solo un tema HR: è strategia di competitività.”

Naked resignation

Naked resignation: è una rottura netta con la logica della sicurezza a tutti i costi. È la risposta estrema a stress cronico, mancanza di senso e ambienti percepiti come tossici. Non è impulsività generazionale. È disallineamento profondo. Per le aziende è un alert: quando le persone preferiscono l’incertezza al contesto attuale, il problema non è il mercato del lavoro. È la cultura interna. Retention oggi significa: chiarezza di obiettivi, ascolto reale, crescita visibile, carichi sostenibili.

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