• 23 Febbraio 2026 0:29

Corriere NET

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Olimpiadi estive, l’Italia guarda al 2040 e pensa a Roma

Feb 22, 2026

“Facciamo passo dopo passo. Una candidatura deve essere concordata e deve essere condivisa a cominciare dal Governo, dalle istituzioni cittadine e regionali, dal Comitato olimpico e anche da Sport e Salute“. Luciano Buonfiglio, presidente del CONI, è stato chiaro quando in occasione della conferenza stampa conclusiva della spedizione azzurra a Milano Cortina 2026 – 30 medaglie, record storico ai Giochi invernali – ha parlato di una possibile futura candidatura dell’Italia per ospitare le Olimpiadi estive. I Giochi olimpici della neve e del ghiaccio di Milano Cortina sono stati un perfetto biglietto da visita. Elogi, complimenti, riconoscimenti importanti, il Comitato Olimpico Internazionale e i suoi membri entusiasti per l’organizzazione italiana. Chapeau si direbbe in Francia dove, un anno e mezzo fa, non era andato proprio “tutto bene”. “Deve essere una squadra che tutta unita decida di portare avanti il progetto – ha precisato Buonfiglio -. Deve essere un cammino importante anche nel richiedere e organizzare Campionati del mondoCampionati europei, perché questo contribuisce a valorizzare gli impianti e a dare maggiore credibilità a chi ha intenzione di candidarsi: non possiamo permetterci solo di sognare perché i sogni per realizzarli si devono fare a occhi aperti, quindi, è un percorso che ci inorgoglisce sicuramente, non lo farò per me, lo farò per chi ci sarà dopo e, qualora ci fosse la condivisione, cercherò di impostare questo lavoro”.

Milano Cortina 2026 è stata la conferma che l’Italia e lo sport italiano da ormai tanti anni godono di credibilità in ambito Comitato Olimpico Internazionale. L’Italia con Roma potrebbe provarci ma per quale edizione? Possibile che sia quella del 2040, a 80 anni da Roma ’60. Date alla mano, 2028 e 2032 sono già assegnati a Los Angeles e Brisbane, in Australia, per i secondi Giochi della storia in Oceania dopo Sydney 2000. Tutto ancora aperto, invece per il 20362040 e 2044. Di prassi le assegnazioni dei Giochi olimpici estivi e invernali vengono fatte sette anni prima, durante la sessione del CIO, ma Brisbane 2032 ad esempio è stata decisa con 11 anni di anticipo. Nei prossimi anni la corsa alle assegnazioni sarà complicata nello scenario geopolitico mondiale, servono alleanze non fra paesi ma fra continenti interi. Per il 2036 hanno ipotizzato la candidatura almeno sei Nazioni: l’Indonesia con Nusantara, la Turchia con Istanbul, l’India con Ahmedabad, il Cile con Santiago e il Qatar con Doha. Poi c’è la Germania che culla l’idea dell’Olimpiade del Centenario, a un secolo da quella di Berlino 1936 fortemente voluta dal Terzo Reich, nella stessa capitale tedesca o a Monaco di Baviera. Il presidente federale Frank Walter Steinmeier, favorevole al ritorno dei Giochi in Germania, si oppone alla candidatura per il 2036, meglio nel 2040 o 2044. Delle possibili contendenti, solo la Germania ha già ospitato almeno un evento a cinque cerchi. La Turchia è dal 2000 che ci prova con cadenza quadriennale. Il Qatar ha provato altre due volte, l’Indonesia con Giacarta per il 2032. Per il 2040 la partita sembra più aperta per Roma: hanno manifestato interesse Sudafrica e la stessa Germania e si è ipotizzata persino una discesa in campo della Toscana con un coinvolgimento regionale.

Scenari futuri e le variabili per il 2040

Tra le variabili da tenere d’occhio per il 2040 c’è il possibile ritorno della Russia sullo scacchiere internazionaleMosca sicuramente chiederà sia le Olimpiadi estive (già ottenute nel 1980) che quelle invernali (Sochi 2014) e può contare su infrastrutture e impianti praticamente già pronti. Da non trascurare, inoltre, le origini della neopresidente del CIOKirsty Coventry, proveniente dallo Zimbabwe, entusiasta dell’organizzazione italiana. A questo va aggiunto il grande desiderio di tanti paesi africani di ospitare le Olimpiadi. I Giochi olimpici estivi giovanili ad ottobre a Dakar (Senegal) saranno sicuramente un importante test. Il Marocco, il Sudafrica, lo stesso Egitto sono paesi ad alta vocazione sportiva globale e non settoriale come potrebbero essere Kenya ed Etiopia, ‘capitali’ del mezzofondo per l’atletica leggera. La corsa per i Giochi del domani è già iniziata.

“Facciamo passo dopo passo. Una candidatura deve essere concordata e deve essere condivisa a cominciare dal Governo, dalle istituzioni cittadine e regionali, dal Comitato olimpico e anche da Sport e Salute”. Luciano Buonfiglio, presidente del CONI, è stato chiaro quando in occasione della conferenza stampa conclusiva della spedizione azzurra a Milano Cortina 2026 – 30 medaglie, record storico ai Giochi invernali – ha parlato di una possibile futura candidatura dell’Italia per ospitare le Olimpiadi estive. I Giochi olimpici della neve e del ghiaccio di Milano Cortina sono stati un perfetto biglietto da visita. Elogi, complimenti, riconoscimenti importanti, il Comitato Olimpico Internazionale e i suoi membri entusiasti per l’organizzazione italiana. Chapeau si direbbe in Francia dove, un anno e mezzo fa, non era andato proprio “tutto bene”. “Deve essere una squadra che tutta unita decida di portare avanti il progetto – ha precisato Buonfiglio -. Deve essere un cammino importante anche nel richiedere e organizzare Campionati del mondo, Campionati europei, perché questo contribuisce a valorizzare gli impianti e a dare maggiore credibilità a chi ha intenzione di candidarsi: non possiamo permetterci solo di sognare perché i sogni per realizzarli si devono fare a occhi aperti, quindi, è un percorso che ci inorgoglisce sicuramente, non lo farò per me, lo farò per chi ci sarà dopo e, qualora ci fosse la condivisione, cercherò di impostare questo lavoro”.
Milano Cortina 2026 è stata la conferma che l’Italia e lo sport italiano da ormai tanti anni godono di credibilità in ambito Comitato Olimpico Internazionale. L’Italia con Roma potrebbe provarci ma per quale edizione? Possibile che sia quella del 2040, a 80 anni da Roma ’60. Date alla mano, 2028 e 2032 sono già assegnati a Los Angeles e Brisbane, in Australia, per i secondi Giochi della storia in Oceania dopo Sydney 2000. Tutto ancora aperto, invece per il 2036, 2040 e 2044. Di prassi le assegnazioni dei Giochi olimpici estivi e invernali vengono fatte sette anni prima, durante la sessione del CIO, ma Brisbane 2032 ad esempio è stata decisa con 11 anni di anticipo. Nei prossimi anni la corsa alle assegnazioni sarà complicata nello scenario geopolitico mondiale, servono alleanze non fra paesi ma fra continenti interi. Per il 2036 hanno ipotizzato la candidatura almeno sei Nazioni: l’Indonesia con Nusantara, la Turchia con Istanbul, l’India con Ahmedabad, il Cile con Santiago e il Qatar con Doha. Poi c’è la Germania che culla l’idea dell’Olimpiade del Centenario, a un secolo da quella di Berlino 1936 fortemente voluta dal Terzo Reich, nella stessa capitale tedesca o a Monaco di Baviera. Il presidente federale Frank Walter Steinmeier, favorevole al ritorno dei Giochi in Germania, si oppone alla candidatura per il 2036, meglio nel 2040 o 2044. Delle possibili contendenti, solo la Germania ha già ospitato almeno un evento a cinque cerchi. La Turchia è dal 2000 che ci prova con cadenza quadriennale. Il Qatar ha provato altre due volte, l’Indonesia con Giacarta per il 2032. Per il 2040 la partita sembra più aperta per Roma: hanno manifestato interesse Sudafrica e la stessa Germania e si è ipotizzata persino una discesa in campo della Toscana con un coinvolgimento regionale.
Scenari futuri e le variabili per il 2040
Tra le variabili da tenere d’occhio per il 2040 c’è il possibile ritorno della Russia sullo scacchiere internazionale: Mosca sicuramente chiederà sia le Olimpiadi estive (già ottenute nel 1980) che quelle invernali (Sochi 2014) e può contare su infrastrutture e impianti praticamente già pronti. Da non trascurare, inoltre, le origini della neopresidente del CIO, Kirsty Coventry, proveniente dallo Zimbabwe, entusiasta dell’organizzazione italiana. A questo va aggiunto il grande desiderio di tanti paesi africani di ospitare le Olimpiadi. I Giochi olimpici estivi giovanili ad ottobre a Dakar (Senegal) saranno sicuramente un importante test. Il Marocco, il Sudafrica, lo stesso Egitto sono paesi ad alta vocazione sportiva globale e non settoriale come potrebbero essere Kenya ed Etiopia, ‘capitali’ del mezzofondo per l’atletica leggera. La corsa per i Giochi del domani è già iniziata.

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