• 22 Febbraio 2026 22:47

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Sipario sui Giochi di Milano-Cortina: “Olimpiade da 30 e lode”

Feb 22, 2026

AGI – La sintesi migliore viene dal presidente del Coni Luciano Buonfiglio: “Un’Olimpiade da 30 e lode. Trenta sono le medaglie e la lode è perché ha funzionato tutto”. A poche ore dalla cerimonia di chiusura all’Arena di Verona è stato il giorno delle conferenze stampa finali dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina. Prima quella del numero uno del Coni, poi quella del presidente e amministratore delegato di Fondazione Milano Cortina, rispettivamente Giovanni Malagò e Andrea Varnier. Differenti bilanci, differenti punti di vista ma lo stesso giudizio.

“È stato un continuo evolversi di entusiasmo, abbiamo mostrato la nostra capacità organizzativa, la nostra capacità di fare sistema sportivo” ha raccontato Buonfiglio elogiando lo sport azzurro, ora nella Top 4 olimpica assoluta. “Se mettiamo insieme i risultati di Parigi e i risultati di questa Olimpiade di Milano Cortina, vi posso confermare che siamo tra i primi quattro Paesi al mondo – ha sottolineato – questi risultati non nascono per caso. Posso dire oggi con serenità che prima dell’inizio dei Giochi, sulla base delle nostre proiezioni, c’era un’alta capacità di andare a medaglia in quasi tutte le discipline”.

 

 

Ma oggi è stata la volta anche del bilancio dell’organizzatrice dei Giochi, la Fondazione Milano Cortina, arrivata in sala stampa a conclusione della 145esima sessione del CIO che le ha tributato una standing ovation, un gesto per nulla scontato se si considera che, come spiegato da Giovanni Malagò, “a detta di chi ha più esperienza di me non c’è mai stata nella storia delle sessioni una standing ovation così””. Per Malagò, termina un’edizione dei Giochi che corona “anni complicati”, ma di fronte ai quali “non ci siamo nascosti dietro agli alibi”. “La stragrande maggioranza degli italiani credeva in questo progetto, ma spesso si sente di più chi ha qualcosa contro. Penso che sia stato uno spot formidabile del nostro Paese” ha poi aggiunto ringraziando “due soggetti che non sono stati sufficientemente nominati”: i due Ministeri coinvolti (Interni e Difesa) che “hanno dato un gran supporto” e “Christophe Dubi (Olympic Games Executive Director, ndr), senza il quale questi Giochi non avrebbero avuto questo successo”.

Con 1,3 milioni di biglietti venduti complessivamente e un’occupazione media dell’88% (“con un vero sold out per lo sci alpinismo al suo debutto”) è stato un grande successo anche secondo l’AD di Milano Cortina Andrea Varnier. “Sono i primi Giochi diffusi, l’abbiamo detto molte volte. È un modello di cui siamo orgogliosi pionieri. Abbiamo dato prova che è un modello che può funzionare, e ha funzionato dal punto di vista operativo” ha spiegato. Parole cui hanno fatto eco quelle del presidente che ha ribadito che sostenibilità e modello diffuso saranno il futuro dei Giochi. “Abbiamo fatto di necessità virtù, non avevamo alternative, ma ci siamo buttati con coraggio sul modello diffuso – ha spiegato nel corso della conferenza stampa – Il futuro credo sia questo”.

I numeri dell’organizzazione e il successo dei giochi

I numeri forniti dall’amministratore delegato rendono poi l’idea della macchina organizzativa che ha reso possibile le 224 sessioni sportive viste dal 6 febbraio ad oggi. Tra le curiosità raccontate da Andrea Varnier ci sono quelle legate al cibo. Nei Villaggi Olimpici (i 3 principali di Milano, Cortina e Predazzo e i 3 più piccoli allestiti nelle altre location) sono stati occupati 5560 letti e consumati ogni giorno mediamente 365kg di pasta, 10mila uova, 8mila caffè, 60kg di Grana Padano e 12mila fette di pizza. “Hanno fatto un calcolo: se mettessimo uno in cima all’altro tutti i vassoi utilizzati faremmo una torre alta 60km, circa 18 volte l’altezza delle Tofane” ha spiegato. Lo staff organizzativo ha contato 1.700 persone del comitato organizzatore più altre 3.000 persone di “staff temporaneo”, ovvero addetti ai campi di gara. Un team composto per il “70% da under40, provenienti da 62 nazionalità, “un record notevole segno di ricchezza, di esperienze, di mentalità e di idee”, ha spiegato. L’Italia ovviamente la fa da padrone con il 70% ma una buona rappresentanza è arrivata anche dalla Francia (12%) “evidente eredità dei recenti Giochi di Parigi”. Per quanto riguarda invece i volontari questi sono 18mila tra Olimpiadi e Paralimpiadi su 130mila domande ricevute. Superato il gender balance degli atleti con il 51% delle volontarie donne e con il 48% del totale al di sotto dei 35 anni. “Qui le nazionalità sono 98 – ha infine concluso Varnier – abbiamo avuto più nazionalità tra i volontari che tra i Comitati Olimpici nazionali partecipanti ai giochi. Un dato eccezionale”. Numeri impressionanti che culminano con due “medaglie” del tutto particolari per l’Italia: l’Ordine Olimpico in oro, la più alta onorificenza del CIO, conferiti al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e alla premier, Giorgia Meloni.

 

AGI – La sintesi migliore viene dal presidente del Coni Luciano Buonfiglio: “Un’Olimpiade da 30 e lode. Trenta sono le medaglie e la lode è perché ha funzionato tutto”. A poche ore dalla cerimonia di chiusura all’Arena di Verona è stato il giorno delle conferenze stampa finali dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina. Prima quella del numero uno del Coni, poi quella del presidente e amministratore delegato di Fondazione Milano Cortina, rispettivamente Giovanni Malagò e Andrea Varnier. Differenti bilanci, differenti punti di vista ma lo stesso giudizio.
“È stato un continuo evolversi di entusiasmo, abbiamo mostrato la nostra capacità organizzativa, la nostra capacità di fare sistema sportivo” ha raccontato Buonfiglio elogiando lo sport azzurro, ora nella Top 4 olimpica assoluta. “Se mettiamo insieme i risultati di Parigi e i risultati di questa Olimpiade di Milano Cortina, vi posso confermare che siamo tra i primi quattro Paesi al mondo – ha sottolineato – questi risultati non nascono per caso. Posso dire oggi con serenità che prima dell’inizio dei Giochi, sulla base delle nostre proiezioni, c’era un’alta capacità di andare a medaglia in quasi tutte le discipline”.
 

 
Ma oggi è stata la volta anche del bilancio dell’organizzatrice dei Giochi, la Fondazione Milano Cortina, arrivata in sala stampa a conclusione della 145esima sessione del CIO che le ha tributato una standing ovation, un gesto per nulla scontato se si considera che, come spiegato da Giovanni Malagò, “a detta di chi ha più esperienza di me non c’è mai stata nella storia delle sessioni una standing ovation così””. Per Malagò, termina un’edizione dei Giochi che corona “anni complicati”, ma di fronte ai quali “non ci siamo nascosti dietro agli alibi”. “La stragrande maggioranza degli italiani credeva in questo progetto, ma spesso si sente di più chi ha qualcosa contro. Penso che sia stato uno spot formidabile del nostro Paese” ha poi aggiunto ringraziando “due soggetti che non sono stati sufficientemente nominati”: i due Ministeri coinvolti (Interni e Difesa) che “hanno dato un gran supporto” e “Christophe Dubi (Olympic Games Executive Director, ndr), senza il quale questi Giochi non avrebbero avuto questo successo”.
Con 1,3 milioni di biglietti venduti complessivamente e un’occupazione media dell’88% (“con un vero sold out per lo sci alpinismo al suo debutto”) è stato un grande successo anche secondo l’AD di Milano Cortina Andrea Varnier. “Sono i primi Giochi diffusi, l’abbiamo detto molte volte. È un modello di cui siamo orgogliosi pionieri. Abbiamo dato prova che è un modello che può funzionare, e ha funzionato dal punto di vista operativo” ha spiegato. Parole cui hanno fatto eco quelle del presidente che ha ribadito che sostenibilità e modello diffuso saranno il futuro dei Giochi. “Abbiamo fatto di necessità virtù, non avevamo alternative, ma ci siamo buttati con coraggio sul modello diffuso – ha spiegato nel corso della conferenza stampa – Il futuro credo sia questo”.
I numeri dell’organizzazione e il successo dei giochi
I numeri forniti dall’amministratore delegato rendono poi l’idea della macchina organizzativa che ha reso possibile le 224 sessioni sportive viste dal 6 febbraio ad oggi. Tra le curiosità raccontate da Andrea Varnier ci sono quelle legate al cibo. Nei Villaggi Olimpici (i 3 principali di Milano, Cortina e Predazzo e i 3 più piccoli allestiti nelle altre location) sono stati occupati 5560 letti e consumati ogni giorno mediamente 365kg di pasta, 10mila uova, 8mila caffè, 60kg di Grana Padano e 12mila fette di pizza. “Hanno fatto un calcolo: se mettessimo uno in cima all’altro tutti i vassoi utilizzati faremmo una torre alta 60km, circa 18 volte l’altezza delle Tofane” ha spiegato. Lo staff organizzativo ha contato 1.700 persone del comitato organizzatore più altre 3.000 persone di “staff temporaneo”, ovvero addetti ai campi di gara. Un team composto per il “70% da under40, provenienti da 62 nazionalità, “un record notevole segno di ricchezza, di esperienze, di mentalità e di idee”, ha spiegato. L’Italia ovviamente la fa da padrone con il 70% ma una buona rappresentanza è arrivata anche dalla Francia (12%) “evidente eredità dei recenti Giochi di Parigi”. Per quanto riguarda invece i volontari questi sono 18mila tra Olimpiadi e Paralimpiadi su 130mila domande ricevute. Superato il gender balance degli atleti con il 51% delle volontarie donne e con il 48% del totale al di sotto dei 35 anni. “Qui le nazionalità sono 98 – ha infine concluso Varnier – abbiamo avuto più nazionalità tra i volontari che tra i Comitati Olimpici nazionali partecipanti ai giochi. Un dato eccezionale”. Numeri impressionanti che culminano con due “medaglie” del tutto particolari per l’Italia: l’Ordine Olimpico in oro, la più alta onorificenza del CIO, conferiti al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e alla premier, Giorgia Meloni.
 

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