• 22 Febbraio 2026 9:53

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Dormire in auto, quando è permesso e quando scatta la sanzione

Feb 22, 2026

In Italia non esiste una norma che vieti di dormire dentro un’auto. Il Codice della Strada non punisce il sonno in quanto tale ma guarda piuttosto al comportamento del veicolo sulla strada. A contare sono il luogo, la modalità e le conseguenze sulla circolazione.

Se l’auto è in sosta in un’area dove è ammessa e non crea intralcio o pericolo, il riposo del conducente non trasforma la situazione in un illecito. All’opposto, se l’automobilista arresta il veicolo dove la fermata o la sosta sono vietate oppure se la permanenza assume tratti stabili che somigliano a un’occupazione dello spazio pubblico si entra sul terreno dell’illecito ovvero della contestazione.

Fermata e sosta, perché è importante la differenza

L’articolo 157 del Codice della Strada è il punto da cui partire quando si parla di dormire in auto. La fermata è una sospensione temporanea e brevissima della marcia con il conducente presente e pronto a ripartire. La sosta è una sospensione protratta nel tempo con possibilità di allontanamento del conducente. Se il guidatore si addormenta, anche senza scendere, la disponibilità immediata a riprendere la marcia viene meno e nella pratica si sta collocando nella sosta.

La multa scatta perché il conducente si è fermato in un punto in cui la fermata o la sosta sono vietate oppure perché sta creando un rischio o un intralcio. L’articolo 158 è esplicito nell’elencare i luoghi in cui fermata e sosta sono vietate. Molti di questi luoghi coincidono con le soste comode di chi è stanco: gallerie, sottovia, curve, dossi, prossimità di passaggi a livello e vari altri punti critici dove un veicolo fermo riduce la sicurezza o la fluidità della circolazione. Più esattamente, Codice della Strada alla mano, la fermata e la sosta sono vietate:

in corrispondenza o in prossimità dei passaggi a livello e sui binari di linee ferroviarie o tramviarie o così vicino a essi da intralciarne la marcia;
nelle gallerie, nei sottovia, sotto i sovrapassaggi, sotto i fornici e i portici;
sui dossi e nelle curve e, fuori dei centri abitati e sulle strade urbane di scorrimento, anche in loro prossimità;
in prossimità e in corrispondenza di segnali stradali verticali e semaforici in modo da occultarne la vista, nonché in corrispondenza dei segnali orizzontali di preselezione e lungo le corsie di canalizzazione;
fuori dei centri abitati, sulla corrispondenza e in prossimità delle aree di intersezione;
nei centri abitati, sulla corrispondenza delle aree di intersezione e in prossimità delle stesse a meno di 5 metri dal prolungamento del bordo più vicino della carreggiata trasversale;
sui passaggi e attraversamenti pedonali e sui passaggi per ciclisti, nonché’ sulle piste ciclabili e agli sbocchi delle medesime;
sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione;
negli spazi riservati alla fermata e alla sosta dei veicoli elettrici;
negli spazi riservati alla ricarica dei veicoli elettrici.

Se ci si piazza lì si sta scegliendo un posto che la norma considera pericoloso a prescindere. La sosta di un veicolo è poi vietata:

allo sbocco dei passi carrabili;
dovunque venga impedito di accedere ad un altro veicolo regolarmente in sosta, oppure lo spostamento di veicoli in sosta;
in seconda fila, salvo che si tratti di veicoli a due ruote;
negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata degli autobus, dei filobus e dei veicoli circolanti su rotaia e, ove questi non siano delimitati, a una distanza dal segnale di fermata inferiore a 15 metri, nonché negli spazi riservati allo stazionamento dei veicoli in servizio di piazza;
negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata dei veicoli adibiti al trasporto scolastico;
sulle aree destinate al mercato e ai veicoli per il carico e lo scarico di cose, nelle ore stabilite;
sulle banchine, salvo diversa segnalazione;
negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli per persone invalide e in corrispondenza degli scivoli o dei raccordi tra i marciapiedi, rampe o corridoi di transito e la carreggiata utilizzati dagli stessi veicoli;
negli spazi riservati alla sosta dei veicoli a servizio delle donne in stato di gravidanza o di genitori con un bambino di età non superiore a due anni muniti di permesso rosa;
nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici;
nelle aree pedonali urbane;
nelle zone a traffico limitato per i veicoli non autorizzati;
negli spazi asserviti ad impianti o attrezzature destinate a servizi di emergenza o di igiene pubblica indicati dalla apposita segnaletica;
davanti ai cassonetti dei rifiuti urbani o contenitori analoghi;
limitatamente alle ore di esercizio, in corrispondenza dei distributori di carburante ubicati sulla sede stradale e in loro prossimità sino a 5 metri prima e dopo le installazioni destinate all’erogazione;
nelle aree riservate ai veicoli per il carico e lo scarico di merci, nelle ore stabilite.

Il posto giusto per riposare

Un parcheggio regolare, un’area di sosta autorizzata o una piazzola dove la sosta è consentita sono contesti in cui la presenza dell’automobilista è compatibile con la funzione del luogo e non altera la circolazione. Fuori dai centri abitati la regola generale impone di collocare i veicoli fuori dalla carreggiata quando possibile e comunque vicino al margine destro in modo da non trasformare il riposo in un ostacolo.

Autostrada, corsia di emergenza e piazzole

In autostrada il riposo è più frequente e necessario perché la fatica al volante è in genere maggiore. L’articolo 175 del Codice della Strada stabilisce che nelle aree di servizio, nelle aree di parcheggio e in ogni altra pertinenza autostradale è vietato lasciare il veicolo in sosta per più di 24 ore, al netto delle eccezioni previste per aree attrezzate specifiche. Scaduto il termine è prevista la rimozione coattiva.

Vale la pena ricordare che per l’articolo 176 la sosta d’emergenza nelle apposite corsie deve durare il tempo strettamente necessario a superare l’emergenza e non può protrarsi oltre tre ore. La possibilità di rimozione coattiva diventa altrimenti una delle opzioni.

Quando nascono i problemi

C’è una trappola in cui è facile cadere soprattutto di notte, quando l’area di servizio è piena o quando si vuole evitare di uscire dall’autostrada: fermarsi in corsia di emergenza o trattare la sosta d’emergenza come un parcheggio.

I problemi nascono però dalla trasformazione della sosta in pernottamento organizzato. Quando parla di autocaravan, il Codice della Strada offre una bussola per capire lo spirito che guida le decisioni. La sosta non è campeggio se il veicolo resta sulle ruote, non emette deflussi e non occupa la sede stradale oltre il proprio ingombro. Questo principio, anche se riferito agli autocaravan, spiega cosa fa scattare l’attenzione quando si dorme in auto.

In questo contesto i Comuni conservano gli strumenti per regolamentare la circolazione e la sosta in aree specifiche, con limitazioni orarie, divieti e discipline. L’articolo 7 del Codice della Strada è il primo riferimento che legittima le regolazioni locali.

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