AGI – Più di una partita di hockey su ghiaccio: la finale olimpica maschile tra Stati Uniti e Canada in programma domani alle 14.10 all’Arena Santa Giulia a Milano mette di fronte due superpotenze di questo sport ma soprattutto due vicini dai rapporti mai così gelidi.
La guerra sui dazi, con Donald Trump che accusa Ottawa di favorire la Cina, questo mese ha visto il presidente americano minacciare di portarli al 100% e di bloccare l’apertura del ponte sospeso tra Michigan e Ontario intitolato proprio a un giocatore di hockey, il canadese Gordie Howe, che giocò a lungo per Detroit. In campo ci sarà un’infinita costellazione di stelle che brillano nella mitica National Hockey League a cui partecipano Canada e Stati Uniti. In America e in Europa, peraltro, l’hockey sta spopolando anche in tv grazie al successo di una serie canadese su Hbo Max, la storia di un amore proibito tra due campioni, uno russo e l’altro di origini giapponesi, il cui titolo “Heated Rivalry” (infuocata rivalità) ben si attaglierebbe a questa sfida. Gli Usa inseguono l’oro a cinque cerchi da quasi mezzo secolo e potrebbero trovarlo esattamente 46 anni dopo.
La data del 22 febbraio ha ancora una volta la possibilità di essere incisa nella storia dell’hockey perché fu quello il giorno del 1980 in cui si compì il “miracolo sul ghiaccio” di Lake Placid, ovvero il trionfo di Mike Eruzione e di una nazionale di giovanissimi sull’Unione Sovietica (4-3). Per gli Usa sarebbe il terzo trionfo olimpico dopo Squaw Valley ’60, il “miracolo dimenticato”, e Lake Placid ’80. Le altre medaglie sono state otto argenti e un bronzo.
I precedenti olimpici
È la settima volta nella storia dei Giochi che Usa e Canada si affrontano nel match che vale la medaglia d’oro. Netta la supremazia delle foglie d’acero con cinque successi, di cui due, quelli di Salt Lake City 2002 e Vancouver 2010 con le due nazionali griffate da giocatori dell’Nhl. L’Nhl è rimasta ferma per la prima volta – ovvero per fornire i giocatori alle rispettive nazionali per i Giochi olimpici – a Nagano ’98 e l’ultima, prima di Milano Cortina 2026, a Sochi 2014. Gli Stati Uniti, che nel maggio dello scorso anno si erano laureati campioni del mondo dopo ben 92 anni, non salgono sul podio olimpico da 16 anni.
Le stelle in campo
Le stelle tra le stelle del Team Usa sono sicuramente il “goalie” Connor Hellebuyck dei Winnipeg Jets, il difensore Quinn Hughes dei Minnesota Wild e Zach Werenski dei Columbus Blue Jackets, e gli attaccanti Auston Matthews dei Toronto Maple Leafs e Brady Tkachuk degli Ottawa Senators. Team Canada, forte di nove ori olimpici (1920, 1924, 1928, 1932, 1948, 1952, 2002, 2010 e 2014) e di un totale di 16 medaglie, risponderà con altrettanti fuoriclasse e tutti, tranne Sidney Crosby (oro a Vancouver) e Drew Doughty (oro a Sochi), debuttanti ai Giochi. I 25 convocati hanno vinto complessivamente 22 Stanley Cup, otto medaglie d’oro ai Mondiali e dieci medaglie d’oro ai Mondiali juniores. A blindare la porta sarà, scelta tecnica dell’ultima ora, il goalie Jordan Binnington dei St. Louis Blues. I grandi nomi sono i difensori Doughty dei Los Angeles Kings e Cale Makar dei Colorado Avalanche, e gli attaccanti Macklin Celebrini (19 anni) dei San Jose Sharks, Connor McDavid degli Edmonton Oilers, e Nathan MacKinnon dei Colorado Avalanche.
Numeri e ospiti sugli spalti
Le due nazionali nordamericane si sono incontrate 19 volte alle Olimpiadi con il Canada che ha ottenuto un record di 12 vittorie, 4 sconfitte e 3 pareggi. L’ultima volta che si sono affrontate è stato nel turno preliminare dei Giochi di Pechino 2022, con gli Stati Uniti che hanno vinto 4 a 2. L’ultimo incontro a eliminazione diretta tra le due squadre risale alle semifinali di Sochi 2014, vinto dal Canada per 1 a 0. Domani sugli spalti sono attesi, oltre ai manager dei giocatori e ai rappresentanti delle franchigie della Nhl, anche diverse leggende, su tutte Wayne Gretzky e Mark Messier, compagni di squadra ai tempi degli Edmonton Oilers negli anni ’80 con il primo vincitore di quattro Stanley Cup e il secondo addirittura sei. Ci sarà anche il capo dell’Fbi, Kash Patel, grande appassionato di questo sport.
AGI – Più di una partita di hockey su ghiaccio: la finale olimpica maschile tra Stati Uniti e Canada in programma domani alle 14.10 all’Arena Santa Giulia a Milano mette di fronte due superpotenze di questo sport ma soprattutto due vicini dai rapporti mai così gelidi.
La guerra sui dazi, con Donald Trump che accusa Ottawa di favorire la Cina, questo mese ha visto il presidente americano minacciare di portarli al 100% e di bloccare l’apertura del ponte sospeso tra Michigan e Ontario intitolato proprio a un giocatore di hockey, il canadese Gordie Howe, che giocò a lungo per Detroit. In campo ci sarà un’infinita costellazione di stelle che brillano nella mitica National Hockey League a cui partecipano Canada e Stati Uniti. In America e in Europa, peraltro, l’hockey sta spopolando anche in tv grazie al successo di una serie canadese su Hbo Max, la storia di un amore proibito tra due campioni, uno russo e l’altro di origini giapponesi, il cui titolo “Heated Rivalry” (infuocata rivalità) ben si attaglierebbe a questa sfida. Gli Usa inseguono l’oro a cinque cerchi da quasi mezzo secolo e potrebbero trovarlo esattamente 46 anni dopo.
La data del 22 febbraio ha ancora una volta la possibilità di essere incisa nella storia dell’hockey perché fu quello il giorno del 1980 in cui si compì il “miracolo sul ghiaccio” di Lake Placid, ovvero il trionfo di Mike Eruzione e di una nazionale di giovanissimi sull’Unione Sovietica (4-3). Per gli Usa sarebbe il terzo trionfo olimpico dopo Squaw Valley ’60, il “miracolo dimenticato”, e Lake Placid ’80. Le altre medaglie sono state otto argenti e un bronzo.
I precedenti olimpici
È la settima volta nella storia dei Giochi che Usa e Canada si affrontano nel match che vale la medaglia d’oro. Netta la supremazia delle foglie d’acero con cinque successi, di cui due, quelli di Salt Lake City 2002 e Vancouver 2010 con le due nazionali griffate da giocatori dell’Nhl. L’Nhl è rimasta ferma per la prima volta – ovvero per fornire i giocatori alle rispettive nazionali per i Giochi olimpici – a Nagano ’98 e l’ultima, prima di Milano Cortina 2026, a Sochi 2014. Gli Stati Uniti, che nel maggio dello scorso anno si erano laureati campioni del mondo dopo ben 92 anni, non salgono sul podio olimpico da 16 anni.
Le stelle in campo
Le stelle tra le stelle del Team Usa sono sicuramente il “goalie” Connor Hellebuyck dei Winnipeg Jets, il difensore Quinn Hughes dei Minnesota Wild e Zach Werenski dei Columbus Blue Jackets, e gli attaccanti Auston Matthews dei Toronto Maple Leafs e Brady Tkachuk degli Ottawa Senators. Team Canada, forte di nove ori olimpici (1920, 1924, 1928, 1932, 1948, 1952, 2002, 2010 e 2014) e di un totale di 16 medaglie, risponderà con altrettanti fuoriclasse e tutti, tranne Sidney Crosby (oro a Vancouver) e Drew Doughty (oro a Sochi), debuttanti ai Giochi. I 25 convocati hanno vinto complessivamente 22 Stanley Cup, otto medaglie d’oro ai Mondiali e dieci medaglie d’oro ai Mondiali juniores. A blindare la porta sarà, scelta tecnica dell’ultima ora, il goalie Jordan Binnington dei St. Louis Blues. I grandi nomi sono i difensori Doughty dei Los Angeles Kings e Cale Makar dei Colorado Avalanche, e gli attaccanti Macklin Celebrini (19 anni) dei San Jose Sharks, Connor McDavid degli Edmonton Oilers, e Nathan MacKinnon dei Colorado Avalanche.
Numeri e ospiti sugli spalti
Le due nazionali nordamericane si sono incontrate 19 volte alle Olimpiadi con il Canada che ha ottenuto un record di 12 vittorie, 4 sconfitte e 3 pareggi. L’ultima volta che si sono affrontate è stato nel turno preliminare dei Giochi di Pechino 2022, con gli Stati Uniti che hanno vinto 4 a 2. L’ultimo incontro a eliminazione diretta tra le due squadre risale alle semifinali di Sochi 2014, vinto dal Canada per 1 a 0. Domani sugli spalti sono attesi, oltre ai manager dei giocatori e ai rappresentanti delle franchigie della Nhl, anche diverse leggende, su tutte Wayne Gretzky e Mark Messier, compagni di squadra ai tempi degli Edmonton Oilers negli anni ’80 con il primo vincitore di quattro Stanley Cup e il secondo addirittura sei. Ci sarà anche il capo dell’Fbi, Kash Patel, grande appassionato di questo sport.