• 20 Febbraio 2026 15:56

Corriere NET

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Dopo le maniglie a scomparsa, la Cina mette nel mirino i volanti a cloche

Feb 20, 2026

In un’epoca in cui il design automobilistico sembrava pronto a prendere delle direzioni inaspettate, Pechino ha deciso di tirare il freno a mano. La Cina, che oggi è il mercato di riferimento per l’auto elettrica e l’innovazione tecnologica, sta assumendo un ruolo sorprendente: quello del “vigile” severo. Dopo aver messo nel mirino le maniglie retrattili (ritenute pericolose in caso di emergenza per i soccorritori), il governo locale punta ora i riflettori su un altro feticcio dei marchi hi-tech: il volante a cloche, o “yoke”.

La sicurezza prima del design: il “no” della Cina

A Pechino, gli uffici del ministero dell’Industria e dell’Informatica (MIIT) adottano una posizione dura. Nella nuova bozza dello standard nazionale si imputa ai volanti dalle forme simili a quelle della cloche di un aereo di non garantire un livello di protezione adeguato. Se questo regolamento dovesse passare – e la data fissata è il 1° gennaio 2027 – per molte Case automobilistiche scatterebbe l’allarme.

Getty ImagesVolanti a cloche: la Cina si oppone

In cima alla lista dei “colpiti” c’è ovviamente Tesla. Elon Musk ha puntato moltissimo sullo “yoke”, trasformandolo quasi in uno status symbol per le potentissime versioni Plaid, ma la stretta andrebbe a travolgere anche quei marchi cinesi che, per rincorrere un’idea di abitacolo minimalista e super tecnologico, hanno sacrificato la classica forma circolare. Per il governo del Paese asiatico, però, il design futuristico potrebbe avere delle ripercussioni sull’incolumità dei conducenti.

Il problema dell’airbag

I tecnici del ministero definiscono il volante circolare una struttura fondamentale di protezione: in caso di incidente, distribuisce l’energia dell’impatto grazie all’ampia superficie di ammortizzazione, a differenza delle “cloche”, che lasciano scoperte zone critiche. Nel secondo caso, il guidatore rischia, infatti, di scivolare in avanti senza trovare il supporto della corona superiore, andando a colpire le parti rigide della struttura o le componenti della plancia. Inoltre, il cuscino salvavita potrebbe non aprirsi in modo simmetrico o trovare una base d’appoggio stabile, e perdere dunque efficacia. Ancora peggio, la struttura ridotta non riuscirebbe a trattenere eventuali frammenti metallici o plastici scaturiti dall’esplosione del modulo, proiettandoli verso il torace o il volto del conducente con delle possibili conseguenze gravi per le persone a bordo.

Standard impossibili da superare

La nuova normativa cinese, già entrata a gamba tesa sulle maniglie a scomparsa, stabilisce che i test di impatto debbano essere effettuati in 10 punti specifici della corona e se il volante non ha una struttura fisica in quei punti, la prova fallisce in automatico. Di fatto, la legge mette all’angolo lo “yoke”: poiché mancano la parte superiore e spesso quella inferiore, è fisicamente impossibile soddisfare i criteri richiesti.

In aggiunta alle perplessità sulla sicurezza passiva, molti proprietari cinesi di vetture elettriche hanno lamentato difficoltà nelle manovre comuni, come i parcheggi o le inversioni a U, dove l’assenza della parte superiore del volante rende la presa incerta. La Repubblica Popolare sembra approvare l’innovazione, a patto di non trasformare l’abitacolo in una trappola estetica. Resta da vedere se l’Europa e gli Stati Uniti seguiranno questa scia, riportando il “vecchio” cerchio al centro della nostra esperienza di guida.

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