Il rombo si è spento, e stavolta il silenzio fa male davvero. Arriva come un pugno nello stomaco la notizia della morte di Eric Dane, a soli 53 anni, a causa della SLA. Amato volto di popolari serie TV, e – cosa che forse non tutti sanno – appassionato di auto. Conosciuto soprattutto per i ruoli del magnetico Mark Sloan in Grey’s Anatomy e del tormentato Cal Jacobs in Euphoria, l’attore coronò un sogno a quattro ruote, assicurandosi una delle Ferrari FF del 2012, tra le creature di Maranello più chiacchierate e affascinanti mai prodotte. Esattamente come lui, che aveva il gusto del bello, e non esitava a ricordarlo in ogni occasione sul suo bolide da oltre 260.000 euro.
Una Rossa per la vita vera: la Ferrari FF
Siamo onesti: quando il Cavallino presentò la FF nel 2012, i puristi ebbero da ridire. Una Ferrari con il portellone? Una Ferrari a trazione integrale? Sembrava un’eresia. Eppure, Eric Dane, che di etichette non ha mai voluto saperne, aveva colto immediatamente l’essenza della shooting brake, un incrocio genetico tra una coupé cattiva e una station wagon elegante.
Il mezzo ideale per un uomo che voleva il “pacchetto completo”, dai viaggi con la famiglia a emozionanti scariche di adrenalina in solitaria sull’asfalto. Sotto il cofano batteva un dodici cilindri da 6.3 litri e 651 CV, che permetteva uno scatto da 0 a 100 km/h in 3,7 secondi, gestibile anche sul bagnato o su un sentiero di montagna grazie al rivoluzionario sistema di trazione integrale 4RM.
La cura per la sua auto
Salire sull’auto di Eric Dane era un po’ come sbirciare all’interno del suo camerino. Dentro quella carrozzeria muscolosa disegnata da Pininfarina, la star del piccolo schermo non aveva voluto inserire nessun elemento azzardato. Alla pelle pieno fiore da artigianato italiano si univano inserti in carbonio, un promemoria sulle potenzialità stradali del mezzo, e la plancia rivolta verso il pilota faceva sentire il conducente padrone incontrastato. Nella visione di Eric, la vettura era un prolungamento della propria personalità: solida, complessa, mai banale.
La filosofia progettuale di quella Ferrari gli somigliava. Allo stesso tempo aveva la capacità di essere aggressiva e rassicurante, prestarsi alle necessità del divo sul red carpet e quelle del padre che caricava la spesa nel bagagliaio da 450 litri. In un servizio di Today si apprende anche di un secondo veicolo nel garage dell’attore, popolare oltreoceano: il GMC Yukon. Senza voler nulla togliere al fuoristrada, la FF sembrava la avessero cucita su misura all’attore.
In questo dualismo risiede l’eredità di Eric Dane come automobilista: la capacità di scegliere l’eccellenza tecnica abbracciando pienamente la sostanza della vita quotidiana. La sua FF del 2012 era l’impronta su strada di un uomo proiettato a godersi il viaggio quanto la destinazione. Da adesso quel sedile in pelle pieno fiore resta vuoto e il garage di Hollywood si fa improvvisamente silenzioso, ma di lui ci resta l’immagine al volante, con il braccio fuori dal finestrino e il V12 ruggente verso l’orizzonte, consapevole che lo stile autentico possiede l’eternità: gli basta la memoria di una corsa perfetta.