• 17 Febbraio 2026 22:49

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Omicidio Mansouri, altri quattro poliziotti indagati a Milano

Feb 17, 2026

AGI – Quattro poliziotti sono indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso dalla Procura di Milano nell’inchiesta sull’omicidio di Abderrahim Mansouri, colpito da un proiettile durante un controllo antidroga nella zona di Rogoredo a Milano il 26 gennaio scorso.

Il pm Giovanni Tarzia ha inviato in queste ore gli inviti a comparire per i quattro indagati che saranno interrogati nei prossimi giorni. Prima di loro era stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio volontario Carmelo Cinturrino, l’agente del Commissariato Mecenate che aveva sparato il colpo di pistola mortale verso il giovane nordafricano che avrebbe impugnato una pistola a salve. Nei giorni scorsi era stata eseguita l’autopsia sul corpo di Mansouri i cui esiti erano stati interpretati in modo diverso dalle parti.

La ricostruzione dell’agente Carmelo Cinturrino

“Con un ispettore e un agente siamo andati a fare un giro all’interno dell’area boschiva,” aveva raccontato l’agente al pm. “Saranno state le 17:20 ed eravamo in penombra. I colleghi in divisa e l’agente sono rimasti con la persona arrestata vicino al gazebo; il cittadino straniero era in manette ed era una persona già nota al commissariato. A un certo punto da lontano vedo due figure che inizialmente si avvicinavano verso di noi, poi uno l’ho perso di vista mentre l’altro all’inizio l’ho perso di vista e poi l’ho rivisto di nuovo avvicinarsi e di nuovo fermarsi. Ho detto al collega in borghese che, essendo molto conosciuto in zona, era opportuno che mettessi il cappuccio per non farsi riconoscere.

La dinamica dello sparo

Quando siamo arrivati a circa 20 metri la persona si è fermata. Ci siamo qualificati dicendo ‘fermo, polizia’ e lui ha tirato fuori dalla tasca destra un’arma puntandomela contro. Io, che nel frattempo avevo aperto il giubbotto e avevo fatto un passo indietro per iniziare a rincorrerlo, ho estratto la pistola dalla fascia addominale e ho esploso un colpo in direzione del soggetto”.

La parte civile

“E’ assolutamente improbabile, se non impossibile, che Mansouri abbia puntato una pistola finta contro un poliziotto armato a meno che non volesse suicidarsi”. E’ il commento all’AGI dell’avvocato di parte civile, Debora Piazza, che assieme al collega Marco Romagnoli assiste i familiari di Mansouri dopo la notizia dell’indagine a carico di quattro poliziotti per la sparatoria di Rogoredo. “Alla fine di questa vicenda – prosegue – in molti, a cominciare dai politici, dovranno chiedere scusa in coro alla famiglia Mansouri per averlo definito delinquente e degno di morire e avere stabilito che si trattasse di un caso di legittima difesa e che non ci fosse bisogno nemmeno di indagare”.

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