• 17 Febbraio 2026 21:19

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Warner Bros, Paramount insiste con l’Opa ostile e rilancia

Feb 17, 2026

AGI – Nuovo colpo di scena nella partita per Warner Bros. Discovery (WBD). In campo restano Netflix, che ha già un accordo vincolante per l’acquisto, e Paramount, che insiste con un’OPA ostile. La novità è la finestra di sette giorni concessa da Netflix: una deroga limitata ad alcuni obblighi del merger agreement che permette a WBD di confrontarsi con Paramount dopo l’ultimo aggiustamento della proposta e verificare se il gruppo sia in grado di presentare un’offerta definitiva e superiore a quella del rivale.

Il board di WBD, pur aprendo la finestra negoziale, ha ribadito di restare favorevole all’operazione con Netflix e ha fissato al 20 marzo 2026 una riunione straordinaria per il voto degli azionisti sull’intesa, raccomandando di respingere la proposta concorrente. Nella comunicazione diffusa dalla società, WBD spiega che userà la settimana di colloqui per verificare se Paramount possa colmare le criticità e i punti ancora aperti dell’offerta e presentare una proposta vincolante con un maggiore valore per gli azionisti.

Prezzo e condizioni: l’offerta ostile di Paramount

Il confronto ruota soprattutto su prezzo e condizioni. Secondo le ricostruzioni dei media americani, Paramount ha lanciato un’offerta ostile sull’intero gruppo stimata intorno a 108 miliardi di dollari, includendo anche gli asset via cavo che non rientrerebbero nel perimetro dell’accordo con Netflix. Sempre secondo WBD, un “senior representative” di Paramount avrebbe indicato la disponibilità ad alzare il corrispettivo a 31 dollari per azione dai 30 attuali, a condizione di un ingaggio formale tra le parti, ma senza che a quel segnale facesse seguito, nell’immediato, un nuovo documento depositato con un prezzo rivisto. Il Financial Times riferisce che Paramount ha provato a rendere più attraente la propria proposta soprattutto attraverso “incentivi” e protezioni economiche, più che con un rialzo secco del prezzo: tra queste, l’impegno a coprire la penale da 2,8 miliardi di dollari che WBD dovrebbe riconoscere a Netflix in caso di rottura dell’accordo, e una “ticking fee” (un indennizzo per il ritardo) pari a 25 centesimi per azione per ogni trimestre in cui l’operazione non fosse ancora chiusa, a partire dal 2027, come compensazione nel caso in cui la chiusura slittasse per ragioni regolatorie.

Il nodo antitrust e la revisione regolatoria

Sul tavolo resta anche il capitolo antitrust. Paramount sostiene, nelle ricostruzioni di mercato, che la propria operazione avrebbe un percorso di approvazione più lineare rispetto a un’acquisizione da parte di Netflix. Quest’ultima, dal canto suo, ha contestato questa lettura e ha accusato Paramount di rappresentare in modo fuorviante il processo di revisione regolatoria e i rischi per gli azionisti. In parallelo, tra gli investitori di WBD circola l’idea che un’offerta alternativa credibile a Netflix dovrebbe salire almeno nell’area di 33 dollari per azione per essere presa in considerazione.

Il sostegno degli investitori e la governance

Nel contesto della partita, Paramount ha incassato il sostegno del fondo Ancora Holdings, che secondo le ricostruzioni ha preso una posizione rilevante su WBD e si è schierato contro l’accordo con Netflix. Il Financial Times riferisce che Paramount sta lavorando anche sul fronte della governance e sarebbe in contatto con investitori per sostenere l’ingresso in consiglio di amministrazione di candidati graditi, nel tentativo di rafforzare la propria posizione nella partita. Tra i nomi citati c’è Pentwater Capital Management, indicato come uno degli azionisti di riferimento di Warner Bros.

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