Il Mondiale di MotoGP è alle porte e già dopo i test in pista di Sepang i piloti hanno dato i primi feedback. La Ducati è ulteriormente migliorata con aggiornamenti mirati nell’anno in cui in top class gireranno i bolidi 1000cc per l’ultima volta. La Rossa continua a essere la più ambita del Paddock, sebbene nel 2025 sembra essere stata esaltata solo dalle doti straordinarie di Marc Marquez. Ma cosa si nasconde dietro al talento del 9 volte iridato spagnolo? Lo ha confessato Casey Stoner, due volte campione del mondo della classe regina, che ha analizzato nel dettaglio gli aspetti positivi della guida dell’attuale numero 1 della griglia.
Casey, proprio come Marc Marquez, ha vinto i suoi mondiali con Honda e Ducati, in un’epoca molto diversa per la Casa emiliana. La Desmosedici aveva una velocità di punta supersonica ma peccava nei tratti misti. Grazie alla proprietà tedesca di Audi, appartenente al potente Gruppo Volkswagen, e all’inserimento di un ingegnere geniale come Dall’Igna la squadra ha fatto il definitivo salto di qualità. Dal 2020 ad oggi la Ducati ha sempre comandato la graduatoria costruttori, dimostrando di essere nettamente più forte di Yamaha, Honda, Aprilia e KTM. Nel 2025 Marc Marquez ha demolito tutti i record storici, riuscendo a inanellare una serie quasi infinita di successi che ha annientato psicologicamente Pecco Bagnaia.
La forza in più di Marc Marquez
In molti ritengono che sia la spiccata personalità del catalano a fare la differenza nel box della Ducati. In realtà vi sono aspetti tecnici connessi allo stile con cui Marc riesce a guidare la Desmosedici. A confessarlo è Casey Stoner nel corso di una intervista concessa ai colleghi Crash per il lancio di Ride 6. L’australiano, dimenticando Pecco Bagnaia, si è soffermato sulla figura di Marc Marquez e ha dichiarato:
“Nessuno sembra capire cosa stia facendo per preservare le gomme. Vedono un Marc a una sola velocità, ma lui gioca una carta diversa ogni settimana. Quando il grip cala e l’elettronica entra maggiormente in gioco, lui ha ancora una percentuale di gomma migliore rispetto agli altri. Ed è lì che trova qualcosa che gli altri non riescono a trovare”.
Per Stoner il campione spagnolo è molto più analitico e paziente nella prima fase di Gran Premio per poi alzare il ritmo nella parte conclusiva. Quindi tende a sfruttare meno gli pneumatici all’ingresso in curva, sollevando prima la moto e stressando meno le mescole in accelerazione.
Il confronto con la F1
Per sviscerare il punto di forza di Marc Marquez, il pilota australiano ha tirato in ballo anche il quattro volte iridato Max Verstappen. Stoner ha aggiunto:
“I piloti migliori al momento, come Max Verstappen, quando montano gomme nuove dopo il pit stop impiegano diversi giri prima di spingere davvero. Questo permette loro di avere molta più prestazione nel finale dello stint. Può far durare le gomme molto più a lungo, al punto che quando l’elettronica entra in gioco e il livello di grip cala, il suo grip è ancora più alto perché è stato così delicato con loro all’inizio. E gliel’ho visto fare gara dopo gara. Se si torna indietro, si può vedere la sua pazienza con le gomme, a meno che non si trattasse di una gara o di una pista in cui sentiva di avere il ritmo per andare e prendere il comando, e in quel caso in un certo senso cambiava idea e faceva credere a tutti che non sapevano cosa stesse facendo”.
Marc Marquez sarebbe dotato di una intelligenza strategica in pista che nessun altro rider della MotoGP riesce a eguagliare. Nonostante sia stato costretto a saltare l’ultima parte di campionato a causa dell’infortunio alla scapola destra ha concluso con 257 punti in più di Bagnaia.