• 16 Febbraio 2026 12:57

Corriere NET

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Le auto con fermo amministrativo potranno essere rottamate: fine di un paradosso normativo

Feb 16, 2026

Da venerdì 20 febbraio scatta una vera e propria rivoluzione per il decoro urbano che avrà dei risvolti positivi anche per quanto riguarda le tasche degli italiani: milioni di veicoli finora “congelati” dal fermo amministrativo potranno finalmente essere rottamati e cancellati dai pubblici registri. Questa svolta normativa permette di sbloccare una situazione di stallo che riguardava circa 4 milioni di vetture, trasformando quello che era un peso burocratico e ambientale in un’opportunità di rinascita per le nostre città, garantendo al contempo una circolazione stradale più sicura grazie a norme più stringenti sui richiami tecnici.

La fine di un onere per i cittadini

La nuova legge rappresenta una vittoria per la collettività e una “piccola rivoluzione” attesa da tempo. Fino a oggi, i proprietari di mezzi sottoposti a fermo erano spesso intrappolati in un paradosso normativo: costretti a pagare il bollo e, in molti casi, l’assicurazione per veicoli di fatto inutilizzabili, senza alcuna possibilità di radiazione. Con l’entrata in vigore di queste misure, i cittadini possono finalmente sbarazzarsi di mezzi fatiscenti ed evitare costi fissi inutili. Sebbene questa scelta comporti la rinuncia a incentivi pubblici per l’acquisto di nuovi veicoli e non cancelli il debito pregresso con lo Stato, il vantaggio immediato è la cessazione di una spesa costante per un bene non più fruibile.

Un polmone verde per le città

L’impatto positivo più evidente riguarda la qualità della vita nei centri urbani. La presenza di carcasse abbandonate nelle strade o su terreni pubblici ha alimentato per anni il degrado e l’inquinamento. Grazie alla nuova normativa, i Comuni acquisiscono strumenti agili per rimuovere tempestivamente questi relitti, eliminando pericoli per la circolazione e per l’ambiente. Gli esperti definiscono queste auto abbandonate come vere e proprie “bombe ambientali”: nel tempo, infatti, rilasciano nel suolo oli minerali, carburanti residui, metalli pesanti e acidi delle batterie, contaminando le falde acquifere. La rimozione sistematica e la rottamazione controllata permettono di neutralizzare questi rischi e di abbattere la dispersione di microplastiche e residui tossici.

Sicurezza stradale e trasparenza tecnologica

Parallelamente alla pulizia urbana, il provvedimento introduce una tutela fondamentale per la salute pubblica attraverso una nuova gestione dei richiami delle Case automobilistiche. Dal 17 febbraio, una banca dati dedicata permette di monitorare le vetture che non effettuano gli interventi correttivi necessari entro due anni. In un mercato popolato da auto sempre più sofisticate, questo database offre a cittadini e forze di polizia uno strumento di trasparenza per verificare se un veicolo sia realmente sicuro. Si mette così fine al rischio che migliaia di proprietari circolino ignari su vetture potenzialmente pericolose, incentivando i produttori — soggetti a sanzioni fino a 60.000 euro — a rendere le informazioni sui richiami più puntuali ed efficaci.

Verso un’economia circolare efficiente

Oltre ai benefici sanitari, legati alla riduzione di emissioni tossiche derivanti da incendi accidentali di carcasse, la misura promuove la corretta gestione del “fine vita” del veicolo. Contrastare il fenomeno dei “missing vehicles” (i veicoli che scompaiono dai canali formali) significa recuperare una perdita economica stimata in 2,9 miliardi di euro a livello europeo. Riportare queste auto nei canali autorizzati assicura le operazioni obbligatorie di depollution, ovvero la rimozione preventiva di fluidi e componenti pericolosi, alimentando gli obiettivi di economia circolare. Questa riforma strutturale interviene su criticità presenti da anni, offrendo finalmente un futuro più pulito, ordinato e sicuro ai contesti urbani italiani.23

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