• 14 Febbraio 2026 15:12

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Test F1 Bahrain, Aston Martin: flop Newey? Come stanno davvero le cose

Feb 14, 2026

Aston Martin si trova al centro di un acceso dibattito. Critiche che hanno investito un’auto che sembra faticare a esprimere il potenziale, sia sul fronte della power unit che per quanto concerne il comparto aero-meccanico. È prematuro emettere verdetti definitivi, ma è possibile delineare le prime conclusioni, non trascurando un dato oggettivo: il team di Silverstone è in ritardo e l’assenza nei test di Barcellona con un solo giorno all’attivo si fa sentire. Vediamo il quadro della situazione.

Power Unit Honda: oltre le speculazioni e i falsi allarmi

Nella giornata di ieri, l’attenzione mediatica su Aston Martin ha raggiunto l’apice. Circolavano indiscrezioni infondate secondo le quali il propulsore sarebbe stato prossimo al cedimento strutturale superando la soglia degli 11.000 giri. Si tratta, evidentemente, di speculazioni prive di riscontro, così come le voci che definiscono il motore Honda un progetto fallimentare o quelle che attribuiscono ad Alonso dichiarazioni di resa anticipata sul 2026. Tale allarmismo appare del tutto ingiustificato e merita un’analisi più lucida.

Tuttavia, negare l’esistenza di criticità sarebbe altrettanto errato. Le problematiche sussistono eccome e sono in gran parte riconducibili al ritardo nello sviluppo della vettura. Una condizione che lo stesso Adrian Newey ha deliberatamente accettato e in parte voluto. La scelta di estendere i tempi di progettazione sino all’ultimo istante, infatti, era utile alla scuderia per sfruttate ogni occasione. Scenario che di riflesso ha comportato una serie di piccoli inconvenienti “di gioventù”.

Situazione affrontata dalle altre squadre in Catalunya, che si sono manifestati solo nei test di Sakhir per la scuderia diretta da Lawrence Stroll. La situazione non è certamente ottimale, come ha onestamente rimarcato Fernando Alonso. È necessario tempo per ottimizzare l’auto e ci sono diverse questioni tecniche legate al nuovo regolamento della Formula 1 non ancora digerite dal team. Una su tutte l’impianto frenante che sta creando un certo mal di testo ai tecnici vestiti di col british racing green.

Se la componente meccanica resta ovviamente un punto fermo, la frenata rigenerativa necessaria a ricaricare il super moto generatore da 475 cavalli assume ora un ruolo cruciale. Anche la riduzione della percentuale di carico aerodinamico influisce sensibilmente sulla dinamica del veicolo. Arrivati a questo punto dello scritto sorge spontaneo un quesito: in quale area la compagine diretta da Adrian Newey sta soffrendo maggiormente? Vediamo come e perché.

Il realismo di Alonso e Stroll tra nervosismo e sfide meccaniche

Lance Stroll è stato diretto nelle sue osservazioni dopo la prima sgambata in piste del mercoledì, arrivando addirittura ad affermare che l’elemento più riuscito della auto sia la livrea. Anche Fernando Alonso ha palesato un evidente nervosismo, manifestato attraverso una gestualità inequivocabile. Nonostante i volti tutt’altro che distesi dei tecnici, è doveroso operare dei distinguo: se per molti media la stagione 2026 appare già compromessa, la realtà dei fatti è ben diversa.

Aston Martin nutriva aspettative superiori? Indubbiamente. Tuttavia, questo avvio in salita è il risultato di contingenze non più modificabili. Osservando la AMR26 direttamente in pista, si percepisce una monoposto ancora lontana dalla piena maturità: ogni uscita è stata costellata da inconvenienti che hanno impedito ai piloti di inanellare giri consecutivi. La gestione dell’energia rimane un’incognita davvero importante e diverse anomalie sistemiche hanno frammentato il piano di lavoro.

In un simile scenario, il progresso risulta complesso. Sebbene si discuta molto del motore, una delle componenti più problematiche è stata la trasmissione. Il primo cambio interamente prodotto “in house” dal team è stato fortemente voluto da Newey per ottimizzare l’aerodinamica posteriore. Contesto che al momento rappresenta una sfida non ancora vinta. Analogo discorso vale per il differenziale e la frizione: occorre tempo per trovare la quadra e calibrare correttamente i vari settaggi.

Il fattore Newey: genio e innovazione estrema

Adrian resta la figura di riferimento nel panorama tecnico della Formula 1. La sua lunga carriera testimonia la capacità di incidere profondamente in ogni realtà in cui ha operato. Giunto alla soglia dei 67 anni, è impensabile che il suo talento sia appannato; al contrario, la sua esperienza è un valore assoluto e aggiunto, dove la sua visione aerodinamica non teme confronti. Resta pur vero che, storicamente, anche il genio di Stratford-upon-Avon è incorso in valutazioni talvolta troppo audaci.

La questione che anima il paddock è dunque questa: è possibile che Newey abbia deciso di estremizzare eccessivamente alcuni concetti, come la sospensione posteriore ancorata ai piloni dell’ala, e che al momento tali scelte stiano creando grattacapi? Potrebbe essere. Tuttavia solo le prossime settimane forniranno una risposta concreta. Nel frattempo, la fiducia nel tecnico britannico rimane immutata, considerando la sua storica capacità di correggere e raddrizzare progetti complessi.

Stando alle ultime indiscrezioni raccolte direttamente tra paddock e pit lane dalla nostra redazione, già dalla prossima settimana di test qui in Bahrain, Aston Martin potrebbe inserire alcune evoluzioni sulla monoposto. Questi primi tre giorni sono stati dedicati esclusivamente alla raccolta dati, senza intervenire in maniera drastica sul set-up. L’obiettivo dichiarato dai diretti interessati, infatti, era quello di comprendere il comportamento dell’auto in staccata e l’efficienza del sistema MGU-K, ambiti strettamente interconnessi.

È fondamentale trovare la giusta correlazione tra queste parti per non compromettere l’handling della monoposto e rendere molto faticoso il lavoro dei piloti che già di per se è parecchio difficoltoso nell’adattamento al nuovo stile di guida delle auto 2026. L’impegno dei tecnici Honda e di tutto lo staff è massimo, lo abbiamo potuto osservare direttamente con i nostri occhi. Aston Martin sta profondendo ogni energia per risalire la china, con l’obiettivo di presentarsi a Melbourne con il miglior pacchetto possibile. Ancora tre sessioni di test per provarci.

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