• 13 Febbraio 2026 16:48

Corriere NET

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Ai Giochi il primo caso di doping, che non c’è

Feb 13, 2026

AGI – Prima il clamore per la positività al doping unito allo sconforto dell’atleta che vede distruggersi il sogno di partecipare ai Giochi olimpici, poi i ricorsi, l’udienza, infine il ripensamento da parte dell’organo che l’aveva sospesa, la Nado Italia, l’antidoping italiana. Rebecca Passler è riabilitata, può ritornare in seno alla squadra nazionale e, quindi, partecipazione ai Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026.

La Corte Nazionale d’Appello di Nado Italia ha accolto il ricorso della 24enne biatleta altoatesina dopo che era stata sospesa, e quindi esclusa dai Giochi, in data 2 febbraio da Nado Italia a seguito della positività al letrozolo a seguito di un controllo fuori competizione effettuato il 26 gennaio ad Anterselva.

La sostanza proibita trovata nelle urine

Il letrozolo è inserita tra le sostanze proibite dall’Agenzia mondiale antidoping (Wada) e rientra nella categoria S4.1, ovvero dei modulatori ormonali e metabolici. La Nado Italia ha riammesso Rebecca Passler per aver riconosciuto il ‘fumus boni iuris‘, ovvero l’apparente fondatezza dell’assunzione involontaria o della contaminazione inconsapevole della sostanza in oggetto. Passler il 6 febbraio aveva presentato ricorso alla Divisione Ad hoc del Tribunale Arbitrale dello Sport (Tas) in sede olimpica con la richiesta di sospendere il provvedimento di Nado Italia di quattro giorni prima. Rebecca, attraverso i suoi legali, era ricorsa contro Nado Italia, Wada, Federazione Italiana Sport Invernali (Fisi), Comitato Olimpico Internazionale (Cio), Unione Internazionale Biathlon (Ibu) e Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Coni). Dopo l’udienza il panel del Tas aveva fatto sapere di “non avere giurisdizione per esaminare” la vicenda.

Considerate le dosi di letrozolo (sostanza che si trova nei farmaci antitumorali) presente nelle urine dell’atleta – 1,1 n,g/ml – e quanto dichiarato dall’atleta, Nado Italia ha valutato di riabilitare parzialmente Rebecca per i Giochi. Infatti, la vicenda molto probabilmente finirà al Tribunale nazionale antidoping (Tna) con possibile grado successivo il Tas di Losanna.

La contaminazione da Nutella

A contaminare le urine di Rebecca potrebbe essere stata la Nutella. Secondo quanto ricostruito, Rebecca dopo essere tornata da una gara, nel corso di una colazione a casa con mamma Herlinde, ha usato lo stesso cucchiaio per mangiare la Nutella. È emerso che la madre, malata, assume come da prescrizione medica, un farmaco a base di letrozolo del quale la Rebecca non è mai stata a conoscenza. La biatleta altoatesina era rientrata a casa il 24 gennaio scorso dopo aver preso parte alla tappa di Coppa del mondo a Nove Mesto in Repubblica Ceca. Il giorno successivo l’ha trascorso presso l’abitazione di famiglia. La mattina del 26 gennaio, Rebecca è stata sottoposta a controllo antidoping fuori competizione presso lo stadio del biathlon di Anterselva, test che ha poi dato esito positivo al doping.

Il ritorno in squadra e le dichiarazioni di Rebecca

La biatleta azzurra rientrerà in squadra lunedì e, in base alle decisioni prettamente tecniche da parte del direttore tecnico Klaus Hoellrigl, potrebbe essere impiegata nella staffetta femminile e nella mass start. “Sono stati giorni molto difficili. Ho sempre creduto nella mia buona fede”, ha detto Rebecca che ha poi ringraziato “tutti coloro che mi hanno aiutato, dagli avvocati che hanno seguito la mia situazione, alla Federazione Italiana Sport Invernali, ai miei familiari e amici, adesso posso finalmente tornare a concentrarmi al 100% sul biathlon“.

AGI – Prima il clamore per la positività al doping unito allo sconforto dell’atleta che vede distruggersi il sogno di partecipare ai Giochi olimpici, poi i ricorsi, l’udienza, infine il ripensamento da parte dell’organo che l’aveva sospesa, la Nado Italia, l’antidoping italiana. Rebecca Passler è riabilitata, può ritornare in seno alla squadra nazionale e, quindi, partecipazione ai Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026.
La Corte Nazionale d’Appello di Nado Italia ha accolto il ricorso della 24enne biatleta altoatesina dopo che era stata sospesa, e quindi esclusa dai Giochi, in data 2 febbraio da Nado Italia a seguito della positività al letrozolo a seguito di un controllo fuori competizione effettuato il 26 gennaio ad Anterselva.
La sostanza proibita trovata nelle urine
Il letrozolo è inserita tra le sostanze proibite dall’Agenzia mondiale antidoping (Wada) e rientra nella categoria S4.1, ovvero dei modulatori ormonali e metabolici. La Nado Italia ha riammesso Rebecca Passler per aver riconosciuto il ‘fumus boni iuris’, ovvero l’apparente fondatezza dell’assunzione involontaria o della contaminazione inconsapevole della sostanza in oggetto. Passler il 6 febbraio aveva presentato ricorso alla Divisione Ad hoc del Tribunale Arbitrale dello Sport (Tas) in sede olimpica con la richiesta di sospendere il provvedimento di Nado Italia di quattro giorni prima. Rebecca, attraverso i suoi legali, era ricorsa contro Nado Italia, Wada, Federazione Italiana Sport Invernali (Fisi), Comitato Olimpico Internazionale (Cio), Unione Internazionale Biathlon (Ibu) e Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Coni). Dopo l’udienza il panel del Tas aveva fatto sapere di “non avere giurisdizione per esaminare” la vicenda.
Considerate le dosi di letrozolo (sostanza che si trova nei farmaci antitumorali) presente nelle urine dell’atleta – 1,1 n,g/ml – e quanto dichiarato dall’atleta, Nado Italia ha valutato di riabilitare parzialmente Rebecca per i Giochi. Infatti, la vicenda molto probabilmente finirà al Tribunale nazionale antidoping (Tna) con possibile grado successivo il Tas di Losanna.
La contaminazione da Nutella
A contaminare le urine di Rebecca potrebbe essere stata la Nutella. Secondo quanto ricostruito, Rebecca dopo essere tornata da una gara, nel corso di una colazione a casa con mamma Herlinde, ha usato lo stesso cucchiaio per mangiare la Nutella. È emerso che la madre, malata, assume come da prescrizione medica, un farmaco a base di letrozolo del quale la Rebecca non è mai stata a conoscenza. La biatleta altoatesina era rientrata a casa il 24 gennaio scorso dopo aver preso parte alla tappa di Coppa del mondo a Nove Mesto in Repubblica Ceca. Il giorno successivo l’ha trascorso presso l’abitazione di famiglia. La mattina del 26 gennaio, Rebecca è stata sottoposta a controllo antidoping fuori competizione presso lo stadio del biathlon di Anterselva, test che ha poi dato esito positivo al doping.
Il ritorno in squadra e le dichiarazioni di Rebecca
La biatleta azzurra rientrerà in squadra lunedì e, in base alle decisioni prettamente tecniche da parte del direttore tecnico Klaus Hoellrigl, potrebbe essere impiegata nella staffetta femminile e nella mass start. “Sono stati giorni molto difficili. Ho sempre creduto nella mia buona fede”, ha detto Rebecca che ha poi ringraziato “tutti coloro che mi hanno aiutato, dagli avvocati che hanno seguito la mia situazione, alla Federazione Italiana Sport Invernali, ai miei familiari e amici, adesso posso finalmente tornare a concentrarmi al 100% sul biathlon”.

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