AGI – Oltre 22mila chilometri quadrati di copertura, in 40 località diverse, suddivise in tre regioni, e più di un milione di device connessi. È il network messo in campo da Hewlett Packard Enterprise (Hpe), il più diffuso mai realizzato, in occasione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina, di cui Hpe è network equipment hardware partner. Una infrastruttura di rete che si affida alla tecnologia IA native per veicolare in tempo quasi reale le immagini dei Giochi, oltre che per prevenire errori, rischi e imprevisti.
“Questa esperienza stabilisce un precedente su come le piattaforme operano”, ha affermato Rami Rahim executive vice president di Hpe, “d’ora in poi non ci si potrà più affidare solo agli umani, l’IA è fondamentale per la velocità con cui veicolare i contenuti in tempo reale”. “È il network più grande mai costruito“, ha spiegato Stefano Andreucci, senior sales director di Hpe.
“Sono oltre 4.900 gli ‘access point’, più di 40 i siti divisi su tre Regioni, con condizioni geografiche molto diverse, si va dalla città ai paesini e alle piste in montagna – ha aggiunto Andreucci -. È un network molto complesso. I network tradizionali non erano adatti e sicuri per questo tipo di evento. La scelta di affidarsi all’IA native è stata fondamentale, si tratta di un meccanismo che è in grado di prevenire errori e rischi, di grande adattabilità’.”
L’assistente IA Marvis per la gestione della rete
Incontrando la stampa a Milano, i manager di Hpe hanno illustrato come il sistema utilizzi un’interfaccia conversazionale chiamato Marvis, un assistente che permette agli operatori di dialogare con la rete come se fosse un collega. Invece di analizzare codici complessi, un tecnico può semplicemente chiedere al sistema ‘Qual è la user experience nell’arena di pattinaggio?’ e ottenere un’analisi immediata basata sui dati storici e in tempo reale di quello specifico utente o luogo.
Sicurezza e protezione dei dati
“Ci sono più livelli di sicurezza. Aver utilizzato l’IA nativa già dentro la rete, la protegge anche fuori” ha spiegato Claudio Bassoli, managing director Hpe Italy. “La rete è protetta in ogni singolo elemento: c’è il controllo di ogni singolo accesso”, ha aggiunto Andreucci. Con i controlli degli accessi Zero Trust, il rilevamento e l’attenuazione delle minacce basati sull’IA, la rete protegge in modo continuo i dati più sensibili dell’evento, hanno spiegato i manager Hpe.
Distribuzione di contenuti 8K ad alta risoluzione
Stiamo distribuendo una quantità di filmati 8K ad alta risoluzione senza precedenti a più di 200 titolari dei diritti che trasmetteranno i Giochi in tutto il mondo, è stato spiegato.
Infine, per quanto riguarda la sostenibilità del progetto, Hpe ha tenuto a sottolineare come sia parte della mission aziendale “arrivare al 100 per cento di riutilizzo” dell’hardware, in linea anche con lo “spirito di sostenibilità che anima questi Giochi”. “Abbiamo una divisione che si occupa solo di questo”, ha rivendicato Bassoli. La tecnologia utilizzata per le due settimane di Olimpiadi sarà “comprata da una società di terza parte certificata che farà il refurbishment dell’hardware per poi rivenderlo”, ha spiegato Andreucci.