• 12 Febbraio 2026 18:35

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Bollo auto in Lombardia, via al fermi amministrativo per i mancati pagamenti del 2020

Feb 12, 2026

La Regione Lombardia ha annunciato l’avvio della fase conclusiva delle procedure di recupero del bollo auto non versato nel 2020 con l’iscrizione del fermo amministrativo sui veicoli per i quali, dopo l’invio del preavviso, non è intervenuta alcuna regolarizzazione.

Più esattamente l’amministrazione regionale ha già trasmesso i preavvisi di fermo amministrativo ai proprietari che non hanno versato la tassa di proprietà e aperto una finestra temporale per la regolarizzazione. Da lunedì 16 febbraio 2026, per chi non avrà sanato la propria posizione, si procederà con l’iscrizione effettiva dei fermi amministrativi sui veicoli con tutte le conseguenze operative che ne derivano per l’utilizzo dell’auto.

Dal punto di vista operativo ricordiamo che il bollo auto è una tassa regionale, ma il suo recupero segue logiche nazionali di riscossione e utilizza strumenti standardizzati, tra cui il fermo amministrativo che è una delle misure più incisive a disposizione dell’ente creditore.

Che cos’è il fermo amministrativo e quali le contestazioni possibili

Il fermo amministrativo è una misura cautelare che viene iscritta sul veicolo e che ne limita l’utilizzo fino a quando il debito alla base del provvedimento non viene estinto. Dal punto di vista pratico, un’auto sottoposta a fermo amministrativo non può circolare. Se il proprietario ignora il vincolo e utilizza comunque il mezzo si espone a sanzioni ulteriori e a complicazioni che vanno ben oltre il debito originario.

Il fermo rende impossibili una serie di operazioni quotidiane: la vendita del veicolo, il passaggio di proprietà e l’esportazione. È come se sull’auto venisse apposta una sorta di ipoteca amministrativa, visibile nei registri e destinata a restare tale fino alla completa regolarizzazione.

Il proprietario del veicolo può opporsi al fermo amministrativo quando l’atto presenta errori materiali o inesattezze nei dati anagrafici. La contestazione può essere sollevata se l’auto è un bene strumentale indispensabile per l’esercizio di un’attività d’impresa o professionale. La tutela è prevista anche nei casi in cui il contribuente abbia diritto all’esenzione dal bollo per una situazione di disabilità grave, così come quando il mezzo risulti cointestato.

Se il debito fiscale persiste e non viene sanato, la Regione può comunque procedere. In prima battuta può iscrivere il fermo su un diverso veicolo indicato nel preavviso se resta nella disponibilità o di proprietà di uno dei debitori. Se la posizione rimane irregolare, il credito può essere affidato all’Agenzia delle entrate per l’avvio delle procedure di recupero coattivo.

Come si è arrivati a questo punto

Dopo il mancato pagamento del bollo, l’ente competente avvia la fase di accertamento e quella di riscossione. Nel corso del tempo possono essere notificati avvisi, solleciti, atti di accertamento e preavvisi di fermo. Ognuno di questi atti ha una propria funzione e interrompe o sospende i termini di prescrizione.

Se nel frattempo è stato notificato anche un solo atto valido, il conteggio riparte. Un debito lontano può così riemergere a distanza di anni. Nel caso della Lombardia, la Regione ha chiarito che i preavvisi relativi al bollo 2020 sono già stati inviati e che ora, per chi non ha sanato la posizione, si passa all’iscrizione vera e propria del fermo.

Finché esiste solo il preavviso, il contribuente ha una finestra temporale per intervenire in modo semplice. Una volta che il fermo è iscritto, la procedura per tornare alla normalità diventa più lunga perché bisogna attendere anche la cancellazione formale del vincolo.

Cosa rischia chi non ha pagato

Il primo rischio per chi non ha regolarizzato la propria posizione è la perdita della possibilità di utilizzare l’auto. Il secondo rischio è economico. Al debito originario del bollo si aggiungono interessi, sanzioni e spese di notifica. Il terzo è legato alla gestione futura del veicolo. Un’auto con fermo amministrativo è di fatto immobilizzata sul piano commerciale.

Se invece un veicolo gravato da fermo amministrativo viene utilizzato nonostante il divieto, il proprietario va incontro a una sanzione pecuniaria di 1.984 euro, a cui si aggiunge la revoca della patente di guida e la confisca del mezzo. Quest’ultima comporta la perdita irreversibile della proprietà dell’auto. A completare il quadro, l’organo di polizia procede alla rimozione del veicolo e al suo trasporto in deposito, con costi a carico dell’automobilista, come stabilito dall’articolo 214 del Codice della Strada.

Come verificare la propria posizione

La Regione Lombardia mette a disposizione un’area digitale dedicata ai tributi, accessibile con identità digitale, attraverso la quale consultare la propria posizione relativa al bollo auto, verificare la presenza di avvisi o preavvisi e procedere al pagamento. La verifica serve a ricostruire la storia: quale anno è interessato, quali atti sono stati notificati, quali importi sono richiesti. Se la posizione risulta corretta e il debito dovuto, la soluzione più rapida resta il pagamento. In alternativa è possibile richiedere una rateizzazione che consente di diluire l’importo nel tempo e di evitare l’iscrizione del fermo amministrativo se la richiesta viene accolta e rispettata.

Ci sono poi i casi in cui il contribuente ritiene che il debito non sia dovuto, perché il bollo è stato pagato, perché il veicolo era stato venduto o demolito o perché l’atto è prescritto. In queste situazioni è possibile presentare un’istanza di annullamento o di riesame, allegando la documentazione a supporto.

Il tema della prescrizione e i falsi miti

Attorno al bollo auto ruotano convinzioni imprecise, tra cui l’idea che basti attendere qualche anno per non dover più pagare. La prescrizione esiste, ma è legata alla corretta notifica degli atti. Ogni comunicazione valida interrompe i termini e fa ripartire il conteggio. Il trascorrere del tempo non garantisce l’estinzione del debito.

Molte contestazioni nascono dall’assenza di prove di pagamento. La conservazione delle ricevute del bollo, in formato cartaceo o digitale, diventa così preziosa in caso di errori o disallineamenti nei sistemi informatici. La digitalizzazione ha semplificato questo aspetto, ma alla base è fondamentale mantenere un archivio ordinato che consente di ricostruire le proprie transazioni fiscali. Ogni Regione dispone di margini di autonomia nella gestione della tassa automobilistica con conseguenze nelle modalità di controllo e recupero. Alcune amministrazioni privilegiano una strategia di sollecito progressivo, altre – come nel caso della Regione Lombardia – concentrano le azioni in campagne mirate.

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