• 11 Febbraio 2026 21:22

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Test Bahrain, Ferrari: SF-26 nervosa e ancora lontana dall’equilibrio

Feb 11, 2026

La scuderia Ferrari inaugura la prima tornata di test collettivi presso il circuito del Bahrain, in vista della stagione di F1 2026. La transizione verso il tracciato di Sakhir impone una mutazione del layout, delle condizioni climatiche e, conseguentemente, dell’impostazione metodologica del programma di lavoro. Vi era un’attenzione spasmodica nel decifrare il comportamento della SF-26 in una configurazione aerodinamica inedita. È spettato a Lewis Hamilton il compito di dare inizio alle procedure in pista durante la sessione mattutina.

Perplessità tecniche: il feedback sincero di Hamilton sulla SF-26

Il plurititolato pilota britannico varca la linea della corsia box poco dopo le nove con un duplice installation lap volto a validare l’integrità sistemica. Ottenuto il placet dei tecnici, ha ripreso a solcare il nastro d’asfalto mediorientale. È apparso immediatamente evidente come la ricerca della performance cronometrica fosse del tutto subordinata ad altre priorità. Ciononostante, è emersa una marcata instabilità della vettura nei settori a bassa percorrenza, con particolare enfasi sulle curve 1 e 8, dove la “Rossa” ha palesato un assetto visibilmente scomposto.

Le determinanti di tale comportamento sono molteplici, sebbene riconducibili a un’unica causa primaria: un’evidente carenza di carico aerodinamico verticale che non è stato gestito nella maniera corretta. Tale deficit è stato rimarcato con vigore dallo stesso Hamilton durante il debriefing con i media, sottolineando l’esigenza di una maggiore aderenza. Nonostante un’apparente assenza di entusiasmo, l’ex pilota Mercedes ha mantenuto un approccio serafico, non esente da rari momenti di ilarità. Un profilo di estremo interesse riguarda la gestione dell’energia.

La Ferrari sembra trovarsi in una fase embrionale per quanto concerne l‘ottimizzazione del comparto ibrido, una sfida che accomuna l’intera griglia. Tale variabile si configura come l’elemento discriminante per l’efficacia del ritmo nei long run. Di rilievo il riferimento ai 600 metri di lift-off necessari per la rigenerazione degli accumulatori al Montmelò, un dato che il britannico ha definito quasi sconcertante se paragonato ai parametri della passata stagione.

Per gran parte del mattino, la SF-26 numero 44 è stata destinata a una meticolosa attività di acquisizione dati, propedeutica alla ripartizione redditizia del supporto elettrico. È stata rilevata inoltre una pronunciata instabilità del retrotreno; Hamilton, con accenti ironici, ha evidenziato come neppure l’asse anteriore abbia goduto di una precisione millimetrica. Tali criticità sono da imputare a una downforce ancora insufficiente.

Al momento, non si registrano anomalie riguardanti la cinematica delle sospensioni o altre componenti strutturali. Al contrario, trapela ottimismo circa l’architettura del doppio push-rod. La fase attuale rimane dedicata alla sperimentazione e alla sintesi dei dati. Analoghe risultanze sono emerse per il monegasco della Rossa, il quale, nel turno pomeridiano, ha accumulato un computo di giri consistente.

Leclerc lavora per ottimizzazione il retrotreno della Ferrari

Sotto la guida di Charles Leclerc, la monoposto è apparsa marginalmente più equilibrata, sebbene non siano mancati fenomeni di incertezza dinamica. Nello specifico, la SF-26 numero 16 ha mostrato criticità nelle fasi di inserimento, in particolare nel complesso delle curve 9 e 10, dove la frenata in combinati ha messo a dura prova la stabilità del veicolo. La vettura manifesta un’attitudine peculiare: una spiccata tendenza al sovrarotarzo con un asse posteriore oscillante.

Tuttavia, si sono manifestati episodi legati alla carenza di rotazione intermittente, riscontrati anche nelle curve 11, 12, 13 e 14. Sebbene sia prematuro formulare sentenze definitive, la giornata inaugurale in Bahrain restituisce l’immagine di un’auto nervosa e complessa nella sua gestione globale. Sul fronte dell’affidabilità, si sottolinea l’eccellente resistenza del motore che, rispetto alla Spagna, è stato sollecitato con mappature più spinte per ambedue le sue componenti. Le simulazioni sul passo gara hanno visto una vettura più coerente, con una riduzione dei fenomeni di instabilità.

Nell’ultimo segmento della sessione ecco il flow-viz sul retrotreno per confermare la volontà dei tecnici di studiare l’andamento della massa fluida in quella zona. Si tratta di un lavoro di affinamento volto a massimizzare l’efficienza aerodinamica. La sintesi finale verrà operata da domani, considerando che i dati vanno studiati al meglio e la curva di apprendimento è ancora in fase ascendente. I piloti auspicavano un riscontro immediato più solido? È probabile, ma al momento restiamo nel campo delle percezioni soggettive, protette da un comprensibile riserbo comunicativo.

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