AGI – “La striscia nera al braccio? No, indosserò il casco“. Vladyslav Heraskevych si ribella e nonostante il divieto del Cio – che lo aveva autorizzato però a utilizzare una striscia nera al braccio – prenderà parte alle gare di skeleton a Milano-Cortina col casco con le immagini degli atleti ucraini uccisi in guerra che lo stesso Comitato olimpico internazionale ha vietato.
“Continueremo a lottare per il diritto di gareggiare con questo casco. Credo sinceramente di non aver violato alcuna legge né alcuna regola. Questo casco non viola la regola 50 (che vieta manifestazioni o propaganda politica nei siti olimpici, ndr) più di quanto lo facciano altri segni utilizzati da altri atleti. La decisione del Cio su questo tema è una sorta di circo”.
Heraskevych cita il caso di Roland Fischnaller, il cui casco è pieno di bandiere, compresa quella russa. “Capisco l’idea che c’è dietro, ma onestamente questa è una chiara violazione delle regole olimpiche. Eppure non è stato sanzionato. Ci sono stati altri casi, ricordo quello di Steiner a Pechino 2008 quando ha celebrato la sua medaglia alla cerimonia con una foto della moglie scomparsa e anche in quel caso non ci furono problemi. Allora perché abbiamo regole speciali solo per gli ucraini?”.
Il governo di Kiev: “Profondamente sbagliato vietare il casco”
Il governo ucraino ha definito “profondamente sbagliata” la decisione del Cio di vietare all’atleta di skeleton Vladyslav Heraskevych di indossare il casco che omaggia la memoria di alcuni sportivi ucraini uccisi in guerra. “Le Olimpiadi sono pensate per celebrare l’eccellenza nello sport, la disciplina, il sacrificio e la grandezza forgiata in anni di duro lavoro”, ha scritto su X la premier ucraina, Yulia Svyrydenko, “oltre 650 atleti ucraini non saliranno mai sul palcoscenico olimpico. Sono stati uccisi dai russi. Le loro vite sono state stroncate, le loro carriere sono finite per sempre”.
Sullo sfondo di questo, continua la primo ministro, “la decisione di vietare il casco del nostro atleta Heraskevych, che commemora alcuni dei nostri caduti, è profondamente sbagliata. Ricordare i morti non è politica. È dignità”. Svyrydenko ha ringraziato Heraskevych “per la sua decisione e tutti gli atleti che continuano a rappresentare l’Ucraina moderna e il popolo ucraino, portando all’attenzione mondiale le sfide che stiamo affrontando e vivendo”.
AGI – “La striscia nera al braccio? No, indosserò il casco”. Vladyslav Heraskevych si ribella e nonostante il divieto del Cio – che lo aveva autorizzato però a utilizzare una striscia nera al braccio – prenderà parte alle gare di skeleton a Milano-Cortina col casco con le immagini degli atleti ucraini uccisi in guerra che lo stesso Comitato olimpico internazionale ha vietato.
“Continueremo a lottare per il diritto di gareggiare con questo casco. Credo sinceramente di non aver violato alcuna legge né alcuna regola. Questo casco non viola la regola 50 (che vieta manifestazioni o propaganda politica nei siti olimpici, ndr) più di quanto lo facciano altri segni utilizzati da altri atleti. La decisione del Cio su questo tema è una sorta di circo”.
Heraskevych cita il caso di Roland Fischnaller, il cui casco è pieno di bandiere, compresa quella russa. “Capisco l’idea che c’è dietro, ma onestamente questa è una chiara violazione delle regole olimpiche. Eppure non è stato sanzionato. Ci sono stati altri casi, ricordo quello di Steiner a Pechino 2008 quando ha celebrato la sua medaglia alla cerimonia con una foto della moglie scomparsa e anche in quel caso non ci furono problemi. Allora perché abbiamo regole speciali solo per gli ucraini?”.
Il governo di Kiev: “Profondamente sbagliato vietare il casco”
Il governo ucraino ha definito “profondamente sbagliata” la decisione del Cio di vietare all’atleta di skeleton Vladyslav Heraskevych di indossare il casco che omaggia la memoria di alcuni sportivi ucraini uccisi in guerra. “Le Olimpiadi sono pensate per celebrare l’eccellenza nello sport, la disciplina, il sacrificio e la grandezza forgiata in anni di duro lavoro”, ha scritto su X la premier ucraina, Yulia Svyrydenko, “oltre 650 atleti ucraini non saliranno mai sul palcoscenico olimpico. Sono stati uccisi dai russi. Le loro vite sono state stroncate, le loro carriere sono finite per sempre”.
Sullo sfondo di questo, continua la primo ministro, “la decisione di vietare il casco del nostro atleta Heraskevych, che commemora alcuni dei nostri caduti, è profondamente sbagliata. Ricordare i morti non è politica. È dignità”. Svyrydenko ha ringraziato Heraskevych “per la sua decisione e tutti gli atleti che continuano a rappresentare l’Ucraina moderna e il popolo ucraino, portando all’attenzione mondiale le sfide che stiamo affrontando e vivendo”.