• 9 Febbraio 2026 11:08

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Pagare pedaggi con lo smartphone, addio ricevitore sul parabrezza

Feb 9, 2026

Il telepedaggio si sta liberando dell’hardware. La società statunitense MobiQ, controllata dal gruppo Denso, ha rimosso l’ultimo ostacolo fisico tra l’automobilista e il casello: il ricevitore sul parabrezza. Lo scambio di dati tra un account digitale e un’infrastruttura connessa è più smart: l’intero processo di identificazione e transazione viene ora affidato alla gestione radio dello smartphone, trasformando un dispositivo generico in un trasmettitore dedicato. Oltre a rispondere a un’esigenza di comodità, il progetto punta a eliminare le funzioni dei vari dispositivi elettronici in un unico terminale già in possesso dell’utente.

Le modalità di funzionamento del pagamento con smartphone

Il punto critico dei pagamenti digitali in autostrada è sempre stato la precisione millimetrica del rilevamento. Affidarsi esclusivamente al GPS è rischioso per via delle zone d’ombra, dai ritardi di localizzazione alla scarsa precisione del segnale in presenza di barriere metalliche imponenti.

MobiQ ha scelto di percorrere la strada dell’amplificazione criptata del segnale RF (Radio Frequency), dove lo smartphone ingaggia un “corpo a corpo” digitale con le antenne della barriera. Tramite un pacchetto di dati criptati e l’autorizzazione al transito procede il dialogo, ben prima di raggiungere la sbarra.

Il flusso di informazioni viene inoltrato, via Apple CarPlay o Android Auto, direttamente al display, su cui vengono visualizzati i costi in tempo reale e il countdown dei metri mancanti al casello. In pratica, il conducente evita ogni tipo di contatto con lo smartphone e la sua soglia di attenzione rimane fissa sulla strada. Il software sbriga la pratica del pagamento in totale autonomia.

Una gestione senza archivi fotografici

Il ricorso a una soluzione puramente software risolve alla radice le criticità logistiche e amministrative dei gestori autostradali, infatti nei modelli attuali il mancato rilevamento dei segnali obbliga a procedure farraginose. La lettura della targa e il recupero dei dati del proprietario dai database pubblici richiedono un dispendio significativo di risorse per l’invio delle fatture posticipate.

Con MobiQ la validazione e l’incasso del pedaggio avvengono nel momento esatto del transito. Non serve più archiviare immagini per scopi di recupero crediti o gestire fisicamente la distribuzione dei vecchi apparati a batteria. E la fine della dipendenza dall’hardware fisico comporta pure un vantaggio ecologico: taglia la produzione e lo smaltimento di milioni di unità in plastica e litio.

L’integrazione nell’ecosistema V2X

Nel protocollo V2X (Vehicle-to-Everything) il veicolo cessa di essere un elemento isolato ed entra a far parte di una rete connessa alle infrastrutture stradali e alle apparecchiature di gestione del traffico. Mentre la tecnologia risulta già operativa in fase di test negli Stati Uniti, l’approdo su altri territori, compreso quello italiano, dipende dalla chiave di lettura adottata dal legislatore di competenza sui protocolli di pagamento indipendenti da supporti fisici.

Le potenzialità del sistema favoriscono l’introduzione di tariffe dinamiche calibrate sulla congestione stradale istantanea, nella misura in cui lo smartphone dissolve il confine tra pagamento e navigazione attraverso un flusso di dati monetizzabili. L’inviolabilità dei conti correnti garantita dai protocolli radio è il presupposto tecnico perché la rete autostradale approdi a un modello di mercato digitale privo di sbarre.

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